Salute 20 novembre 2017

«Patologie nasali peggiorano qualità vita, spray validi per prevenire infezioni» l’intervista a Matteo Gelardi Presidente AICNA

«L’OMS sostiene che entro il 2020 il 50% dei bambini soffrirà di allergie: una diagnostica semplice ed efficace è la soluzione» il Presidente dell’Accademia Italiana di Citologia Nasale ai microfoni di Sanità Informazione racconta la nascita di questa branca della otorinolaringoiatria

«La rinologia è sempre stata considerata la ‘Cenerentola’ dell’otorinolaringoiatria, con la Citologia nasale abbiamo affermato la nostra autorevolezza» lo dichiara Matteo Gelardi, Otorinolaringoiatra e Presidente fondatore dell’Accademia Italiana di Citologia Nasale.

Dottore lei è uno dei massimi esperti in citologia nasale, quali sono prevalentemente gli ambiti d’intervento e le principali novità scientifiche in questo settore?

«Prima che la citologia nasale diventasse una diagnostica utilizzata in ambito scientifico, molte malattie nasali venivano definite ‘aspecifiche’. Quando il medico parla di ‘aspecifico’, ‘criptogenetico’, vuol dire che non riesce a dare un nome alla malattia. Questo perché, anni fa, l’attenzione medico-scientifica al naso era piuttosto scarsa. Il naso infatti era l’unico organo a non essere studiato a livello citologico. La citologia nasale nasce 15 anni fa e inizia un percorso di formazione in Italia, ed è proprio nel nostro Paese che nasce l’Accademia italiana di Citologia nasale, la prima accademia nel mondo. Ma questa branca scientifica di cosa si occupa nel dettaglio? Va a studiare la citologia delle cellule presenti nel naso e finalmente dà un nome ad alcune malattie».

Quale categoria di pazienti viene sottoposta all’esame di citologia? Si tratta di un’indagine di routine oppure viene applicata in casi specifici?

«Tutti i nasi dovrebbero essere sottoposti ad una indagine citologica, la citologia nasale è una diagnostica semplice non cruenta, non necessità neanche di anestesia, è ripetibile e non è costosa. Diciamo che è una diagnostica che molti otorinolaringoiatra, allergologi e pediatri oggi fanno nel proprio ambulatorio, quindi senza recarsi in centri qualificati; infatti i medici che hanno seguito dei corsi hanno acquisito competenze di citologia nasale e possono nel loro studio fare gli esami previsti».

Rinite, allergie e rinosinusiti sono patologie che possono interferire con attività quotidiane, lavorative e sociali di un paziente?

«Partiamo con il dire che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha detto che nel 2020 il 50% dei nostri bambini sarà allergico, quindi bisogna essere pronti ad affrontare queste problematiche perché le percentuali sono molto alte. Purtroppo fino a pochi anni fa si pensava che il naso fosse un organo di secondo livello tanto che la branca dell’otorinolaringoiatria era considera la ‘Cenerentola’ delle specializzazioni, la conferma? Per l’orecchio hanno creato una scuola di specializzazione che si chiama ‘Audiologia’, per la laringe una scuola di specializzazione che si chiama ‘Foniatria’ per il naso non è mai stata creata una scuola di specializzazione ad hoc. Eppure è un dato di fatto che nessuno starebbe bene con un naso chiuso, vuoi perché interferirebbe con le attività lavorative e sociali vuoi perché non riposerebbe bene la notte. Tutti quanti abbiamo necessità di un riposo sano e duraturo, e con un’attività nasale disturbata non permette di dormire e avere una giornata sprint la mattina dopo. C’è un altro aspetto molto importante per chi soffre di malattie nasali: la maggior parte dei farmaci sono di fascia C quindi a totale carico dell’assistito e questo determina dei grossi problemi anche sul piano sociale. Inoltre un altro problema è quando il naso non funziona bene e si ripercuote suoi bronchi; dico sempre che ‘l’inquilino del piano inferiore si lamenta di quello del piano superiore e tutto ciò genera le liti condominiali che in medicina vanno sotto il termine ‘sindrome rino-bronchiale’. Da non dimenticare che strettamente legato all’attività nasale, c’è anche l’olfatto, un senso che potrebbe essere definito il “senso dimenticato”, che rappresenta sistema di allarme: per esempio sentire puzza di bruciato o non sentirla è fondamentale per proteggere se stessi e gli altri, è evidente che non avere risposte in termini di sensorialità può rappresentare un rischio».

Dottore tra le terapie consigliabili per i problemi a cui lei ha fatto riferimento, esistono dispositivi come nebulizzatori nasali? Di cosa si tratta e sono dei rimedi terapeutici facili da utilizzare anche per favorire l’aderenza terapeutica?

«Il naso che non ventila è un naso che s’infetta e infetta le zone limitrofe, quindi i seni paranasali ( rinosinusiti) e l’orecchio medio (otiti). La terapia deve essere mirata e oggi abbiamo dispositivi medici in grado di nebulizzare e veicolaare il farmaco attraverso le cavità nasali (si parte dalla soluzione fisiologia che può essere isotonica o ipertonica), con ottimi benefici terapeutici. Come abbiamo già detto un naso che non ventila è un naso che si infetta e pertanto diventa fondamentale detergere le cavità nasali prima di qualsiasi medicazione. A questo scopo sul mercato sono disponibili una serie di farmaci (corticosteroidi, antistaminici,ecc)sia topici che sistemici, in grado di controllare la patologia rinitica. Tra gli ultimi presidi medici oggi a disposizione occorre segnalare l’acido ialuronico, una sostanza che abbiamo nel nostro corpo in grado di favorire la riepitelizzazione della mucosa nasale. Le infezioni delle cavità nasali possono creare una discontinuità dell’epitelio mucoso; l’utilizzo di questa molecola sottoforma di gel, spray o lavaggi si è dimostrata utile e necessaria negli studi clinici recentemente apparsi».

Lei oltre ad essere un grande studioso è anche un divulgatore scientifico, faccio riferimento all’evento che organizza ogni anno al Petruzzelli di Bari. In quest’ottica quanto è importante diffondere formazione e informazione medica ai colleghi ma anche ai cittadini?

Art & Science nasce dal microscopio; può accadere di trovare in alcuni campi microscopici delle immagini che ben si correlano al mondo dell’arte. Mi spiego meglio: l’arte è morfologia, l’arte è cromatismo. Anche la citologia è morfologia e cromatismo. Noi possiamo fare diagnosi guardando le cellule perché hanno una morfologia ben precisa e un cromatismo ben definito. Pertanto il passo verso l’arte è immediato e diretto. Così nasce Art & Science! Alcune immagini sono diventati quadri, da quadri abiti, poi danza e musica; In sintesi un grande spettacolo!».

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