Salute 28 Ottobre 2021 13:08

Diminuiscono i sinistri in sala parto: nel 2020 0,60 casi ogni 100 nascite. I dati dell’Osservatorio Baby Case di AmTrust

Il Nord Italia l’area più virtuosa per le strutture pubbliche, mentre il Centro ha i risultati peggiori. Le strutture universitarie restano quelle più interessate dai baby case: le denunce arrivano quando i bambini hanno 4-5 anni, ma i tempi delle pratiche si stanno allungando

Diminuiscono i sinistri in sala parto: nel 2020 0,60 casi ogni 100 nascite. I dati dell’Osservatorio Baby Case di AmTrust

Scende ancora il trend di incidenza di sinistri in sala parto rispetto al 2019, andando a toccare l’1,66% del totale di eventi denunciati. Lo dicono i dati della quarta edizione dell‘Osservatorio Baby Case di AmTrust. Con il nome di “baby case” si intendono proprio tutti gli eventi avversi accaduti durante il parto. Gli incidenti risultano dimezzati in quattro anni con 0,60 casi ogni 100 nascite, rispetto all’1,08 del 2016.

Baby case, le aree più interessate

L’analisi di AmTrust ha riguardato 1200 casi denunciati negli ultimi 10 anni, in 148 ospedali pubblici e 32 strutture private su tutto il territorio nazionale. Un’attenzione particolare è stata riservata alla collocazione geografica delle strutture, dimostrando che l’area più coinvolta è quella del Centro Italia (1,60 casi denunciati per ogni ospedale). Anche questo dato è però in miglioramento se si pensa che solo 5 anni fa si toccavano 2,44 casi.

Il Nord Italia resta l’area più virtuosa: 0,35 eventi negli ospedali pubblici e 1,14 casi denunciati per ogni struttura privata. Nel Sud Italia la media si abbassa a 0,92 casi denunciati per ospedale. Alcuni dati da considerare: il 34% dei casi è costituito da sinistri aperti mentre il restante si suddivide tra senza seguito (48,0%) e chiusi con risarcimento (18%). Dei baby case denunciati nel 2020, il 76% fa riferimento a sinistri avvenuti in ospedali pubblici e il 24% in ospedali privati, dato che trova spiegazione nel maggior numero di nascite gestite dalle strutture pubbliche.

Le pratiche si allungano, i peggiori sono i policlinici universitari

Oltre il 57% dei casi viene denunciato entro 6 anni dalla data dell’evento. Si riconfermano i due picchi di denuncia di baby case tra i 4 e i 5 anni del bambino, in corrispondenza dell’età scolare, quando eventuali conseguenze critiche della nascita vengono alla luce, e tra i 9 e i 10 anni per i casi più delicati e complessi. I tempi di chiusura delle pratiche, per contro, vanno progressivamente allungandosi. Oltre il 65% dei fascicoli si chiudono entro 3 anni dalla data di denuncia, mentre il 95% è chiuso in 5 anni.

Anche nel 2020 i policlinici universitari rappresentano le strutture maggiormente interessate, con circa 2,60 baby case denunciati all’anno per singolo ospedale. Seguono poi le strutture di primo livello con 0,81 casi e gli ospedali di secondo livello che si attestano su 0,35. Le strutture universitarie hanno registrato una significativa contrazione di baby case: nel 2018 toccavano i 6,0 casi, nel 2020 sono scesi a 1,5.

 

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