Salute 9 novembre 2018

Novità contratto, Lorefice (Comm. Affari Sociali): «Deroga a legge Madia per sbloccare aumento salario accessorio 2017-2018»

La Presidente della Commissione Affari Sociali si dice ottimista sul rinnovo del contratto della dirigenza medica. Mentre sulla questione dei medici Inps annuncia: «Avviato tavolo con sindacati e segreteria ministro Di Maio»

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Dal palco del Palazzo dei Congressi di Roma, ospite della Convention Fiaso, ha rivendicato quanto fatto dal Governo e dal Parlamento in materia di sanità. Marialucia Lorefice, presidente della Commissione Affari Sociali della Camera e parlamentare del Movimento Cinque Stelle, ha rivendicato l’aumento del finanziamento al Fondo sanitario nazionale previsto dalla legge di Bilancio nei prossimi tre anni: 4,5 miliardi spalmati in 1 miliardo nel 2019, 2 miliardi nel 2020 e 1,5 miliardi nel 2021. Poi, ai microfoni di Sanità Informazione, si è detta ottimista sulla trattiva per il rinnovo del contratto della dirigenza medica e veterinaria. Merito del Disegno di legge “Concretezza” deliberato dal Consiglio dei Ministri a fine ottobre: «C’è una norma – spiega Lorefice – che darà risposta alle organizzazioni sindacali: prevede l’aumento del salario accessorio per quanto riguarda i contratti stipulati nel 2017-2018. C’è una deroga all’articolo 23 comma 2 della Delega Madia. Sottolineo che non è un’abrogazione ma una deroga». Certamente un’apertura di credito importante verso le richieste sindacali, anche se per ora lo sciopero del 23 novembre resta confermato. Il superamento dell’articolo 23 comma 2 della legge Madia può rappresentare un passaggio importante: questo articolo prevede che l’ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale, anche di livello dirigenziale, di ciascuna delle amministrazioni pubbliche non può superare il corrispondente importo determinato per l’anno 2016. Ora, con la deroga, possono essere garantite quelle risorse in più stabilite dal nuovo contratto.

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Presidente Lorefice, il provvedimento su cui state lavorando molto è il “Sunshine act”. Cosa cambierà?

«L’idea è quella di istituire un registro dove sarà possibile mettere in chiaro le donazioni che le aziende farmaceutiche fanno nei confronti del personale medico e sanitario. Ovviamente come io già ho ribadito lo scopo è quello di tutelare chi lavora bene e comunque di andare a colpire chi in ambito sanitario mette in cattiva luce chi lavora bene. Non voglio parlare di corruzione ma di comportamenti opachi. Con questo sistema di trasparenza, del quale nessuno deve avere timore, si vuole fare questo: rendere ancora più trasparente il sistema».

Agenas ha dato parere favorevole. Le altre audizioni come sono andate?

«C’è chi ha sollevato alcuni aspetti, in modo particolare riguardo alla soglia base da dichiarare, nel provvedimento è dieci euro in su. Si chiede di alzare quella soglia anche perché sarebbe difficoltoso per il registro stesso raccogliere anche donazioni che partono da una soglia così bassa. Ma in linea di massima abbiamo registrato grande condivisione: posso dire che tutti gli auditi, al di là di qualche aspetto specifico, hanno mostrato condivisione».

Poi cos’altro avete in calendario?

«Abbiamo approvato una risoluzione sull’obesità che punta molto sulla prevenzione, sull’importanza delle scuole e la prevenzione in ambito scolastico. È passata solo in Commissione la proposta della Lega sul riconoscimento delle cefalee come malattia sociale ma deve ancora fare tutto il suo percorso, aspettiamo il parere della Commissione Bilancio. Stiamo lavorando su una proposta di legge della Versace che prevede di inserire nei Lea le protesi per le persone con disabilità che praticano sport. E poi c’è una interessantissima indagine conoscitiva sulle cure palliative che parte dal Pd e che si sta rivelando molto interessante. C’è una legge, la legge 38 del 2010, che è una legge straordinaria ma purtroppo molto spesso inapplicata. Gli auditi hanno un grande spessore».

Lei ha ricevuto i sindacalisti in protesta a Montecitorio. Il contratto manca ormai da dieci anni…

«Abbiamo incontrato prima i sindacalisti per quanto riguarda la questione dei medici Inps. Ci hanno posto la problematica della convenzione tra Inps e gli stessi medici. Lunedì abbiamo creato un tavolo di concertazione tra una delegazione sindacale, una delegazione di parlamentari e la segreteria tecnica del ministro Di Maio. Dopo il tavolo verrà creata una istruttoria per capire in che modo intervenire per risolvere la questione. Poi abbiamo incontrato i medici della dirigenza medica e veterinaria in protesta in piazza Montecitorio. Chiedono l’aumento del salario accessorio. Su questo possiamo dire che c’è una norma nel decreto concretezza che darà risposta: prevede l’aumento del salario accessorio per quanto riguarda i contratti stipulati nel 2017-2018. C’è una deroga all’articolo 23 comma 2 della Delega Madia. Sottolineo che non è un’abrogazione ma una deroga».

A proposito di Inps, il presidente Inps Tito Boeri ha proposto incentivi per i medici che tolgono le pensioni di invalidità. Voi cosa ne pensate?

«Su questo si è espresso anche il Ministro. Non condividiamo in alcun modo quella linea».

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