Salute 6 Ottobre 2020

Mosca (presidente Sin) avverte la politica: «Se non si investe sul welfare rischio crollo nascite dopo il Covid»

Il presidente Mosca: «Italia prima nel mondo a non separare neonati da mamme affette da Covid. Scelta coraggiosa, controtendenza, ma vincente»

di Federica Bosco

Al via domani a Venezia il congresso della Società italiana di neonatologia (SIN), per la prima volta in una doppia veste interattiva attraverso una piattaforma digitale e diffusa, con sei sedi periferiche Torino, Milano, Firenze, Roma, Avellino e Palermo. Pubblico limitato e coordinatori che avranno modo di interagire con i professionisti presenti a Venezia. “Il neonato al centro del futuro” sarà il filo conduttore dell’evento che vedrà la società italiana di neonatologia presentare risultati importanti in tema di terapie intensive, formazione del personale e sicurezza del bambino in era pre e post Covid.

NASCITE IN CALO, A RISCHIO IL WELFARE DEL PAESE

«Riportare il neonato al centro del futuro ha un duplice significato – spiega il Presidente di SIN Fabio Mosca – da un lato far sì che i decisori politici capiscano che bisogna investire sulla natalità. Il tema è rilevante e quest’anno a causa del Covid toccheremo un ulteriore minimo storico – analizza -. Il ruolo della nostra società è di stimolo al mondo politico, per far capire che, con l’indice di fertilità e di natalità attuale se non si cambia direzione ci ritroveremo tra non molti anni, nel 2050, a sostenere un welfare con una spesa sanitaria superiore ai 200 miliardi».

COVID E SICUREZZA NEI PUNTI NASCITA

«Mettere il neonato al centro del futuro significa anche prestare attenzione alla sua sicurezza. Quando è nato questo motto non c’era ancora il covid – spiega il presidente Mosca – quindi il pensiero era orientato ad una tutela del nascituro con strutture adeguate, moderne e attrezzate con terapie intensive all’altezza. I dati oggi in Italia ci dicono che dei 418 punti nascita, 114 hanno una terapia intensiva neonatale.  Alcuni punti nascita sono ancora troppo piccoli per garantire standard ottimali; luci e ombre che non devono essere sottovalutati perché circa il 20% dei neonati oggi viene alla luce in luoghi non adeguati. In più quest’anno si è aggiunto il tema del Covid e il rischio di commettere errori si è moltiplicato».

SÌ ALL’ALLATTAMENTO AL SENO ANCHE IN PRESENZA DI COVID: ITALIA RIBALTA TENDENZA MONDIALE

Il pensiero del Presidente di Sin va alla decisione della Cina di separare alla nascita i bambini dalle mamme affette da Covid, con la convinzione di preservare la loro salute ed evitare il rischio di trasmissione. Una scelta che non ha trovato fondatezza ed è stata ribaltata in Italia: la Società Italiana di neonatologia ha sostenuto la teoria di mantenere vivo il legame tra mamma e bambino. «Noi siamo stati i primi – sottolinea con orgoglio Mosca – a dare indicazioni volte invece a favorire l’allattamento al seno anche in questa tipologia di neonati e il 28 febbraio abbiamo pubblicato le nostre prime indicazioni quando tutto il mondo separava i neonati dalle mamme. Io sono fiero di questa decisione anche perché poi si è dimostrata vincente per la sicurezza del neonato e fondamentale per la promozione dell’allattamento al seno» conclude.

 

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