Salute 4 settembre 2018

Test di ingresso a medicina, ecco com’è andata. Rettori al Governo: «Aumentare posti fino a 15mila»

Solo 100 minuti per rispondere a 60 quesiti: 67mila aspiranti medici alle prese con la temuta prova. A Roma le organizzazioni studentesche hanno esposto striscioni di contestazione. Il rettore del primo ateneo romano: «È uno sforzo possibile aumentare le borse di specializzazione. Un investimento per il Paese»

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Il giorno del test di ingresso a Medicina è arrivato. Circa 67mila studenti nelle 37 Università Statali hanno risposto in 100 minuti a 60 quesiti, ma solo 9.705 potranno iscriversi alla facoltà, cioè meno di uno su sei. Rispetto allo scorso anno il numero delle domande è sostanzialmente stabile (+0,8%), mentre negli anni precedenti si erano registrati aumenti.

Tra le domande di cultura generale una sulla Costituzione più vecchia tra Usa, Messico, Italia e Francia, e il significato della parola ‘frattale’. Oltre alla cultura generale, il test prevedeva 20 domande di ragionamento logico, 18 di biologia, 12 di chimica e 8 di fisica e matematica. Come sempre gli studenti si sono divisi tra chi l’ha percepito come più difficile degli anni passati e chi invece ha giudicato il livello congruo alle aspettative.

«Sono partiti i test per i corsi di laurea ad accesso programmato. Si comincia con #Medicina e #Odontoiatria. Quest’anno abbiamo aumentato i posti disponibili. Continueremo a lavorare con gli atenei in questa direzione. Un grande in bocca al lupo a chi sta sostenendo le prove!» ha scritto il Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti su twitter.

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LA PROTESTA

Prima di cominciare alla Sapienza di Roma è andata in scena la protesta: una cinquantina di ragazzi ha esposto tre diversi striscioni davanti una delle sedi della prova, l’aula di Ortopedia. “Medici fantasma. Chi si cura del Sistema sanitario nazionale” è lo striscione di Link Coordinamenti studentesco. “18 anni di numero chiuso, 1 milioni di studenti non festeggia” è lo slogan scelto dall’Unione degli universitari, con tanto di regali impacchettati sulle davanti l’ingresso dell’aula di Ortopedia. Mentre “Test d’ingresso: una selezione di classe” è invece lo striscione del Fronte della Gioventù comunista di Roma.

IL RETTORE DELLA SAPIENZA DI ROMA

Eugenio Gaudio, rettore dell’Università Sapienza di Roma, ha chiesto di aumentare i posti per gli studenti: «È fattibile aumentare i posti per Medicina ma bisogna investire, negli ultimi dieci anni invece il fondo per le università è diminuito del 20%. È ovvio che per accogliere più studenti c’è bisogno di nuovi fondi per le aule e i docenti e anche di un rapporto con il Ssn che coinvolga i grandi ospedali nella formazione». Gaudio si è detto d’accordo con la proposta lanciata ieri da Gaetano Manfredi, presidente dei rettori delle università italiane, di aumentare fino a 15 mila i posti per le facoltà di Medicina e risponde anche ai ragazzi che oggi manifestano contro il numero chiuso fuori dall’aula di Ortopedia della Sapienza: «Oggi non è possibile accogliere 67 mila studenti di Medicina – osserva il rettore – come voler far cenare 67 persone ad un tavolo di 10. Ecco bisogna far in modo che ci sia un aumento del numero dei posti ma con le dovute strutture. Mi auguro che i ministri coinvolti possano dare la disponibilità e trovare un punto di equilibrio. Le università sono disponibili a patto che ci siano le risorse e non, come avviene spesso in Italia, volendo fare ‘le nozze con i fichi secchi’». Il rettore della Sapienza afferma che il grosso problema è che non tutti i laureati possono accedere alle specializzazione. Questo «ha portato a una diminuzione degli specialisti nelle varie branche. Tra il numero dei medici che laureiamo e il numero dei posti di specializzazione c’è un gap significativo – chiarisce Gaudio – laureiamo circa 9.000 medici l’anno e in passato sono stati messi a concorso dai 4.000 ai 6.500 posti. Servirebbero invece – conclude – 11.000 laureati in Medicina all’anno, 9.000 posti di specializzazione e 1.500 posti di medicina generale».

REGOLE DI SICUREZZA

Non sono poche le regole per la sicurezza che i candidati hanno dovuto rispettare. Innanzitutto il telefono andava spento e consegnato assieme a borse, zaini, appunti e libri. Un sistema di distribuzione dei candidati ha impedito che eventualmente due componenti della stessa famiglia siedano vicini durante l’esame e, in ogni caso, i posti sono stati occupati in maniera alternata. A far rispettare le norme, solo alla Sapienza, 80 responsabili di vigilanza, 206 vigilanti e 80 presidenti di aula. Il 18 settembre il Cineca, per conto del Miur, pubblicherà esclusivamente il punteggio ottenuto dai candidati secondo il codice etichetta sul sito Universitaly.it, nell’area riservata ai candidati e nel rispetto delle norme per la protezione dei dati personali. Il 28 settembre i candidati potranno, sulla propria pagina riservata, prendere visione del proprio elaborato. Il 2 ottobre, infine, nell’area riservata agli studenti, sarà pubblicata la graduatoria nazionale di merito nominativa.

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GLI ALTRI TEST

Nei prossimi giorni si svolgeranno i test delle altre facoltà: Medicina Veterinaria il 5 settembre; Architettura il 6 settembre; Professioni sanitarie il 12 settembre; Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria in lingua inglese il 13 settembre; Scienze della formazione primaria il 14 settembre; Professioni sanitarie (laurea magistrale), il 26 ottobre. Quest’anno i posti disponibili sono aumentati. Sono stati definiti 9.779 posti per Medicina (erano 9.100 lo scorso anno), 1.096 posti per Odontoiatria (erano 908 nel 2017), 759 per Veterinaria (erano 655), 7.211 per Architettura (erano 6.873).

Tra le diverse Università italiane l’unica cosa che cambia è il costo. Ogni ateneo, infatti, è libero di stabilire il ‘prezzo’. La forbice è abbastanza ampia: si parte da una cifra quasi simbolica, i 10 euro richiesti dalla Bicocca di Milano, e si arriva a una somma piuttosto impegnativa, i 100 euro da pagare alle università ‘Vanvitelli’ di Napoli e alla ‘Avogadro’ di Vercelli. La cifra media per accedere ai quiz, secondo un’analisi di Skuola.net, è quindi di 50 euro, per un giro d’affari di oltre tre milioni di euro.

 

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