Salute 20 Luglio 2020

Medicina di continuità assistenziale, Lombardia punta sul numero unico europeo

Gallera (assessore al Welfare): «Continuità assistenziale e trasporto per i dializzati attivo in tutta la Regione entro fine anno». Zoli (AREU): «Con l’interpretariato telefonico e l’informatizzazione del servizio pazienti e medici più tutelati»

di Federica Bosco

Efficienza e continuità. Con questi obiettivi approda in Lombardia il numero unico europeo 116117 che permetterà ai cittadini di dialogare in tempi rapidi con i medici per consulti e cure non urgenti, prestazioni ambulatoriali e visite a domicilio.

Presso la centrale operativa di continuità assistenziale di Milano, 27 operatori saranno impegnati dalle 20 alle 6 dal lunedì al venerdì e tutto il giorno nei festivi e prefestivi con il «duplice vantaggio di dare risposte in tempi rapidi e di offrire molteplici servizi» come sottolineato dall’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera.

Sistema semplificato e molteplici servizi

«Il cittadino avrà a disposizione uno strumento rapido per districarsi nella continuità assistenziale – annuncia Giulio Gallera, Assessore al Welfare di Regione Lombardia alla stampa durante la presentazione del servizio -. Prima c’erano tanti numeri, uno per ogni provincia e per ogni realtà territoriale: oggi c’è un unico numero e questa oltre ad essere una grande semplificazione è anche sinonimo di efficienza perché c’è una centrale unica con un operatore laico» spiega l’Assessore. «Inoltre – prosegue Gallera – a fianco della continuità assistenziale, si profila una moltitudine di servizi, alcuni già attivi, come il trasporto dei dializzati all’Ospedale Metropolitano Niguarda – e altri partiranno in tutta la Regione entro la fine dell’anno».

Interpretariato telefonico e digitalizzazione del dato per la garanzia di paziente e medico

Si accorcia, dunque, la distanza tra il territorio e la medicina di continuità, un tema molto dibattuto durante l’emergenza Covid e proprio ipotizzando una nuova ondata di contagi per l’autunno la Lombardia prende le misure e mette a regime un sistema integrato.

«Con l’interpretariato telefonico sarà possibile per i cittadini stranieri dialogare e spiegare le ragioni della chiamata – spiega Alberto Zoli, Direttore generale dell’Azienda Regionale emergenza urgenza AREU, mettendo in primo piano anche la digitalizzazione – tutti i percorsi saranno registrati, dalla tracciatura al colloquio, e conservati negli archivi informatici a garanzia del paziente e del medico».

Il numero unico

Il servizio del numero unico permetterà anche un risparmio di circa 4 milioni di euro: «In passato – rimarca il direttore di AREU Lombardia – la frammentazione provinciale rendeva il servizio più dispendioso a causa dei molteplici numeri attivi e della necessità di avere maggiori risorse impegnate sul territorio a gestire le telefonate. Con una centrale operativa unica e risorse proporzionate alle esigenze ci sarà un risparmio economico e soprattutto miglioramenti per i cittadini» conclude.

 

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