Salute 8 maggio 2018

Omeopatia, Fnomceo: «Non è scienza, nessuna patologia migliora». La replica: «È atto medico»

Un botta e risposta fra la Federazione Nazionale degli Ordini dei medici e la comunità omeopatica sulla validità del metodo complementare. Oggetto della disputa una scheda pubblicata sul portale ‘Dottore ma è vero che?’ che prende le distanze dalla prassi terapeutica non convenzionale

«L’omeopatia non ha nessuna base scientifica e gli effetti riportati da chi la usa sono con buona probabilità dovuti all’effetto placebo». È netta la posizione che la FNOMCeO prende rispetto all’omeopatia, posizione espressa sul portale Dottore ma è vero che? voluto dalla Federazione per smascherare le fake news che circolano in rete.

«Sebbene vi siano pubblicazioni di vari studi – si legge nella scheda firmata da Salvo Di Grazia, ginecologo da anni impegnato a smascherare le bufale attraverso il suo blog ‘Medbunker’ – allo stato attuale non ci sono prove scientifiche né plausibilità biologica che dimostrino la fondatezza delle teorie omeopatiche secondo i canoni classici della ricerca scientifica. Infatti – prosegue – diversi studi condotti con una metodologia rigorosa hanno evidenziato che nessuna patologia ottiene miglioramenti o guarigioni grazie ai rimedi omeopatici. Nella migliore delle ipotesi gli effetti sono simili a quelli che si ottengono con un placebo (una sostanza inerte)».

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Di Grazia inoltre ci tiene a precisare che: «In Italia l’omeopatia può essere praticata solo da medici chirurghi abilitati alla professione. Questa norma non intende attribuire una base scientifica a questa pratica, ma solo garantire da una parte il diritto alla libertà di scelta terapeutica da parte del cittadino e dall’altro un uso integrativo e limitato alla cura di disturbi poco gravi e autolimitanti, evitando il rischio di ritardare una diagnosi più seria o che il paziente stesso sia sottratto a cure di provata efficacia».

La risposta della comunità omeopatica non ha tardato ad arrivare ed è stata piuttosto netta: «L’omeopatia fin dal 2002 è stata riconosciuta ‘atto medico’ dalla stessa Federazione Nazionale». I professionisti di medicina complementare inoltre sottolineano di voler prendere le distanze da chi ha firmato la scheda di ‘condanna’ della pratica omeopatica definendoli: «’Sedicenti esperti’ con nessuna esperienza in medicina complementare. Stupisce – prosegue la comunità – che la Federazione si affidi a dei soggetti privati, per giunta non qualificati, per la redazione di una pagina Informativa su un sistema di salute adottato con soddisfazione da 7 milioni di italiani e da decine di milioni di Europei».

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Il botta e risposta trova una conclusione quando, in risposta all’opinione della comunità omeopatica, la FNOMCeO pubblica una nota sul sito in cui precisa che la Federazione coinvolgerà indubbiamente i professionisti di medicina complementare nel percorso verso la Convocazione degli Stati Generali 2019. Tale decisione è frutto di un incontro dell’Esecutivo e del Coordinatore del Gruppo di Lavoro sulle Medicine non Convenzionali, Dario Chiriacò, con i rappresentanti di alcune società scientifiche di Omeopatia, avvenuto a Roma in questi giorni. «La Fnomceo chiede rispetto per tutti i medici degli articoli del codice – precisa la FNOMCeO –  e auspica che i toni del dibattito che si è ultimamente sviluppato, anche sui social network, intorno all’omeopatia vengano riportati nell’ambito di un confronto sereno e non degenerino in una ‘guerra di opinioni’ che contempla, come purtroppo è già avvenuto, persino insulti e minacce».

 

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