Salute 2 Ottobre 2020

Mascherine all’aperto: arriva l’obbligo anche nel Lazio. E il vaccino antinfluenzale potrà essere somministrato in farmacia

Dopo Calabria e Campania, arriva dal Lazio l’obbligo a indossare mascherine anche all’aperto per tutto il giorno. Tre le categorie escluse. Tra le novità anche test salivari nelle scuole e 100 mila dosi di vaccino anti-influenza nelle farmacie

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La Regione Lazio stringe sulle misure anti-Covid dopo i numeri preoccupanti degli ultimi giorni. Mascherine obbligatorie anche all’aperto, con qualche eccezione, e vaccini antinfluenzali in alcune farmacie. Ne ha dato comunicazione in conferenza stampa il presidente Nicola Zingaretti, illustrando l’ordinanza firmata questa mattina.

Da sabato 3 ottobre è disposto l’obbligo, su tutto il territorio regionale, di indossare la mascherina nei luoghi all’aperto, durante l’intera
giornata, «fatte salve le ulteriori specifiche misure di sicurezza previste nelle linee guida e nei protocolli di settore vigenti». Esclusi dall’obbligatorietà i bambini sotto i sei anni di età, i portatori di patologie incompatibili con la mascherina e le persone che esercitano «attività motorio o sportiva». Le sanzioni per chi non adempisse all’obbligo, rispettando quanto previsto dall’art. 2 del decreto legge n.33/2020, consisteranno nel pagamento di una somma da 400 a 1000 euro.

LAZIO: VACCINI ANTINFLUENZALI IN FARMACIA

Nell’ordinanza si delibera anche che 100 mila dosi di vaccino anti-influenza, o superiori, verranno rese disponibili per le farmacie al fine «di perseguire in modo efficace l’obiettivo di generale copertura vaccinale e di assicurare che il SSR possa fronteggiare l’aumento di domanda anche per le persone di età compresa tra 18-59 anni».

Si potrà così garantire l’acquisto con oneri a carico del cittadino, secondo un prezzo uniforme che verrà poi individuato e insieme consentire alle farmacie, previo possesso dei requisiti, anche la somministrazione/inoculazione del vaccino in loco. Il prezzo in questo caso verrà aumentato in considerazione di quanto va corrisposto al medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta che se ne occuperà. Prezzi e modalità di distribuzione saranno definiti in concerto con le associazioni di categoria dei farmacisti.

«Si consolida il ruolo delle farmacie nell’ambito del SSR – spiega in una nota Federfarma Lazio – e ne viene riconosciuta l’importante funzione di presidio sanitario di prossimità. Ruolo peraltro dimostrato nei momenti più difficili dell’emergenza sanitaria durante il quale le farmacie hanno continuato a garantire con notevole impegno, sacrificio e responsabilità un servizio essenziale alla popolazione. Una svolta davvero epocale nel rapporto tra le farmacie del Lazio e il servizio sanitario regionale».

LA REAZIONE DELLA FNOMCEO

Netto il disaccordo del Presidente della Federazione degli Ordini dei Medici (Fnomceo), Filippo Anelli, sulla parte del provvedimento che prevede la somministrazione e inoculazione dei vaccini antinfluenzali nelle farmacie. In una lettera inviata a Zingaretti e a D’Amato, ha chiesto, «come Ente pubblico sussidiario dello Stato che rappresenta la professione medica a tutela della salute dei cittadini, di essere ascoltati, prima di rendere operativa un’ordinanza che riteniamo illegittima».

«La normativa vigente in materia – spiega Anelli – prevede il divieto di cumulo tra la professione di farmacista e quello di altre professioni sanitarie ed esclude la presenza del medico, unico soggetto legittimato a sovraintendere alle vaccinazioni, in farmacia. E tutto questo per cosa? Saranno al massimo 400 le farmacie che, nel Lazio, potranno essere coinvolte, ammesso che ne abbiano i requisiti, nella somministrazione. Mentre saranno 80 per farmacia le fiale distribuite. Un totale, dunque, di 32000 vaccini, destinati a chi non ha diritto alla somministrazione gratuita: una percentuale minima, che potrebbe tranquillamente continuare ad essere somministrata, come avviene da vent’anni a questa parte, nei 6000 studi dei Medici di Medicina Generale, in ambiente sicuro, attrezzato e protetto in caso di reazioni avverse  – continua -. 32000 pazienti che, ricordiamolo, dovranno comunque passare attraverso lo studio medico per ottenere la prescrizione, necessaria all’acquisto del vaccino in farmacia».

CISL MEDICI LAZIO: «C’È ARIA DI RICORSI»

«Bene ha fatto il presidente della FNOMCEO – secondo Luciano Cifaldi, segretario della Cisl Medici Lazio, e Benedetto Magliozzi, segretario della Cisl Medici di Roma Capitale/Rietila Cisl Medici – a rappresentare la contrarietà dei medici. C’è aria di ricorsi. Evidentemente non è bastata la sentenza del Tribunale Amministrativo del Lazio che ha annullato l’ordinanza della Ragione Lazio che stabiliva l’obbligo di vaccinazione antinfluenzale e pneumococcica per tutto il personale sanitario, pena la temporanea inidoneità al lavoro per il personale sanitario».

«Già da tempo – continua la nota – la Cisl Medici aveva evidenziato come nei mesi scorsi l’ordinanza regionale era giunta all’improvviso senza consultare in alcun modo le organizzazioni sindacali dei lavoratori della sanità. Il sindacato ritiene che sia non concepibile l’esclusione dei medici, unici legittimati a porre in essere atti clinici sul paziente, che non sono mai stati coinvolti su decisioni che riguardano non solo le competenze della  professione ma anche la salute stessa dei cittadini. Ci dispiacerebbe – conclude la nota della Cisl Medici – che questo ulteriore attacco alla professione medica possa essere poi derubricato ad una semplice provocazione. I cittadini e gli operatori sanitari non hanno bisogno di improvvide fughe in avanti per quanto riguarda la tutela della salute pubblica. La Regione Lazio ritiri l’ordinanza e utilizzi al meglio la rete dei medici di famiglia, dei pediatri di libera scelta, degli specialisti ambulatoriali, dei distretti sanitari e dei dipartimenti di prevenzione delle Asl per ottimizzare l’adesione alla campagna vaccinale antinfluenzale per quanti vorranno usufruirne».

TAR LAZIO ANNULLA ORDINANZA SU OBBLIGATORIETÀ VACCINO ANTINFLUENZALE

È stata pubblicata questa mattina la sentenza con cui il Tar del Lazio accoglie il ricorso presentato dall’associazione Codici, annullando l’ordinanza con cui la Regione Lazio ha disposto l’obbligo del vaccino antinfluenzale per over 65, pena il divieto di frequentare luoghi di facile assembramento come centri sociali e case di riposo, e personale sanitario e sociosanitario, pena il divieto di avere accesso ai luoghi di lavoro.

«Come abbiamo sempre sostenuto e come ha riconosciuto il Tar Lazio – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – un provvedimento del genere è di competenza statale. Vista l’enorme portata della pandemia, è il Governo che deve assumere decisioni simili e grazie a questa sentenza viene riportato il giusto ordine a livello normativo».

LAZIO: AL VIA TEST SALIVARI NELLE SCUOLE

In settimana, ha aggiunto Zingaretti, inizierà il progetto pilota dei test salivari nelle prime scuole del Lazio per ragazzi fino ai 13 anni. Obiettivo è quello di potenziare l’attività di screening nelle scuole. Nella fascia di età superiore ai 13 anni con l’utilizzo dei test antigenici rapidi e il prelievo naso-faringeo, come si sta già facendo, e per i più piccoli con l’utilizzo dei test antigenici con prelievo salivare. Il prelievo avverrà di mattina e i campioni saranno elaborati nei laboratori autorizzati, con risultato in serata. Le positività sospette saranno comunque confermate con tampone molecolare.

MASCHERINE ALL’APERTO: DOVE SONO OBBLIGATORIE

Il Lazio si aggiunge a Campania e Calabria nel promulgare l’obbligo di mascherine all’aperto. La presidente della Calabria, Jole Santelli, ha emanato l’ordinanza lo scorso 25 settembre con le stesse eccezioni. Per ora in vigore fino al 7 ottobre, la disposizione prevede anche l’uso di mascherine di comunità in materiali multistrato, che garantiscano l’effetto necessario.

In Campania lo stesso obbligo è partito dal 24 settembre e per ora fino al 4 ottobre: tutto il giorno e indipendentemente dalla distanza interpersonale. Vietati anche gli assembramenti con più di 20 persone. Previste multe per i ristoratori che non dovessero raccogliere i dati dei propri clienti o non far rispettare le misure di sicurezza quando non si è al tavolo.

Non solo regioni: la stessa misura è stata applicata anche in singole città dalla Liguria alla Puglia. Per ora è in vigore a Foggia, Latina, Genova, La Spezia e Bologna. Resta, inoltre, l’obbligo di mascherine all’aperto dopo le ore 18 in tutta Italia, come previsto da ordinanza e in scadenza il prossimo 7 ottobre.

 

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