Salute 13 Febbraio 2018

Ricerca in medicina: «Formazione eccellente in Italia ma fondi solo all’estero» parla Nello Mainolfi, fondatore di una startup medica negli USA

Si chiama Kymera Therapeutics l’impresa del giovane ricercatore premiato come migliore innovatore italiano nel mondo: «Ci occupiamo di approcci innovativi nel campo della terapia per tumori e malattie autoimmuni. Un ritorno in Italia? Vedremo…»

Un esempio di eccellenza italiana all’estero? Nello Mainolfi, laurea in chimica farmaceutica alla Federico II di Napoli, esperienze di studio e lavorative tra Londra e gli Stati Uniti. Dopo aver lavorato per quasi 10 anni per la Novartis, a soli 39 anni è il fondatore di una startup di successo a Cambridge, nel Massachusetts, che si occupa realizzare nuove terapie antitumorali con modalità di ‘proteolisi’, ossia con un processo di degradazione delle proteine estremamente innovativo e sofisticato.

È stato consegnato a lui e alle sue ricerche, il premio Farnesina di quest’anno, assegnato dal ministro Angelino Alfano nel corso della riunione tra gli Addetti scientifici ed i vertici del mondo della ricerca, delle imprese innovative e delle startup. Un cervello in fuga? Un ricercatore che ha preferito fare esperienza all’estero in ambienti più scientificamente vivaci? Il perché Mainolfi abbia scelto l’America per fondare la sua impresa, lo racconta a Sanità Informazione.

Un premio importante per la fondazione di una startup che “parla” italiano ma che lei ha coltivato all’estero, perché?

«La ricerca nelle nuove tecnologie è sempre stato il mio interesse principale, fin dagli studi iniziali ed ho avuto modo di approfondire l’argomento durante il dottorato. Infatti, mi sono formato come ricercatore e come amante della ricerca scientifica nel campo farmaceutico. L’opportunità di creare una compagnia, ed adesso una piccola biotech che si basasse su una nuova tecnologia, riesce a coniugare insieme le mie due passioni principali. Ho fondato la startup negli USA perché miei studi ed il lavoro mi hanno portato all’estero: dopo aver iniziato l’università in Italia mi sono trasferito a Londra e poi in California e la mia carriera è proseguita negli USA».

LEGGI ANCHE: GLI STATI UNITI HANNO BISOGNO DI MEDICI ITALIANI

Esattamente di cosa si occupa?

«Ho lavorato quasi 10 anni alla Novartis ed ora coordino i progetti di ricerca della Kymera Therapeutics, a Cambridge, in Massachusetts, dove vivo con la mia famiglia. Il polo di biotecnologia più forte a livello mondiale si sviluppa tra Cambridge e Boston, non solo dal punto di vista finanziario ma anche per la circolazione di idee e per le opportunità di accesso. La scelta di fondarla qui è relativa al fatto che lavoro da anni negli USA ma anche al fatto di aver accesso a capitali che in altri posti è difficile avere».

LEGGI ANCHE: IN FRANCIA È CACCIA AI CAMICI BIANCHI ITALIANI. LA PAROLA A UN GIOVANE MEDICO ITALIANO OLTRALPE…

Articoli correlati
Coronavirus, decine di migliaia di studi pubblicati: «Così sono infruibili»
Una squadra di ricerca applica algoritmi di machine learning a oltre 30mila pubblicazioni. La scoperta? «Studi genetici, biomolecolari e test di laboratorio sono sottorappresentati»
di Tommaso Caldarelli
Gli anticorpi monoclonali possono essere il “Game changer”, prima del vaccino?
Gli anticorpi monoclonali possono rappresentare la soluzione più imminente al COVID-19? Attualmente sono 3 i laboratori in fase avanzata, di ampia sperimentazione sull'uomo (cosiddetta Fase 3): la Regeneron/NIAID, con due anticorpi (REGN10933 e REGN10987), la Eli Lilly (con Ly-CoV555), e la Vir Biotechnology (VIR-7831 e VIR-7832)
di Peter D'Angelo
Un naso elettronico sarà in grado di riconoscere il tumore ovarico dal respiro
Lo studio, realizzato dell’Istituto dei Tumori e dell’Università Statale di Milano e condotto dal professor Raspagliesi, rivela: «Nell’espirato sono presenti dei composti organici volatili che sono legati alla presenza della malattia»
di Federica Bosco
Lo yoga fa bene al cuore: ecco perché
Una recente ricerca ha dimostrato il legame tra yoga e salute del cuore. L’antica disciplina indiana è collegata al miglioramento dei sintomi nei pazienti cardiopatici
Real World Evidence e Covid, Trifirò (farmacologo): «Con studi sul “mondo reale” dati per decisioni certe»
«In una situazione di emergenza sanitaria i trial clinici non forniscono risultati in tempi ragionevoli. Gli studi osservazionali, basati su dati di Real Evidence, sono più veloci e, se condotti da professionisti esperti, molto attendibili»
di Isabella Faggiano
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 29 settembre, sono 33.362.341 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 1.001.800 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 28 settembre: Ad oggi ...
Salute

Covid, Cavanna: «Casi severi in aumento, riabilitare l’idrossiclorochina. Pazienti vaccinati sembrano avere prognosi migliore»

L’oncologo famoso in tutto il mondo per le sue cure anti Covid a domicilio spiega: «Estate tranquilla ma ora qualcosa è cambiato». Presto sarà pubblicato uno studio sulla sua metodologia di cura...
Formazione

Test di Medicina 2020, ecco come è andata: la cronaca dalle università di Roma, Firenze, Milano, Napoli e Bari

Oltre 66 mila candidati per 13.072 posti disponibili. Tra speranze, sogni, proteste e irregolarità, anche quest’anno il Test di medicina ha fatto parlare di sé. Pubblicate le risposte corrette al ...