Salute 16 Maggio 2022 11:35

Obesità in Europa al 59% negli adulti. Chianelli (AME): «Non è una questione di volontà, è una malattia e va curata»

Secondo l’ultimo Rapporto europeo sull’obesità regionale dell’OMS 2022 l’obesità ha raggiunto “proporzioni epidemiche” in Europa. L’organizzazione mondiale della sanità, dopo la presentazione del suo ultimo report mostra che la malattia sta causando 200.000 casi di cancro e 1,2 milioni di decessi all’anno

di Stefano Piazza
Obesità in Europa al 59% negli adulti. Chianelli (AME): «Non è una questione di volontà, è una malattia e va curata»

Nel primo studio di questo tipo da 15 anni, l’OMS afferma che i tassi di sovrappeso e obesità hanno raggiunto livelli mortali e che stanno ancora aumentando. Nessun paese della regione è sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo globale delle malattie non trasmissibili (NCD) dell’OMS che è quello di fermare l’aumento dell’obesità entro il 2025.

In Europa, il 59% degli adulti è in sovrappeso o obeso, così come l’8% dei bambini sotto i cinque anni e un bambino su tre in età scolare. La prevalenza dell’obesità in Europa è più alta che in qualsiasi altra parte del mondo ad eccezione delle Americhe, secondo il rapporto presentato al Congresso europeo sull’obesità. «In modo allarmante, ci sono stati aumenti consistenti della prevalenza di sovrappeso e obesità nella regione europea dell’OMS e nessuno Stato membro è sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo di fermare l’aumento dell’obesità entro il 2025», afferma il rapporto. L’obesità è collegata a una serie di altre malattie, tra cui complicazioni muscolo-scheletriche, diabete di tipo 2, malattie cardiache e almeno 13 tipi di cancro. Il rapporto afferma «che il grasso corporeo in eccesso ha portato a morte prematura ed è stato un importante fattore di rischio per la disabilità».

Cosa succede in Europa con il problema obesità

Per alcuni paesi della regione, si prevede che l’obesità supererà il fumo come principale fattore di rischio per il cancro prevenibile. «In tutta la regione europea dell’OMS, è probabile che l’obesità sia direttamente responsabile di almeno 200.000 nuovi casi di cancro all’anno, con una cifra destinata ad aumentare nei prossimi decenni» si legge nel rapporto. Di tutti i paesi della regione Europa, il Regno Unito è al quarto posto per avere gli adulti più in sovrappeso e obesi, dietro Israele, Malta e Turchia, secondo lo studio. Solo per quanto riguarda i tassi di obesità, il Regno Unito è terzo dopo Turchia e Malta.

Avere un indice di massa corporea (BMI) da 25 a 29,9 è classificato come sovrappeso, mentre 30 o superiore è definito obeso. Il rapporto ha rilevato che gli uomini europei avevano maggiori probabilità di essere in sovrappeso o obesi in generale, sebbene più donne convivessero con l’obesità (24%) in Europa rispetto agli uomini (22%). Le persone che convivono con l’obesità sono state colpite in modo sproporzionato dall’impatto della pandemia di Covid-19, afferma il rapporto inoltre «ci sono stati cambiamenti sfavorevoli nel consumo di cibo e nei modelli di attività fisica che avranno effetti duraturi sulla salute delle persone per molti anni e richiederanno uno sforzo significativo per invertire la tendenza».

Il report OMS parla chiaro

Il rapporto mostra inoltre «che le cause dell’obesità sono più complesse di una dieta malsana e dell’inattività fisica, inoltre, i fattori ambientali unici per vivere nelle società altamente digitalizzate dell’Europa moderna sono anche fattori di obesità, come la commercializzazione online di cibo malsano per i bambini e la proliferazione del gioco online sedentario». Il dottor Hans Kluge, direttore regionale dell’OMS per l’Europa, ha affermato «che è ancora possibile invertire l’epidemia di obesità in Europa Creando ambienti più abilitanti, promuovendo investimenti e innovazione nella salute e sviluppando sistemi sanitari forti e resilienti, possiamo cambiare la traiettoria dell’obesità nella regione».

Ne parliamo con l’esperto

Del rapporto parliamo con il Dott. Marco Chianelli, coordinatore della Commissione AME Obesità e Metabolismo (Associazione Medici Endocrinologi AME). «L’obesità è un problema che sta diventando sempre più grande e va avanti in tutto il mondo. Prende le sue radici da condizioni culturali, politiche e sociali. Attualmente inizia ad osservarsi un tenue cambio di passo: per la prima volta frena nei Paesi Scandinavi – però siamo arrivati a un livello altissimo in altri stati: negli Stati Uniti il 42% della popolazione è obesa (in Italia l’11,7%, nel Regno Unito il 20,1%) e il 31% è sovrappeso (in Italia il 34% e il 35% nel Regno Unito)».

«L’obesità non è riconducibile semplicemente a uno stile di vita scorretto e per curarla non bastano impegno e forza di volontà: è una malattia cronica e come tale va trattata. In effetti – prosegue – il paziente obeso non è obeso perché mangia però mangia perché è obeso, mangia, cioè sotto la spinta di alterazioni metaboliche geneticamente determinate. Il paziente obeso non è una persona priva di volontà ma deve combattere contro stimoli ormonali: gli arriva un messaggio al cervello dicendogli che deve mangiare e chiunque mangerebbe nella sua situazione. L’obesità è una malattia cronica multifattoriale molto complessa che dipende da fattori metabolici geneticamente determinati, ambientali e psicologici ed è associata allo sviluppo di malattie croniche non trasmissibili come diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, ipertensione, malattie del fegato e almeno 12 tipi di tumori».

L’obesità si può curare

«Da qualche anno sono disponibili medicine per la terapia dell’obesità – continua l’esperto – prima non c’erano. Queste sono spesso in grado di riequilibrare almeno in parte lo squilibrio ormonale presente nel paziente; alcune reintegrano l’ormone mancante per poter poi resistere alle tentazioni. Però non sono rimborsate dal Sistema Sanitario Nazionale mentre un intervento di chirurgia bariatrica lo è. Il paziente obeso deve assumersi i costi dei farmaci che sono abbastanza alti, spesso superiori a 200€ al mese, e questo limita l’uso di questi farmaci. I farmaci per l’obesità, tuttavia, riducono le complicanze tipiche dei pazienti obesi e determinano un risparmio in termini di assistenza sanitaria e di ricoveri ospedalieri. Si può considerare, quindi, che i costi risparmiati dal SSN in conseguenza dell’uso di questi farmaci sarebbero superiori rispetto al costo dei farmaci stessi. Questo accade oggi nei pazienti diabetici, dove le nuove medicine per la cura del diabete, seppur costose, riducono fortemente l’incidenza delle complicanze, determinando una contrazione dei costi legati all’assistenza dei pazienti diabetici. Ogni paziente obeso e ogni chilo in più in un paziente ne aumenta il costo sociale».

Cosa c’è da fare

«Per contenere il problema, si deve agire almeno su due fronti: quello politico e quello culturale. Sarebbe necessario riconoscere l’obesità come malattia. e approvare il rimborso delle terapie per l’obesità. Nelle scuole andrebbe curata la cultura dell’attività fisica: tutte le linee guida sono concordi nel dire che sono necessari almeno 150 minuti di attività fisica moderata con 3 sessione di 50 minuti l’una. Questo, oltre ad avere effetti sulla salute, determinerebbe una diversa attitudine verso l’attività sportiva: chi non ha mai fatto sport avrà difficolta a iniziare in età adulta. E’ necessaria anche un’educazione alimentare per poter mangiare sano iniziando dalla famiglia. Potrebbe essere utile, inoltre, come avviene già in altri Paesi, applicare una “Sugar Tax”, ovvero una tassa sulle bevande e gli alimenti ad elevato tenore di zuccheri semplici, le sostanze più responsabili, probabilmente, di contribuire allo sviluppo dell’obesità; in Italia, dovrebbe essere applicata dal 2023».

Per concludere l’obesità è il risultato di una complessa interazione tra un ambiente obesogeno e una predisposizione genetica; non possiamo prevenire l’alterazione genetica, ma possiamo modificare l’ambiente obesogeno se iniziamo il percorso virtuoso che abbiamo descritto. Solo così, attraverso i cambi culturali e politici necessari, potremo puntare sulla prevenzione: perché quando un soggetto è diventato obeso, farlo diventare magro è molto più difficile che non evitare che diventi obeso».

 

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
In Italia l’obesità uccide 4 volte in più degli incidenti d’auto
Nel nostro paese l'obesità è in aumento esponenziale e sempre più "killer", con un numero di morti all'anno 4 volte superiore a quello degli incidenti d'auto, e una previsione, entro il 2035, di 1 adulto italiano su 3 obeso. E' l'allarme lanciato dalla Società italiana di nutrizione umana per sensibilizzare sull'importanza della sostenibilità alimentare e sull'adozione di scelte alimentari corrette, in grado di agire positivamente sia sull'uomo che sul pianeta
Morbillo: allarme Oms Europa, 30 volte più casi nel 2023
"La regione europea sta registrando un aumento allarmante dei casi di morbillo". E' il monito dell'ufficio regionale dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per l'Europa. "Tra gennaio e ottobre 2023 sono stati segnalati oltre 30mila casi da 40 dei 53 Stati membri della regione. Rispetto ai 941 segnalati in tutto il 2022, è un aumento di oltre 30 volte", avverte l'agenzia Onu per la salute
di V.A.
Fondazione AIRC: con Le Arance della Salute, una mobilitazione collettiva contro il cancro
L’anno di Fondazione AIRC inizia con una nuova campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi che invita ad agire concretamente per fare la differenza, per se stessi e per gli altri, attraverso l’adozione di sane abitudini e il sostegno alla ricerca
Obesità aumenta il rischio di un precursore del mieloma multiplo. Vitolo (Candiolo): “Fattore di rischio prevenibile”
Le persone obese hanno un rischio più alto di oltre il 70% più alto di sviluppare la gammopatia monoclonale di significato indeterminato, una condizione benigna del sangue che però può precedere il mieloma multiplo, un tumore delle plasmacellule. A scoprirlo è uno studio condotto dagli scienziati del Massachusetts General Hospital e pubblicato sulla rivista Blood Advances
Obesità: messa a punto pillola “vibrante” che induce lo stomaco a sentirsi pieno
Un gruppo internazionale di ricercatori ha messo a punto una pillola "vibrante" che, una volta ingerita, stimola le terminazioni nervose dello stomaco e comunica al cervello che è ora di smettere di mangiare
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy e Associazioni

Cirrosi epatica, i pazienti chiedono meno burocrazia e maggior accesso al teleconsulto

Nella nuova puntata di The Patient Voice, Ivan Gardini (EpaC Ets), Ilenia Malavasi (Affari Sociali) e Francesca Ponziani (Pol. Gemelli)
Politica

Liste d’attesa: nel decreto per abbatterle c’è anche la Carta dei diritti dei cittadini

Il Cup dovrà attivare un sistema di “Recall”. Il paziente che non si presenterà alla visita senza disdirla dovrà pagare la prestazione. Cambiano le tariffe orarie per ...
Politica

Liste di attesa addio? La risposta del Consiglio dei Ministri in due provvedimenti

Ieri il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente, Giorgia Meloni, e del Ministro della salute, Orazio Schillaci, ha approvato due provvedimenti, un decreto-legge e un disegno di legge, che i...
Salute

Tumori: boom di casi nei paesi occidentali. Cinieri (Aiom): “Prevenzione attiva per ridurre carico della malattia”

Nel 2024 negli USA, per la prima volta nella storia, si supera la soglia di 2 milioni di casi di tumore. Una crescita importante, comune a tutti i Paesi occidentali. Per Saverio Cinieri, presidente di...