Salute 15 Maggio 2019

Liste d’attesa, Report Fp Cgil: in media 60 giorni per una visita nel pubblico

Tempi di attesa medi nettamente maggiori per il SSN rispetto a quelli dell’offerta privata: 60 giorni nel pubblico, 9 nell’intramoenia, 7 nel privato e 39 per il privato convenzionato. Si arriva a quattro mesi di attesa per una colonscopia. Eccelle l’Emilia-Romagna, male le Marche. È ciò che emerge dal Rapporto promosso dalla Funzione Pubblica Cgil

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Due mesi per una visita medica nella sanità pubblica, una sola settimana nel privato. Il motivo? “È l’effetto di un progressivo definanziamento del Servizio Sanitario Nazionale”. È ciò che emerge dal Secondo Rapporto ‘Osservatorio sui tempi di attesa e suicosti delle prestazioni sanitarie nei Sistemi Sanitari Regionali’, promosso dalla Funzione Pubblica Cgil e dalla Fondazione Luoghi Comuni e elaborato da Crea.

Lo studio

Lo studio prende in considerazione 11 prestazioni sanitarie (specialistiche e diagnostiche) senza esplicita indicazione di urgenza, erogate da 8 regioni e da 326 strutture sanitarie (195 private e 131 pubbliche).

Tempi di attesa

Il primo dato evidente è che i tempi medi di attesa per effettuare una visita medica attraverso il Sistema Sanitario Nazionale sono nettamente maggiori rispetto a quelli dell’offerta privata: 60 giorni nel pubblico a fronte di 9 nell’intramoenia, 7 nel privato e 39 per il privato convenzionato. Nel dettaglio delle prestazioni, l’attesa nella Sanità pubblica è molto lunga: si arriva a 112 giorni per una Colonscopia contro 11 giorni di attesa in intra-moenia, 79 nel privato convenzionato e solo 11 nel privato.

Costi

Per quanto riguarda i costi delle prestazioni sanitarie, dallo studio Fp Cgil risulta che la metà delle prestazioni mediche ha un costo inferiore nel privato piuttosto che in intra-moenia. La ecocardiografia, ad esempio, in intra-moenia costa in media 109 euro, contro i 98 del privato. Non si parla solo di costi competitivi e tempi di attesa enormemente inferiori, ma addirittura spesso sovrapponibili o più economici dei costi sostenuti per il ticket. Questo spiega il sempre più frequente ricorso a spese ‘out of pocket’ (di tasca propria) per effettuare visite mediche private.

Confronto tra regioni

Un altro aspetto da sottolineare è il divario tra alcune regioni del paese. La regione che eccelle, in termini di tempi di attesa per le prestazioni mediche, è l’Emilia Romagna con una media di 30 giorni di attesa, a seguire Liguria e Campania, poi Veneto, Sicilia, Lombardia, Lazio, per ultima le Marche con una media di 110 giorni di attesa. Nello specifico delle visite specialistiche, una visita ortopedica si può fare con 19 giorni di attesa in Emilia Romagna, contro addirittura i 91 giorni delle Marche.

Conclusioni

«Alla luce di quanto emerso, è urgente e non più rinviabile un investimento straordinario in termini di risorse, personale, professionalità e tecnologie in tutto il nostro SSN che mostra evidenti segni di collasso con gravi e profonde ripercussioni sulle sue caratteristiche di universalità» osserva la Funzione Pubblica Cgil. «Uno dei principali obiettivi della sanità pubblica è l’universalità del servizio. Un principio che però, di fatto, si scontra con la realtà – spiega la Fp Cgil – : allo stato attuale il SSN spesso non è in grado di garantire servizi adeguati. Il progressivo definanziamento del Servizio Sanitario nazionale – registra la categoria della Cgil dei servizi pubblici – ha creato inefficienze che portano ad allungare le liste di attesa e incentivano lo sviluppo di un’offerta privata spesso concorrenziale, tanto per il costo quanto per i tempi di risposta».

Inoltre, esistono «forti disparità regionali, in termini di equità e di carenze organizzative, con il dato di eccellenza dell’Emilia Romagna, un esempio di ‘best practice’ che dimostra come sia in effetti possibile migliorare le performance. Non è un caso – sottolinea – che l’Emilia Romagna nell’ultimo biennio abbia investito sul personale e sui sistemi di controllo informatizzati. Quello delle liste di attesa – conclude la Fp Cgil – rimane ad oggi un problema che si colloca in cima alla lista delle ragioni di insoddisfazione dei cittadini verso il SSN».

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