Politica 3 Dicembre 2019

In 8 anni 2 miliardi e 42800 lavoratori in meno nella sanità italiana: i dati del rapporto UPB

Nel rapporto “Lo stato della sanità in Italia” elaborato dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio i dati evidenziano il calo del personale, in particolare degli infermieri. Inoltre «l’aumento del costo delle prestazioni specialistiche a compartecipazione contribuisce a spostare la domanda verso il privato, con l’ingresso di nuovi attori e il rafforzamento di quelli esistenti»

Immagine articolo

Meno soldi pubblici spesi per il personale sanitario e meno lavoratori nel Sistema sanitario nazionale. L’Ufficio parlamentare di Bilancio, nel suo rapporto “Lo stato della sanità in Italia”, ha analizzato l’andamento della sanità negli ultimi otto anni: i dati hanno messo in luce quanto la stretta sui conti abbia impattato sulle politiche relative al personale.

Tra il 2010 e il 2018, malgrado il parziale recupero nell’ultimo anno, la spesa si è ridotta in valore assoluto di quasi 2 miliardi. A questo andamento è corrisposto un ridimensionamento del numero di lavoratori, compresi medici e infermieri, in particolare nelle Regioni in piano di rientro.

Nel 2017 – evidenzia il rapporto – il personale a tempo indeterminato del Ssn risultava inferiore di circa 42.800 unità rispetto al 2008. La contrazione è stata continua a partire dal 2010 e si è concentrata soprattutto nelle Regioni in piano di rientro, dove dal 2008 si riscontrano quasi 36.700 persone in meno, con un calo del 16,3% in quelle con piano standard e del 4,8 in quelle con piano leggero (nelle Regioni a statuto ordinario senza piano la riduzione è stata del 2,2%; nelle Regioni autonome si è avuto un aumento del 2,4%).

LEGGI ANCHE: DL FISCALE, EMENDAMENTO ALZA TETTO DI SPESA PER IL PERSONALE FINO AL 15%. SPERANZA: «ORA PIÙ FACILE ASSUMERE IN SSN»

Nel 2017 il personale a tempo indeterminato ammontava complessivamente a 81 unità ogni 10mila abitanti nelle Regioni in piano di rientro ordinario, a 108 in quelle con piano di rientro leggero, a 119 in quelle senza piano e a 148 in quelle autonome; la differenza non era elevata per i medici (17 per le Regioni in piano di rientro standard, 19 per quelle in piano di rientro leggero, 18 per quelle senza piano, 24 in quelle autonome), ma risultava più consistente, ad esempio, per gli infermieri, con una densità di 35 (piano ordinario) e 43 (piano leggero), contro 49 (senza piano) e 57 (autonome). Se a fronte di queste difficoltà si è provveduto ad allentare le regole per il controllo della spesa – si legge nel focus – appostare alcuni finanziamenti per le assunzioni e per la formazione, rendere possibile il reclutamento di medici non ancora specializzati, rimane prioritario rafforzare stabilmente la formazione, rivedere i meccanismi di determinazione del fabbisogno di personale e individuare, nell’ambito del vincolo di bilancio, una risposta all’urgenza di alleviare le attuali carenze di personale.

Nel documento emerge anche il dato relativo al superticket, cioè l’aumento del costo delle prestazioni specialistiche a compartecipazione che secondo il report contribuisce a spostare la domanda verso il privato, con l’ingresso di nuovi attori e il rafforzamento di quelli esistenti. Tra il 2012 e il 2018 la spesa complessiva per assistenza sanitaria per cura e riabilitazione (ospedaliera, ambulatoriale e domiciliare) è aumentata del 4,8%: mentre quella a finanziamento pubblico è rimasta abbastanza stabile (+0,8%), essendo frenata dalla riduzione dell’ospedaliera (-2,5%), quella diretta delle famiglie è cresciuta del 25,1%, soprattutto a causa dell’incremento della componente ambulatoriale (30%), mentre quella ospedaliera privata si è ridotta (-1,9%).

Considerazioni negative anche sulle misure di “welfare aziendale” che «favoriscono un sistema categoriale-corporativo alternativo al servizio pubblico», che si dispiega anche fuori dal campo dei servizi integrativi (essenzialmente rappresentati da odontoiatria e cure a lungo termine). «Assecondare questa tendenza e contemporaneamente continuare nella compressione del finanziamento del servizio pubblico – è il monito dell’Ufficio parlamentare di Bilancio – potrebbe mettere in discussione l’universalità del sistema vigente, laddove il passaggio a un sistema sanitario mutualistico, o addirittura privatistico, potrebbe avere l’effetto di aumentare la spesa complessiva per la sanità, con pressioni anche su quella pubblica».

Articoli correlati
Carenza medici, Odg di Tiramani (Lega): «Garantire accesso a SSN a medici abilitati privi di diploma di specializzazione»
«È necessario che delle figure non specializzate, come avviene già in diverse regioni d'Italia e per certi servizi, come il 118, possano svolgere anche mansioni di guardia medica nel Pronto soccorso ed in medicina generale» sottolinea il deputato leghista
Fragilità, Durigon (Lega): «Più welfare aziendale per aiutare SSN a essere più efficiente»
L’ex Sottosegretario al Lavoro contesta la manovra finanziaria: «Su sanità e sociale poco o niente e sul Terzo settore sono da valutare gli effetti dell’aumento dell’Ires»
Inchiesta Panorama, Palermo (Anaao): «Formazione torni centrale ripristinando dotazioni organiche»
Il segretario del più grande sindacato dei camici bianchi risponde all’inchiesta del settimanale diretto da Maurizio Belpietro e spiega: «La situazione delle dotazioni organiche è così mal messa che l’orario che dovrebbe esser istituzionalmente destinato alla formazione viene di fatto utilizzato per attività assistenziali»
Disuguaglianze sanitarie, fuga dei cervelli e numero chiuso: medici italiani chiedono su The Lancet più ricerca in SSN
I suggerimenti dei ricercatori al Governo italiano dalle pagine della prestigiosa rivista scientifica. Tra i promotori medici di ISBEM, SIMA, SISPED, CNR e diverse Università
Forum Risk Management, apre il ministro Speranza: «Carenza medici, superare stagione dei tetti di spesa»
Il Ministro all’annuale Forum di Firenze torna sui risultati della manovra economica: «Il messaggio che la salute torna al centro e che si chiude definitivamente la stagione dei tagli. Fra le cose fatte penso che quella del Superticket abbia un messaggio anche più simbolico»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del Coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 1 aprile, sono 860.793 i casi di Coronavirus in tutto il mondo, 42.354 i decessi e 178.378 le persone che sono guarite. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE. I CASI IN ITALIA Bollettino delle ...
Salute

Visite domiciliari, cure precoci e controllo da remoto: con il ‘modello Piacenza’ il coronavirus si sconfigge casa per casa

L’oncologo Luigi Cavanna, dell’ospedale di Piacenza, racconta: «Se i sintomi sono quelli del Covid, facciamo un’ecografia e diamo gli antivirali e strumenti di controllo. Poi monitoriamo a dist...
Lavoro

Coronavirus, lo psicologo: «Personale sanitario svilupperà disturbi post traumatici. Attivare subito supporto psicologico»

«Non sentono ancora ciò che stanno provando, lo capiranno più avanti. Parte del personale sanitario ne uscirà ancora più fortificato, ma quelli che non sono in grado di sopportare un carico emoti...