Salute 7 Marzo 2019

Glaucoma, per la Settimana mondiale visite gratuite. Otto persone a rischio su dieci non vanno dall’oculista

Il messaggio del ministro Grillo: «Bene la task force creata dall’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus in collaborazione con la Società Oftalmologica Italiana (SOI) e la Società Italiana Glaucoma (SIGLA) per “combattere il ladro silente della vista”»

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Si è aperta con il saluto inviato dal ministro Giulia Grillo la conferenza stampa di presentazione della Settimana Mondiale del Glaucoma giunta alla sua 11° edizione. «La disabilità provocata da tale patologia – ha scritto il Ministro – si può prevenire purché la malattia sia diagnostica e curata tempestivamente. Per questo la task force creata dall’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus in collaborazione con la Società Oftalmologica Italiana (SOI) e la Società Italiana Glaucoma (SIGLA) che opererà sul territorio nazionale e garantirà migliaia di visite gratuite, appare uno strumento valido ed efficace per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione e, soprattutto, per “combattere il ladro silente della vista”».

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Il glaucoma è una malattia degenerativa che, in base alle ultime stime dell’OMS, colpisce 55 milioni di persone nel mondo ed è la prima causa di cecità irreversibile. Si calcola che in Italia circa un milione di persone ne siano affette, ma una persona su due ancora non lo sa. Basta una visita completa per diagnosticare una malattia oculare che spesso non dà sintomi nelle fasi iniziali, ma può danneggiare irreparabilmente il campo visivo, facendolo restringere sino alla cecità. Però otto persone su dieci, seppure a rischio di glaucoma, non si sottopongono a visite oculistiche regolari.

«Oggi la vista – ha ribadito l’avv. Giuseppe Castronovo, Presidente della IAPB Italia onlus – ha un ruolo sempre più importante nella vita quotidiana, sebbene siano ancora troppo pochi coloro che la proteggono regolarmente. Questa campagna vuole affermare la centralità della vista, che è un senso meraviglioso, e la necessità di ricevere la giusta priorità sia a livello di sanità pubblica che di abitudini personali. Per questo abbiamo creato, assieme a SOI e SIGLA, una sorta di task force che opererà sul territorio nazionale per sensibilizzare l’opinione pubblica e gli organi competenti per la tutela della salute visiva».

«L’Oculistica ha tratto vantaggio – ha spiegato il dott. Matteo Piovella, Presidente della SOI – dall’introduzione delle moderne tecnologie, che ci permettono di essere più precisi ed efficaci nel salvare la vista. Nel caso specifico del glaucoma, differentemente da altri Paesi come gli USA, attualmente in Italia non esiste la copertura economica per impiantare, nei pazienti sottoposti a chirurgia della cataratta con predisposizione a sviluppare il glaucoma, specifici dispositivi chiamati stent, che permettono di regolarizzare la pressione intraoculare nella maggioranza dei casi trattati. In ogni caso è necessario ribadire che la visita specialistica eseguita dal medico oculista – a cui tutti devono poter accedere – è lo strumento più efficace ed affidabile per diagnosticare malattie insidiose come il glaucoma: s’inizia con una visita oculistica dopo i 40 anni, mantenendola a cadenza biennale fino ai 60, per tornare poi alla scadenza annuale».

«Il glaucoma è la prima causa di cecità nei Paesi industrializzati; è una malattia curabile con colliri, laser e più tipi di chirurgia. Deve però essere evidenziato e questo lo può fare solo una buona prevenzione: visite specialistiche serie, esami approfonditi al momento giusto sono il meglio che possiamo fare», ha dichiarato il prof. Aldo Caporossi, Presidente della SIGLA e Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Oculistica del Policlinico Universitario A. Gemelli-IRCCS.

La frequenza del glaucoma – malattia con spiccati caratteri di ereditarietà –, pur non essendo un’esclusiva degli anziani, aumenta progressivamente con l’avanzare dell’età. È buona norma sottoporsi a un controllo oculistico che, a partire dai 40 anni, comprenda anche la misurazione della pressione oculare. Dopo l’eventuale diagnosi solo una persona su tre segue correttamente le cure: l’aderenza terapeutica è necessario che migliori.

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