Salute 20 novembre 2017

«Formazione, progresso e ricerca, ecco il futuro dell’Umberto I». L’intervista a Joseph Polimeni, Commissario Straordinario del Policlinico

«Il futuro è arrivato e vogliamo affrontarlo al meglio, progresso significa evadere dall’autoreferenzialità e misurare l’assistenza sanitaria in funzione degli outcome» così il Commissario nominato alla guida del presidio ospedaliero capitolino

Immagine articolo

«Innovazione, ricerca e formazione rivoluzionaria» queste secondo il Commissario straordinario Joseph Polimeni, le medaglie appuntate alla giacca del Policlinico Umberto I di Roma. A pochi mesi dalla nomina, la nuova guida dell’azienda ospedaliera capitolina, traccia un bilancio del passato, del presente e del futuro dell’assistenza sanitaria italiana, europea e mondiale in un’intervista a tutto campo per Sanità Informazione.

Direttore, quali sono le sfide che intende affrontare in questo fine 2017 e in previsione del nuovo anno che sta per arrivare?

«Sono stato nominato qualche mese fa Commissario Straordinario, ho nominato a mia volta il Direttore Sanitario, Franco Caracciolo, professionista serio ed affidabile di cui ho ottima stima. Insieme lavoreremo nelle prossime settimana e nei prossimi mesi per iniziare o portare a termine tutti gli adempimenti da mettere in campo».

Cronicità e invecchiamento sono tra i problemi più gravosi da cui è fiaccato il SSN, qual è il suo punto di vista per quanto riguarda il presidio ospedaliero? È auspicabile una visione ospedale-centrica oppure credere in una rete di assistenza territoriale sempre più forte?

«Ritengo che l’ospedale debba fare l’ospedale, soprattutto nel nostro caso, quando si tratta di una grande azienda ospedaliera universitaria che è votata all’alta specialità, all’innovazione clinica professionale e organizzativa. È chiaro che l’Umberto I è un hub molto importante che tiene le fila di una serie di reti fondamentali per il funzionamento generale; mi riferisco alla Rete IMA (Infarto Miocardico Acuto), alla rete Stroke (Ictus), al politrauma, tutti rami di un unicum indispensabile per il cittadino. Tuttavia l’assistenza a livello regionale, poi territoriale, andrebbe incrementata, andrebbero sviluppati tutti quei presidi e quelle organizzazioni, prestazioni, attività che in qualche modo accompagnano l’attività dell’azienda ospedaliera in modo tale da ‘alleggerirla’ di alcune fatiche per darle modo di concentrarsi su prestazioni di media e alta specialità. Questo concetto riassume quello che in primo luogo il significato del Policlinico: per dirlo in gergo anglosassone ‘a teaching hospital’ cioè un ospedale votato all’insegnamento che vuole fare della didattica, della ricerca e dell’assistenza il fiore all’occhiello».

Quali sono le eccellenze del Policlinico più evidenti e quali invece le criticità che lei intende risolvere?

«Io credo che il Policlinico debba assolutamente perseguire la sua vocazione di azienda ospedaliera universitaria. Inoltre questa è la culla di farmaci innovativi, la culla del progresso con due unità operative di oncologia, chirurgia robotica, chirurgia mininvasiva, a breve le prossime nomine per i direttori di direzione, insomma questo è un settore molto importante su cui investire. Dobbiamo accompagnare questo investimento in risorse umane, in competenze e in professionalità, anche con incrementi sotto il versante strutturale e anche organizzativo. Dunque il nostro lavoro procede in due direzioni: da una parte cercare di potenziare e responsabilizzare tutto il personale, oramai la sanità è fatta anche da personale infermieristico, tecnico, amministrativo, una fetta molto importante. Dall’altra sostenere e valorizzare le competenze medico-specialistiche che sono quelle che caratterizzano i tratti essenziali dell’azienda».

Lei ha parlato di innovazione: in Italia il sistema sanitario è ottimale ma purtroppo afflitto anche da una sostenibilità critica. Quale potrebbe essere una politica che assembli abbattimento costi a qualità del servizio assistenziale?

«Per molti anni noi ci siamo concentrati sui nostri processi, sui nostri percorsi, il che è comunque importante per ottimizzare il nostro cammino, tuttavia ritengo sia una visione sin troppo autoreferenziale: infatti guardando i nostri percorsi, analizzando i nostri processi, guardiamo solo noi stessi invece la sfida del futuro è cercare di guardare gli outcome, gli esiti, quello che riusciamo ad ottenere concretamente per i pazienti. Quindi in questo rapporto tra outcome e costi, andranno perseguiti e privilegiati quegli interventi che hanno un rapporto migliore e competitivo. Si tratta di una sfida che penetra nell’organizzazione, il futuro sarà quello di andare a misurare e targhettizzare sempre di più l’assistenza sanitaria in funzione degli outcome che poi è quello che interessa i cittadini, indipendentemente da quando il nostro percorso sia più o meno ottimizzato».

In un Policlinico universitario che fa della formazione la sua forza, quanto è importante una formazione che va anche oltre l’università, quanto è importante la formazione di un personale sanitario più anziano, più maturo?

«È importantissimo, noi siamo un’azienda ospedaliera universitaria, siamo un ex Policlinico a gestione diretta e qui la didattica, la ricerca e l’assistenza si compenetrano in un unicum che deve essere perseguito con forza. Dalla nostra parte possiamo vantare tantissimi corsi di specializzazione, specialisti in formazione, tutta la partita delle professioni sanitarie oggi molti importanti, infermieri, tecnici di riabilitazione e laboratorio. L’assistenza deve essere un completamento assolutamente della didattica  e della ricerca in ogni fase della carriera professionale. In quest’ottica, il Policlinico chiede all’università una programmazione congiunta in modo tale che le priorità delle strutturazioni che vengono proposte siano in qualche modo anche compatibili con le nostre necessità».

Articoli correlati
Con autonomia differenziata 21 Sistemi sanitari diversi? Razza (Assessore Salute Sicilia): «Nessun rischio con coordinamento Regioni»
L’assessore alla Salute della Regione governata da Nello Musumeci spiega ai nostri microfoni cosa si aspetta dal Governo dopo il tavolo di trattativa avviato con le Regioni del Nord. «Sud venga messo in condizione di crescere»
SSN, De Poli (UDC): «Serve Piano Marshall per adattarlo a nuovi bisogni della popolazione, integrando ospedali e territorio»
Il questore del Senato sull’autonomia differenziata: «Prendersi la responsabilità di gestire direttamente la salute dei propri cittadini è un aspetto positivo e importante. Perlomeno renderebbe più complicato il gioco dello scaricabarile»
Tecnici di laboratorio, Saverio Stanziale (F.I.Te.La.B.): «Tra titoli non conformi e potenziali abilitanti albo a rischio per il 20% dei professionisti»
Il presidente della Federazione Italiana Tecnici di Laboratorio Biomedico: «Fondata un’associazione tecnico-scientifica per evidenziare il valore delle nostre risorse umane»
di Isabella Faggiano
Contenziosi medici-pazienti, Pierpaolo Sileri (M5S): «Arbitrato salute idea vincente, riduce i costi per il SSN e scoraggia la medicina difensiva»
«In tutto il percorso diagnostico-terapeutico del paziente possono essere commessi errori: dalla diagnosi fino alla terapia. A volte, si tratta di errori indiretti causati dal sistema ospedale che non sono riconducibili alla responsabilità del singolo medico» specifica il presidente della Commissione Sanità del Senato
di Viviana Franzellitti e Giovanni Cedrone
Libera professione, Cimo: « Un affare per le aziende sanitarie. Medici estranei a liste d’attesa»
Una chiara e pubblica smentita delle demagogiche argomentazioni contro i medici e l’esercizio della libera professione. È quanto emerge, secondo il sindacato dei medici CIMO, dalla relazione al Parlamento sulla libera professione del Ministero della Salute, le cui rilevazioni sulle attività ospedaliere in libera professione evidenziano nonostante la diminuzione di queste ultime, il contestuale aumento […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Sanità internazionale

La lettera di un medico stressato: «Il mio lavoro sta prosciugando la mia umanità»

«L’ultimo tuo contatto umano, poco prima che le tue condizioni peggiorassero velocemente e morissi, è stato con un medico stressato e distaccato, che ha interrotto il tuo ricordo felice. Ti chiedo...
Lavoro

Ex specializzandi: nel 2018 dallo Stato rimborsi per oltre 48 milioni e nuovi ricorsi sono pronti per il 2019

La "road map dei risarcimenti" regione per regione: Lazio in testa con 9 milioni, sul podio Lombardia e Sicilia. Più di 31 milioni al centro-sud con la Sardegna in forte crescita. Pronta la nuova azi...
Mondo

Da Messina alla Nuova Zelanda, la storia del fondatore di Doctors in Fuga: «Così aiuto giovani medici ad andare all’estero»

Stipendi più alti, maggiore attenzione al merito, assenza di contenziosi legali grazie ad una migliore comunicazione tra medici e pazienti. Davide Conti è in Nuova Zelanda da nove anni e non ha alcu...