Salute 19 Agosto 2020

Fake news e Covid-19, i primi quattro mesi di lavoro della task force

Razzante (Cattolica): «Prodotto il primo documento per fronteggiare le notizie false e riconoscere l’informazione scientifica di qualità»

di Federica Bosco

Da quattro mesi sono al lavoro per combattere le fake news nell’era Covid. Sono gli esperti della task force istituita dal Governo lo scorso 4 aprile, che per un anno saranno impegnati gratuitamente a monitorare il web per tracciare le linee guida di una corretta informazione scientifica.

Il professor Ruben Razzante, docente di diritto dell’informazione all’Università Cattolica di Milano e membro del gruppo di lavoro, sottolinea proprio l’importanza di una visione critica che il lettore deve avere di fronte ad un vero e proprio bombardamento mediatico di notizie sul Covid.

FAKE NEWS E COVID-19, IL LAVORO DELLA TASK FORCE

Fake news e Covid-19, i primi quattro mesi di lavoro della task force

«Abbiamo cercato di far crescere la consapevolezza dell’importanza di una informazione di qualità – spiega Razzante –, quella prodotta professionalmente, ancorata a dati ufficiali prodotti da organizzazioni nazionali ed internazionali deputate proprio alla tutela della salute dei cittadini. Abbiamo cercato di agire sulla leva culturale, non abbiamo fatto fact checking sulle singole notizie e non abbiamo manipolato le opinioni degli utenti».

«Abbiamo semplicemente detto che ci sono notizie istituzionali, fondate su evidenze scientifiche, che devono essere valorizzate e devono orientare i nostri comportamenti individuali, come il rispetto delle misure di distanziamento e di contenimento. Ci sono poi notizie che lanciano allarmi ingiustificati o negano la gravità della situazione».

«In entrambi i casi, che sono ugualmente estremi, abbiamo invitato gli utenti a sospendere il giudizio e diffidare di informazioni non vagliate e verificate e di compiere scelte consapevoli soltanto sulla base di dati certi», aggiunge il professor Razzante.

LINEE GUIDA PER LA COMUNICAZIONE DI CONTENUTI SCIENTIFICI

Tre gli ambiti di intervento suggeriti dalla task force composta da undici esperti della comunicazione scelti in ambiti pubblici e privati:

  • una comunicazione istituzionale con contenuti scientifici attendibili da realizzarsi mediante un sito web di riferimento;
  • la sensibilizzazione dei cittadini sui rischi della disinformazione;
  • la progettazione di campagne di comunicazione con un lavoro di ricerca e di analisi che ha permesso di produrre il primo strumento ufficiale di contrasto alle fake news.

«Si tratta di un documento datato 9 giugno e scaricabile gratuitamente online – riprende Razzante – che spiega in 12 pagine quelle che secondo noi dovrebbero essere le principali iniziative del Governo per fronteggiare questa emergenza fake news e facilitare la navigazione in sicurezza degli utenti».

«Ci sono quindi delle indicazioni pratiche sulla campagna di sensibilizzazione che il Governo dovrebbe promuovere; si parla di corsi per i comunicatori pubblici che lavorano nelle strutture sanitarie e che devono poi essere i mediatori delle informazioni che arrivano ai cittadini; ci sono tante altre iniziative che rappresentano non il punto di arrivo, ma la prima pietra sulla consapevolezza dei rischi che si corrono in rete a causa della disinformazione».

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