Salute 21 Maggio 2020 08:17

Fadoi: «Un paziente covid su quattro è diabetico ed ha una prognosi peggiore»

Gli esperti: «Al momento del ricovero fondamentale stratificare il rischio cardiovascolare». Da Easd e Fadoi le raccomandazioni per le cure in ospedale

«Almeno il 25% dei pazienti con COVID-19  ricoverati nei reparti di Medicina Interna è affetto da diabete, e gran parte di loro presenta concomitanti patologie cardiovascolari».  Lo rileva un’indagine condotta a livello nazionale dalla FADOI, la Federazione dei medici internisti ospedalieri.

«Dati ISS – spiega la FADOI in una nota – indicano una percentuale addirittura maggiore, oltre il 32%, in tutti i pazienti ricoverati per COVID-19. Le persone con diabete manifestano inoltre una prognosi peggiore se colpite da COVID-19, soprattutto se sono presenti un’alterazione del controllo glicemico e concomitanti disturbi cardiovascolari. Questi pazienti devono essere trattati con attenzione e in modo diverso da quelli senza fattori di rischio cardio-metabolico. È quanto emerge dal lavoro del Gruppo di Studio sul Diabete e le Malattie Cardiovascolari (D & CVD) dell’European Association for the Study of Diabetes (EASD), coordinato dal Prof. Antonio Ceriello, dell’IRCCS MultiMedica di Milano e componente del panel di esperti sul diabete della Società Scientifica di Medicina Interna FADOI».

LEGGI ANCHE: CONTAGI TRA MEDICI, FADOI: «SUBITO I TEST E STUDIO SU PERSONALE». ADERISCONO ALL’APPELLO ASSOCIAZIONI E SOCIETÀ SCIENTIFICHE

«Il diabete – afferma Dario Manfellotto, Presidente FADOI – è accompagnato da un’alta incidenza di malattie cardiovascolari e la missione del Gruppo di Studio, condivisa dal panel di esperti FADOI, è promuovere, a livello europeo, il progresso delle conoscenze su tutti gli aspetti delle complicanze cardiovascolari nel diabete attraverso una cooperazione attiva tra diabetologi e altri specialisti, in particolare gli internisti».

Le raccomandazioni

«Gli esperti – prosegue la FADOI – hanno esaminato i recenti dati relativi al trattamento di COVID-19 nelle persone con diabete, con o senza malattie cardiovascolari preesistenti, sia durante il ricovero in area medica sia durante l’eventuale degenza in Terapia Intensiva, e hanno elaborato alcune raccomandazioni cliniche che sono state pubblicate nella prestigiosa rivista scientifica Diabetes Care. Queste raccomandazioni si concretizzano in una Flow-Chart uno schema pratico per la gestione dei diabetici ricoverati in ospedale per COVID-19».

«Questa Flow-Chart – afferma Andrea Fontanella presidente di Fondazione FADOI, indica in estrema sintesi come, al momento del ricovero ospedaliero per COVID-19 del paziente diabetico, vada innanzitutto stratificato il rischio cardiovascolare. Quindi cosa è indispensabile verificare nei pazienti diabetici ad alto rischio e in questi ultimi determinare gli indicatori del rischio».

«Oltre il 97% dei pazienti ricoverati in Medicina Interna – rivela sempre l’indagine FADOI – erano in trattamento con insulina. Ma sono stati utilizzati anche i farmaci più moderni, in grado di prevenire le più gravi complicanze renali e cardiovascolari del diabete. In particolare, DPP-4 e GLP-1 sono utilizzati rispettivamente nel 20% e nel 14,3% dei pazienti».

LEGGI ANCHE: FADOI, MANFELLOTTO: «CORONAVIRUS E PICCO INFLUENZALE, RISCHIO CORTOCIRCUITO PER GLI OSPEDALI»

«Nell’approccio al paziente – continua la FADOI – è indispensabile conoscere e valutare la terapia seguita prima del ricovero in ospedale. Non è necessario modificarla, ma le controindicazioni di ciascun farmaco devono essere attentamente prese in considerazione durante l’evoluzione della malattia.

«Peraltro – prosegue – i diabetici sono più a rischio di trombosi e poiché è ormai noto che in COVID-19 esiste un alto rischio di eventi trombotici, va presa in considerazione una terapia anticoagulante appropriata. Anche il rischio di infezioni del diabetico è molto elevato. Pertanto, alcune delle raccomandazioni di EASD e del panel di esperti FADOI riguardano le azioni da intraprendere per prevenire l’infezione da SARS-CoV-2 e quelle sovrapposte».

«Le indicazioni fornite attraverso queste raccomandazioni – concludono Ceriello e Manfellotto – sono certamente un utile riferimento per i clinici, impattando su una porzione rilevante dei pazienti che gli ospedali del nostro Paese hanno assistito in questi mesi. La loro applicazione su larga scala potrà contribuire a migliorare la prognosi di questa pericolosa associazione fra COVID e diabete».

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SANITÀ INFORMAZIONE PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO

Articoli correlati
L’olio evo contrasta diabete, ipertensione e sindrome metabolica
L'olio extravergine di oliva (Evo) gioca un ruolo chiave nel contrastare l'insorgenza delle patologie cronico-degenerative non trasmissibili come il diabete mellito, l'ipertensione arteriosa, la sindrome metabolica, i tumori, le malattie a carico del sistema nervoso e la malattia renale cronica. Lo confermano le ricerche condotte e in corso all'Università degli Studi di Roma Tor Vergata
di V.A.
Diabete di tipo 2: remissione possibile con stile di vita sano, benefici anche per cuore e reni
Il diabete di tipo 2 può essere "curato" perdendo peso e, in generale, adottando uno stile di vita sano, riducendo significativamente il rischio di malattie cardiovascolari e renali. Queste sono le conclusioni di uno studio dell’Associazione europea per lo studio del diabete (EASD), pubblicato sulla rivista Diabetologia
Diabete di tipo 1, se compare in bimbi under 10 ruba 16 anni di vita
L'Italia è il primo paese al mondo ad aver istituito uno screening del diabete di tipo 1 che come prima e importante conseguenza positiva consentirà di prevenire la chetoacidosi. Oggi infatti il 40% delle diagnosi di diabete di tipo 1 avviene in ritardo a seguito di un esordio drammatico, Senza contare che, quando la malattia ha un esordio precoce, prima dei 10 anni di età, si possono arrivare a perdere ben 16 anni di aspettativa di vita. Questi sono i messaggi lanciati da Valentino Cherubini, presidente della Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (Siedp) che lancia un appello in occasione della Giornata Mondiale del Diabete che si celebra domani
di V.A.
Diabete: nuove linee guida per il trattamento delle malattie cardiovascolari
Sono state pubblicate le nuove linee guida per le malattie cardiovascolari nelle persone con diabete. Molti i temi trattati: dalla stratificazione del rischio cardiovascolare allo screening fino alla diagnosi e il trattamento. Le linee guida valutano e riassumono le evidenze scientifiche disponibili al momento della loro stesura, con l’obiettivo di supportare gli operatori sanitari nel proporre il miglior approccio diagnostico o terapeutico
Diabete: dieta sana non basta se a tavola ci sono cibi ultra-processati
Una ricerca condotta dal Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli, pubblicata sull'American Journal of Clinical Nutrition, dimostra che il consumo di cibi ultraprocessati aumenta sensibilmente il rischio di morte per persone con diabete di tipo 2, indipendentemente dalla qualità nutrizionale di una dieta attenta e salutare
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy e Associazioni

Mieloma multiplo. Aspettativa di vita in aumento e cure sul territorio, il paradigma di un modello da applicare per la prossimità delle cure

Il mieloma multiplo rappresenta, tra le patologie onco-ematologiche, un caso studio per l’arrivo delle future terapie innovative, dato anche che i centri ospedalieri di riferimento iniziano a no...
Salute

Parkinson, la neurologa Brotini: “Grazie alla ricerca, siamo di fronte a una nuova alba”

“Molte molecole sono in fase di studio e vorrei che tutti i pazienti e i loro caregiver guardassero la malattia di Parkinson come fossero di fronte all’alba e non di fronte ad un tramonto&...
di V.A.
Advocacy e Associazioni

Oncologia, Iannelli (FAVO): “Anche i malati di cancro finiscono in lista di attesa”

Il Segretario Generale Favo: “Da qualche anno le attese per i malati oncologici sono sempre più lunghe. E la colpa non è della pandemia: quelli con cui i pazienti oncologici si sco...