Salute 11 Giugno 2019

Epatite C, nuovi farmaci eradicano il virus. Vella (ISS): «Lavorare sui pazienti che non sanno di avere l’infezione»

È quanto emerso durante i lavori del convegno “L’Europa e l’Italia nell’obiettivo dell’eradicazione dell’infezione da HCV”, svoltosi a Roma presso il Ministero della Salute. «Consiglierei ai medici di famiglia di far fare uno screening per l’Epatite C a tutti quei pazienti che hanno avuto dei fattori di rischio», sottolinea Adriano Pellicelli, direttore del Dipartimento Malattie del Fegato dell’Ospedale San Camillo di Roma

Immagine articolo

Eradicare il virus dell’Epatite C entro il 2030, è l’obiettivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) dopo il risultato raggiunto in Italia della riduzione del 65% delle morti per infezione di HCV. È quanto emerso durante i lavori del convegno “L’Europa e l’Italia nell’obiettivo dell’eradicazione dell’infezione da HCV“, svoltosi a Roma presso il Ministero della Salute che si è aperto con un messaggio inviato dal Ministro della Salute Giulia Grillo e al quale hanno partecipato numerose personalità tra cui il direttore generale dell’Aifa Luca Li Bassi.

LEGGI: EPATITE C, LA STORIA DI ROSSELLA: «ALL’INIZIO TEMEVO DI CONTAGIARE GLI ALTRI, MA CON LA NUOVA TERAPIA HO ERADICATO IL VIRUS»

«In Italia siamo riusciti a trattare 170mila pazienti grazie al Ministero della Salute e all’Aifa che hanno lavorato per abbattere il prezzo dei farmaci», spiega il professore Stefano Vella del Centro della Salute Globale dell’Istituto Superiore di Sanità. «L’obiettivo è quello dell’eliminazione, abbattere il numero delle nuove infezioni e soprattutto abbattere il numero di patologie correlate all’HCV. Noi vorremmo non avere più le cirrosi, non più trapianti. Si tratta però di un lavoro progressivo perché c’è molto sommerso, cioè persone che non sanno di avere questo virus».

Un obiettivo sempre più vicino anche grazie all’introduzione dei farmaci antivirali ad azione “diretta”. «I nuovi farmaci hanno un’efficacia altissima, – spiega ai nostri microfoni il professore Adriano Pellicelli, direttore del Dipartimento Malattie del Fegato dell’Ospedale San Camillo di Roma – considerate che ormai nel 97,7% dei casi possiamo eradicare il virus dell’Epatite C. Si sono perfezionati negli ultimi anni, tant’è vero che gli ultimi due farmaci usciti in commercio sono riusciti ad eradicare il virus. Il problema rimane quella piccola porzione di pazienti che non risponde a questi farmaci, si tratta di 2% di questi pazienti sul territorio nazionale».

Tuttavia, oltre 200mila italiani non sanno di essere affetti da Epatite C e il nostro Paese è tra quelli in Europa con il maggior numero di persone esposte al virus. «Consiglierei ai medici di famiglia – continua il professor Pellicelli – di far fare uno screening per l’Epatite C a tutti quei pazienti che hanno avuto dei fattori di rischio, per esempio coloro che in gioventù hanno fatto uso di sostanze stupefacenti oppure sono stati sottoposti a trasfusione prima degli anni ’90, quando le trasfusioni non erano correttamente testate. Oltretutto il grosso lavoro deve essere fatto da parte dei SerT, cioè i centri per la tossicodipendenza. C’è ancora molto lavoro da fare».

Articoli correlati
Coronavirus, Silvio Garattini: «Attenzione sì, panico no. Ogni anno in Italia 6mila morti da influenza»
Lo scienziato e farmacologo concorda con le misure adottate ma invita a ridimensionare l’emergenza: «Un sacrificio che dobbiamo accettare tutti perché è un virus nuovo, ma senza creare allarmismi o diventare ossessivi indossando mascherine o pagando cifre enormi per l’amuchina»
Cronicità, pazienti chiedono “servizi a distanza”: dalla chat con il medico al farmaco a domicilio. L’indagine Fablab
Tra i dati che emergono quelli relativi all’aderenza terapeutica, percepita dai pazienti molto più alta rispetto agli operatori sanitari. I livelli di fiducia sul singolo medicinale sono superiori a quelli per il brand. E i pazienti si fidano più del farmacista e dello specialista che del medico di famiglia...
Coronavirus, Andreoni (Simit): «Infezione decorre perlopiù in maniera asintomatica. Mortalità interessa persone fragili»
«In Italia migliaia di tamponi anche a chi non presenta segni di malattia: questa ricerca così accurata e puntuale può portare ad avere più casi positivi. Cerchiamo il virus con molta più attenzione rispetto agli altri Paesi» precisa a Sanità Informazione il presidente Simit Massimo Andreoni
Ministri Salute europei e organizzazioni internazionali in Italia. Il confronto
Ieri è arrivata in Italia la delezione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e del Centro europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie. Oggi, a Lungotevere Ripa, si sono riuniti i ministri della Salute di Austria, Francia, Slovenia, Svizzera, Croazia e Germania. Il tema al centro del confronto, ovviamente, è stato l’esplosione dell’epidemia di coronavirus […]
Coronavirus, ecco cosa devono fare MMG, pediatri e ospedali. Le linee guida del ministero della Salute
Elencate le procedure da seguire in caso di casi sintomatici, di contatti stretti negativi al test e di soggetti positivi. Specificati i comportamenti da tenere in fase di triage telefonico, accesso ai pronto soccorso e ricovero nelle strutture ospedaliere e descritte le procedure di vestizione e svestizione degli operatori sanitari
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

Riscatto agevolato della laurea, l’esperto: «Ecco cosa cambia dopo circolare INPS»

Anche chi ha studiato prima del 1996 può richiederlo. Tomi (F.F.S. S.r.l. e collaboratore di Consulcesi & Partners): «Possibile riscattare fino a 5 anni di studi universitari versando la somma di 5....
Non Categorizzato

La diffusione del Coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 28 febbraio 2020 sono 83.704 i casi di Covid-19 confermati in tutto il mondo. I pazienti guariti e dimessi dagli ospedali sono 36.654 mentre i morti sono 2.859. I CASI IN ITALIA Bollettino delle or...
Diritto

Reperibilità notturna, Palermo (Anaao): «Se succede un “fattaccio” gli avvocati controllano se il medico ha riposato almeno 11 ore»

Il Segretario del sindacato spiega a Sanità Informazione i motivi alla base del ricorso alla Commissione europea: «Rischi enormi per la salute dei pazienti e per il professionista. Speriamo in pronu...