Salute 13 Novembre 2017

A Roma batte cuore della cardiologia mondiale. Tanti temi a ‘Place’ congresso a guida Leonardo Calò e Fiorenzo Gaita

Un confronto tra i più grandi specialisti su anomalie cardiache, apnee ostruttive, vantaggi di una buona alimentazione, ricerca e prevenzione. «Obiettivo primario: arrivare con diagnosi a prevenire patologie rischiose» l’intervista al Professor Calò Cardiologo del Policlinico Casilino

«‘Place’ il nome del Congresso che riunirà tantissimi illustri professionisti, ‘Place’ perché è come se si trattasse di un posto dove ci si incontra per confrontarsi su innumerevoli temi» è così che Leonardo Calò, Cardiologo del Policlinico Casilino e Professore di Cardiologia dello sport nell’Università degli Studi del Foro Italico di Roma, racconta la settima edizione di ‘Platoform of Laboratories for Advances in Cardiac Experience’ (Place) meeting di cui è organizzatore e Presidente insieme a Fiorenzo Gaita Professore Ordinario di Cardiologia dell’Università degli Studi di Torino. L’evento è in programma dal 22 al 24 Novembre organizzato in varie location tutte ‘nel cuore’ della Capitale.

Professore a breve ‘Place’: un programma davvero intenso con più di 1000 relatori attesi. Quali saranno i temi su cui maggiormente verrà posta l’attenzione?

«Intanto ‘Place’ nasce dalla volontà di creare un luogo in cui si incontrano tante discipline diverse e tanti specialisti diversi: da cardiologi a ultra specialisti nell’ambito dello scompenso, della morte cardiaca improvvisa, delle aritmie, delle ablazioni, a persone che si occupano maggiormente di prevenzione, medicina interna, geriatria, medicina dello sport, pronto soccorso e medicina d’urgenza. Quali sono gli obiettivi primari? Tra le priorità focalizzare l’importanza della prevenzione, soprattutto rispetto alla morte cardiaca improvvisa, cercare di capire come identificare nell’ambito dello screening i soggetti che possono incorrere in questo rischio, siano soggetti sani o anche malati. Altro obiettivo di grande interesse è lavorare invece nell’ambito della medicina dello sport, per cui tutto ciò che è sport inteso non soltanto come prevenzione della morte cardiaca improvvisa, ma anche in termini di benefici dell’attività fisica. Sempre in quest’ottica si parlerà di alimentazione intesa come l’elemento che incide profondamente su quello che è il rischio cardio vascolare e il rischio di contrarre malattie, per cui il tema della longevità che sarà affrontato anche dai colleghi che vengono da varie parti del mondo tra cui anche uno specialista giapponese che metterà a confronto dieta giapponese e dieta mediterranea. Infine si approfondirà la branca della medicina d’urgenza: gestione dell’urgenza in cardiologia, la gestione della sincope, delle aritmie in un contesto di pronto soccorso, e le varie comorbidità. Comorbidità che alzano sensibilmente il rischio di incappare in patologie cardiache come le apnee notturne, l’obesità, l’anemia, tutti elementi che mettono a rischio la salute dei soggetti a rischio».

Lei ha fatto riferimento ai pazienti affetti da OSAS con scompensi di tipo cardiaco: in questo senso quant’è importante la prevenzione per combattere questo tipo di patologia?

«Attualmente tantissime persone sono affette da apnee ostruttive, anche molto severe, e non lo sanno. L’Osas aumenta il rischio cardiovascolare, causa un aumento del rischio di ictus e di morte improvvisa causata per esempio da infarti; per cui è importante fare delle diagnosi e una corretta prevenzione. L’avvento di nuove tecnologie, cioè la possibilità di fare un monitoraggio delle apnee semplice e immediato, offre la possibilità di fare più facilmente degli screening. Il nostro primario interesse è capire chi ha apnee severe e in che maniera questo problema può interagire con altre patologie. Dunque, secondo questo principio, risultano essere utili sistemi che consentono registrazioni adeguate ambulatoriali e quindi una rapida e semplice possibilità di fare diagnosi».

Quant’è importante per un medico essere costantemente aggiornato proprio nell’ottica di nuove terapie e di una tecnologia sempre più evoluta?

«È fondamentale secondo me rivedere la modalità di formazione, è vitale a mio parere trovare piattaforme stabili e continuative che possano consentire ai medici, al di là dell’evento individuale partecipato, di formarsi anche da remoto. ‘Place’ è un valido esempio, anche senza seguire i lavori fisicamente è possibile scaricare i materiali dal sito predisposto e dunque seguire le tematiche e gli approfondimenti pur senza essere presente all’incontro».

PER CONSULTARE IL PROGRAMMA

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