Salute 2 Novembre 2021 11:13

Cuore, i risultati della survey di Deloitte. Drei: «Tre aspetti abilitano l’innovazione dei pazienti a rischio»

Dall’indagine a cui hanno partecipato 350 clinici emerge la necessità di una maggiore integrazione tra MMG, specialisti e farmacie attraverso il ripensamento dei percorsi diagnostico-terapeutici-assistenziali e l’implementazione della Digital Health

Cuore, i risultati della survey di Deloitte. Drei: «Tre aspetti abilitano l’innovazione dei pazienti a rischio»

Nell’autunno 2020 e seguendo le indicazioni di un comitato scientifico composto da Stakeholder Istituzionali, Deloitte ha condotto per Daiichi Sankyo Italia una survey a cui hanno partecipato 350 clinici da cui sono emerse linee guida per il futuro della sanità in ambito cardiovascolare.

«Dal confronto con 350 clinici e con lungo un percorso di survey e cocreation che prevedeva workshop e questionari, è emerso con forza quali sono i tre aspetti che abilitano l’innovazione dei pazienti a rischio cardiovascolare – ha spiegato a Sanità Informazione, Alberto Drei, Senior Advisor di Deloitte, il Responsabile del progetto -. Ripensare completamente l’integrazione ospedale territorio riducendo il carico di lavoro dei pazienti a medio bassa complessità sugli ospedali e identificare più rapidamente i pazienti ad elevato rischio che necessitano dell’ospedale. In secondo luogo, concepire un approccio multidisciplinare integrato dalle competenze della medicina generale e specialistica. Il terzo punto – ha specificato Drei- prevede il forte contributo della Digital e Connected health».

Pe perseguire i tre obiettivi, il comitato scientifico di riferimento nell’ambito della presa in carico dei pazienti cronici a rischio cardiovascolare ha chiesto la revisione dei protocolli di gestione del paziente con gruppi di lavoro congiunti della medicina generale e specialistica, prevedendo un ruolo specifico della digital health. «Sulla base dei protocolli – ha sottolineato Drei – una volta stratificati i pazienti per grado di rischio, bisogna ripensare all’offerta del SSN ricalibrandola a cavallo tra ospedale e territorio».

Perché la Digital Health è così importante? «Non solo perché permette di portare la sanità a domicilio – ha evidenziato Drei – ma perché è lo strumento fondamentale con cui i clinici di diversa estrazione si parlano, si confrontano e scambiano conoscenze. I medici chiedono anche un forte investimento dal punto di vista organizzativo, in competenze digitali e strumenti tecnologici».

La survey ha gettato le basi per l’attivazione di un percorso virtuoso di disegno e sperimentazione di modelli innovativi in ambito cardiovascolare. L’Advisory Board ha promosso l’attivazione di un ecosistema di diverse organizzazioni sanitarie innovative complementari che, secondo le logiche della Value Based Healthcare, condivida nuovi percorsi diagnostico-terapeutici-assistenziali digital health based e ne sperimenti concretamente il valore, con il coordinamento scientifico della Rete Cardiologica degli IRCCS.

«Il Value Based Healthcare Ecosystem prevede che una serie di ospedali IRCCS, Asl, aziende farmaceutiche, tra queste Daiichi Sankyo Italia come main partner, aziende medicali e assicurazioni ragionino congiuntamente per cercare di scaricare a terra le linee guida precedentemente identificate. Le figure apicali di tutte queste organizzazioni hanno accettato di partecipare al progetto pilota. Verranno attivati gruppi di lavoro misti con figure di riferimento di ciascuna delle associazioni per sperimentare i modelli innovativi di gestione dei pazienti a rischio cardiovascolare e passare dal position paper alla realtà» ha concluso Drei.

 

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