Salute 12 Luglio 2022 13:31

Covid, Pregliasco: «Quarta dose per over 60 subito, poi campagna vaccinale come antinfluenzale»

Secondo il Direttore Sanitario dell’IRCCS Galeazzi la variante BA5 è estremamente contagiosa ma con gli antivirali e il vaccino è possibile mitigare gli effetti del virus e delle nuove varianti, mentre invita a non abbandonare la mascherina

«Usiamo la mascherina come gli occhiali da sole, stiamo attenti ai fragili». Nel giorno dell’accordo tra medici internisti FADOI e IRCCS Galeazzi per la promozione della ricerca medico-scientifica, il professor Fabrizio Pregliasco è tornato sulla questione Covid ed ha profetizzato un’onda lunga del virus che ci accompagnerà ancora per molto tempo, ma sarà meno aggressiva: «Stiamo passando dalla pandemia vera e propria ad una fase endemica, che non vuol dire calma piatta o una continuità di presenza in modo stabile, ma che sarà presente con una sorta di moto ondulatorio che, se non emergerà una variante particolarmente aggressiva, avrà l’effetto di un sasso in uno stagno e andrà a degradare».

«Variante Ba5 estremamente contagiosa ma ora abbiamo antivirali terapeutici per la cura del Covid»

Molto dipenderà da Omicron e dalla capacità di gestire al meglio la libertà da parte dei cittadini, se non si presterà attenzione alle regole non è da escludere il rischio di un nuovo lockdown: «Siamo di fronte a nuova variante più contagiosa e diffusiva, in grado di schivare la protezione acquisita dalla vaccinazione e anche dalla guarigione. Il 9% dei guariti dalla malattia, infatti, si è reinfettato». Pregliasco, dunque, raccomanda di usare la mascherina con una certa frequenza, di lavarsi le mani e prestare molta attenzione a fragili e anziani: «Oggi abbiamo un’arma in più che sono gli antivirali, finalmente terapeutici nella cura del Covid – ha sottolineato -. In grado di evitare agli anziani e ai fragili gli effetti più gravi della malattia che ancora sono presenti».

Subito vaccinazioni per gli over 60

Pregliasco nel parlare della sotto variante Ba5 ha anche ricordato la necessità di accelerare con la vaccinazione degli over 60: «Purtroppo, c’è una narrazione un po’ troppo benevola – ha dichiarato – probabilmente continuerà in questa direzione, nella compatibilità con l’ospite perché è un suo vantaggio, ma se questo accadrà sarà perché la grande quota di vaccinazioni permette alle persone di schivare le forme più pesanti della malattia. Fondamentale in questo momento la quarta dose, che vedrà ampliata la platea dei vaccinati con gli over 60. Fondamentale sarà questo approccio anche in autunno quando si procederà per le vaccinazioni con la stessa strategia dell’antinfluenzale».

«Sbagliato dire che questo vaccino è vecchio». Replica a Ricciardi e Crisanti

«È importante dire che questo vaccino non è vecchio, ma va bene come booster e rinforza la risposta immunitaria. Certo ci saranno vaccini più aggiornati ed avranno la stessa caratteristica dell’antinfluenzale da destinare a soggetti fragili e anziani». Il Direttore Sanitario del Galeazzi, prossimo al trasloco nella nuova sede localizzata nell’area di Mind District, prevista per il prossimo 22 agosto, ha poi cercato di fare chiarezza sulle parole dei colleghi virologi per rendere il pensiero della scienza più univoco: «Le affermazioni dei colleghi sono da inquadrare – ha precisato -, viste singolarmente possono sembrare antitetiche, da un lato Ricciardi ha detto che se si lascia correre il virus c’è un rischio concreto che il sistema sanitario abbia pesanti ripercussioni, ed in effetti il rischio c’è. Crisanti d’altro canto ha suggerito di lasciare correre il virus. Se leggiamo insieme queste due visioni, scopriamo che è quanto l’Italia ha fatto con grande prudenza con un’azione di mitigazione. Altri paesi come Cina e Corea del Nord hanno chiuso tutto con conseguenze devastanti; Stati come India e Brasile invece hanno lasciato correre il virus con danni che non sono riusciti a quantificare, ma sicuramente pesanti. Il resto del mondo ha attuato la mitigazione. Il Presidente Draghi è stato chiaro: è un rischio calcolato, una scelta politica difficile che ogni nazione ha fatto, purtroppo non in modo coordinato, ma tutti con lo stesso intento, di rendere la diffusione del virus più lenta, il che non porterà ad un appesantimento del servizio sanitario, ed è quello che dobbiamo continuare a fare».

 

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