Salute 5 Febbraio 2020

Coronavirus, Sileri: «Italiani rimpatriati provati e stanchi, ma meno preoccupati di chi corre a comprare mascherine»

Stazionarie le condizioni dei due turisti cinesi ricoverati allo Spallanzani: sono in terapia intensiva e la prognosi resta riservata. 494 le vittime del virus nel mondo, ma aumentano i pazienti dimessi dagli ospedali cinesi: 898 persone sono guarite

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Gli italiani tornati da Wuhan erano «provati e stanchi», ma «probabilmente molto meno preoccupati di molte persone che sono in Italia e comprano mascherine». Questo il commento del viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri, che ha accompagnato la spedizione che ha riportato in Italia i 56 connazionali rimasti bloccati a Wuhan, la città cinese da cui è partita l’epidemia di coronavirus.

Dopo essere atterrati a Pratica di Mare, sono stati trasferiti nella città militare della Cecchignola di Roma, dove dovranno trascorrere le prossime due settimane in quarantena per superare il periodo di potenziale incubazione del virus: «Ora conducono la loro vita chiusi e limitati, anche se mi dicono che qualcuno ha ordinato la pizza – aggiunge Sileri -. Ma credo che abbiano apprezzato e percepito la sicurezza delle procedure messe in atto dai cinesi e da noi durante il viaggio».

«Spero che nessuno di loro abbia contratto il coronavirus e mi auguro che presto possano tutti tornare alla loro vita quotidiana. Augurio che estendo anche a tutti coloro che vivono in Cina e che sono tornati per loro personali ragioni di sicurezza. Speriamo che i problemi si superino e che si torni alla normalità».

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Mentre il numero delle vittime raggiunge quota 494, quello dei contagi 24.367 e quello dei pazienti guariti e dimessi dagli ospedali in Cina 898, le condizioni dei due turisti cinesi ricoverati allo Spallanzani – ad oggi gli unici casi accertati di coronavirus nel nostro Paese – sono stazionarie e la prognosi resta riservata. Come si legge nell’ultimo bollettino medico, continuano ad essere ricoverati in terapia intensiva, i loro parametri emodinamici sono stabili e prosegue il supporto respiratorio e il monitoraggio continuo dei parametri clinici e di laboratorio.

Ma all’Istituto romano sono ricoverati anche altri quattro pazienti sintomatici provenienti da zone della Cina interessate dall’epidemia sui quali sono in corso i test per la ricerca del nuovo coronavirus. Le 20 persone che erano in vacanza insieme alla coppia cinese, invece, sono tutte in buone condizioni e la loro salute non desta preoccupazioni, anche se continuano ad essere osservate presso l’Istituto.

Continuano poi le riunioni quotidiane della task-force coronavirus del ministero della Salute: questa mattina, alla presenza del ministro Speranza, è stato fatto il punto della situazione sull’andamento del contagio in Cina e negli altri Paesi coinvolti. Sono state inoltre verificate le implementazioni dei controlli su porti e aeroporti: «In coordinamento con la Protezione Civile – si legge in una nota – procedono regolarmente le operazioni di controllo con i termoscanner su tutti i passeggeri in arrivo. È stato anche valutato il flusso di chiamate al numero 1500».

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