Salute 21 Gennaio 2020

Coronavirus, 300 contagi e 6 morti in Cina. Convocato il comitato speciale dell’Oms

L’ultimo caso di contagio fuori i confini cinesi riguarda l’Australia. Confermata la trasmissione del coronavirus da uomo a uomo. Domani riunione degli Stati UE

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È arrivato a sei il numero di vittime causate dal misterioso  coronavirus in Cina. La Commissione sanitaria nazionale cinese aveva già confermato vari casi collegati al virus considerato simile alla Sars. Al momento si contano oltre 200 persone contagiate nella città di Wuhan, epicentro dell’epidemia, e altre nel Guangdong. In totale sarebbero quasi 300 le persone colpite.

Secondo gli ultimi accertamenti, la trasmissione del coronavirus avviene da uomo a uomo. Il virus, isolato a Wuhan a inizio gennaio, ha fatto registrare casi anche in Giappone, Thailandia, Corea del Sud e l’ultimo in Australia. Un comitato speciale è stato convocato per domani dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per valutare se il nuovo coronavirus costituisca «un’emergenza pubblica»: lo ha riferito Tedros Adhanom Ghebreyesus, il direttore dell’ente con sede a Ginevra. Secondo il responsabile, al centro dell’incontro ci sarà l’esame di possibili «raccomandazioni da fare per far fronte all’epidemia». L’Oms ha classificato il nuovo coronavirus con la sigla “2019-nCoV”.

Prevista sempre per domani anche la riunione degli Stati membri dell’Unione Europea, che sta seguendo la situazione del virus cinese ed è in contatto con il Centro europeo di controllo e prevenzione delle malattie Ecdc.

Intanto quindici membri dello staff ospedaliero di Wuhan sono stati infettati. Lo hanno comunicato le autorità sanitarie di Wuhan dal proprio account Weibo, la piattaforma di social network più utilizzata in Cina. Oltre ai quindici casi accertati, di cui uno in condizioni critiche, anche un sedicesimo membro dello staff medico è sospettato di avere contratto il virus ed è stato anch’egli ricoverato in quarantena come i suoi colleghi.

L’ultimo caso di contagio fuori i confini cinesi riguarda l’Australia. Un uomo di Brisbane, che ha famiglia in una zona vicino a Wuhan e che ha manifestato problemi respiratori di ritorno da un viaggio nella città, è stato sottoposto a test medici per accertare la presenza del coronavirus. Lo ha confermato la chief health officer dello Stato australiano del Queensland, Jeanette Young, specificando che l’uomo si trova in isolamento nella propria abitazione. «Abbiamo fatto test su di lui e stiamo aspettando i risultati», ha detto la dirigente sanitaria citata dai media australiani.

In Europa rischio di contagio basso. Il ministero della Salute sta costantemente monitorando la situazione e ha evidenziato che «la probabilità di introduzione del virus nell’Unione Europea è considerata bassa, anche se non può essere esclusa». Ad ogni modo, presso l’aeroporto di Fiumicino, collegato con Wuhan da tre voli diretti e numerosi voli non diretti, è in vigore una procedura sanitaria per verificare l’eventuale presenza a bordo degli aerei provenienti dalla città cinese di casi sospetti sintomatici ed il loro eventuale trasferimento in bio-contenimento all’Istituto Nazionale Malattie Infettive L. Spallanzani di Roma.

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La locandina affissa in aeroporto

 

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