Salute 9 Marzo 2020

Coronavirus, Cuppone (Direttore sanitario San Donato): «Il picco non è ancora arrivato, ma tanti stanno guarendo»

L’ospedale milanese più vicino al primo focolaio di Coronavirus ha chiuso parte della chirurgia e dirottato personale nell’area Covid che ospita 6 pazienti in terapia intensiva e 40 in reparto

di Federica Bosco

Mentre la Lombardia inizia la sua prima settimana di lavoro blindata con tanti dubbi sulla mobilità all’interno della Regione e delle 14 provincie in zona rossa, la delibera approvata ieri in Regione Lombardia detta precise linee guida agli ospedali per garantire cure e assistenza a tutti i malati di Coronavirus che sono in aumento. Per far fronte ai numeri crescenti occorre ridurre i giorni di degenza. Solo nelle ultime ore i tamponi positivi necessari di ricovero sono stati oltre 500 mentre le rianimazioni hanno dovuto accogliere altri 40 pazienti gravi. Un bollettino di guerra che le strutture ospedaliere stanno affrontando con personale sottoposto a lunghe ore di attività, turni snervanti e condizioni di stress al limite.

LEGGI ANCHE: COVID-19: IL GRUPPO SAN DONATO PRESTA MEDICI E INFERMIERI ALLA ZONA ROSSA E ACCOGLIE QUATTRO PAZIENTI GRAVI DA LODI

All’istituto San Donato, il Direttore sanitario, Maria Teresa Cuppone, cerca di mettere un freno al grande stato di agitazione: «La nostra posizione, al confine con la zona rossa, ci ha messo da subito in una situazione di grande operatività – spiega –, siamo l’ospedale milanese più prossimo al primo focolaio di Codogno e dunque dalle prime ore abbiamo fatto uno screening stretto all’arrivo dei pazienti con una indagine di tipo epidemiologico. Inoltre, abbiamo messo a disposizione letti e risorse umane per affrontare l’epidemia. Oggi la situazione è critica, ma riusciamo a gestire ancora bene i numeri. Abbiamo attivato una terapia intensiva dedicata con sei posti ed un reparto per i malati di Coronavirus con quaranta letti dove ospitiamo pazienti in attesa dell’esito del tampone o positivi che hanno bisogno di cure. Sono pazienti non critici o al massimo con la necessità di avere un’assistenza respiratoria non invasiva. Per fare ciò abbiamo coinvolto una serie di professionisti provenienti da medicina e pneumologia, mentre nell’area di terapia intensiva in particolare abbiamo coinvolto anestesisti e rianimatori. Abbiamo chiuso gran parte della sala operatoria chirurgica per liberare il personale».

Un protocollo rigido sembra essere l’unica strada percorribile per far fronte ad un’emergenza destinata a crescere ancora: «Il fenomeno è in espansione – puntualizza il Direttore sanitario –, il virus contagia velocemente. Tanti malati sono asintomatici e questo significa che probabilmente ci sono molte più persone infette di quelle che conosciamo, è dunque importante un’attenta applicazione delle regole per evitarlo il più possibile. Oggi per la cura usiamo farmaci antivirali, ma non tutti i pazienti rispondono allo stesso modo. Condivido la scelta dell’isolamento perché non siamo arrivati ancora al picco e di conseguenza non vediamo ancora il momento della discesa. Tutto deve essere affrontato senza spavento, ma con serietà. Capisco che la gente possa avere paura, ma è importante dire che tante persone stanno guarendo. È difficile sapere esattamente il fenomeno che dimensioni ha, ma la popolazione deve stare tranquilla e diciamo che stiamo facendo il massimo, è importante avere fiducia nelle strutture ospedaliere. Tutte stanno cercando di mettere in atto il massimo delle misure per arginare il fenomeno».

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SANITÀ INFORMAZIONE PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO

Articoli correlati
La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia
Al 3 luglio, sono 10.874.146 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 521.355 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 3 luglio: nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul nostro territorio, a oggi, 3 luglio, il totale delle persone che hanno contratto il […]
A Milano nasce l’Adriano Community Center, la RSA del futuro per una sanità attiva post-Covid
Regalia (Proges): «Modello di sinergia tra pubblico e privato con al centro sicurezza dei protocolli, trasparenza e nuove tecnologie, in attesa di una normativa che declini in maniera diversa la sanità territoriale»
di Federica Bosco
Covid, medici del territorio senza tutele né indennizzi in caso di contagio. Le reazioni dei sindacati
SMI: «Inail e assicurazioni private prevedano copertura». FISMU: «Nostra denuncia caduta nel dimenticatoio»
Miocardite e Covid-19: curato sedicenne al San Matteo di Pavia
Il ragazzo, ricoverato per miocardite acuta, era positivo al SARS-CoV-2 ma ha mai avuto sintomi o segni della malattia. Il caso clinico oggetto di una pubblicazione sulla prestigiosa rivista scientifica “The Lancet”
Insonnia post-lockdown, Plazzi (neurologo): «La vita sociale è un sincronizzatore fondamentale del sonno, ma la pandemia lo ha compromesso»
«Per poter parlare di insonnia è necessario che il soggetto che ne soffre lamenti dei problemi anche durante il giorno: disturbi dell’attenzione, della memoria, irritabilità e, in casi più rari, anche sonnolenza diurna»
di Isabella Faggiano
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 3 luglio, sono 10.874.146 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 521.355 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 3 luglio: nell’ambito del ...
Diritto

Pensioni, la Cassazione: «Necessaria richiesta per lavorare fino a 67 anni». Altrimenti due anni di attesa per il primo assegno

Il rischio per il lavoratore è di essere sollevato dall’incarico al compimento dei 65 anni, senza ricevere la pensione. Possibile eccessiva riduzione degli organici in sanità
Salute

Rebus idrossiclorochina: arma anti-Covid o farmaco pericoloso? L’inchiesta di Sanità Informazione

Dopo lo studio ritirato da Lancet, l’OMS ha riavviato i test clinici. In Italia aumentano i medici che sperano nel farmaco e chi l’ha usata ‘sul campo’ la promuove. Cauda (Gemelli): «Può ave...