Salute 30 Dicembre 2019 11:03

Consultori, il caso Campania. Sono appena 20 per un milione di abitanti ed il personale è ridotto all’osso

La denuncia del segretario regionale Sumai Francesco Buoninconti, ginecologo di consultorio: «Scontiamo da sempre i problemi che vive oggi la sanità del territorio perché siamo politicamente scomodi»

Consultori, il caso Campania. Sono appena 20 per un milione di abitanti ed il personale è ridotto all’osso

La recente indagine condotta dall’Istituto Superiore di Sanità sulla presenza e le attività dei consultori in Italia ha messo in luce una grande disparità, per quanto riguarda l’offerta territoriale, tra Nord e Sud del Paese. In alcune Regioni, tra cui la Campania, ogni consultorio raccoglie una platea di oltre 40mila abitanti, più del doppio di quelli fissati dalla legge 34/1996 che prevede, appunto, un centro per ogni 20mila abitanti. A questo si aggiunge una forte criticità determinata dalla carenza di personale, e una scarsa informazione della popolazione sui servizi e le opportunità offerte da questi presidi.

Sanità Informazione ha approfondito la problematica relativa proprio ai consultori nella regione Campania con il segretario regionale Sumai Francesco Buoninconti, ginecologo di consultorio a Napoli. «La legge prevede la presenza di un consultorio ogni 20mila abitanti – esordisce Buoninconti –  mentre a Napoli, per una popolazione di circa un milione di abitanti, non credo si arrivi a 20 consultori».

LEGGI ANCHE: CONSULTORI, RAPPORTO ISS: SONO LA METÀ DEL FABBISOGNO. SPERANZA: «VANNO DIFESI E RILANCIATI»

Ma perché in Regione la situazione dei consultori è così critica? «Purtroppo i consultori risentono in maniera esponenziale – osserva Buoninconti – del generale abbandono della sanità del territorio che ha colpito negli ultimi 15 anni il nostro Paese, dal momento che questi centri fanno parte della territorialità. Lo scopo per i quali sono stati concepiti era sicuramente anche di natura assistenziale, ma soprattutto educativo, per permettere a persone disinformate in materia di sessualità, contraccezione e gravidanza, di accedere a un’informazione di questo tipo». Questa mancata valorizzazione della medicina territoriale è passata anche per una scarsa campagna informativa. «I consultori avrebbero dovuto essere fortemente reclamizzati – spiega il segretario regionale Sumai – mentre nella pratica è successo esattamente l’opposto, a partire dal fatto che, almeno nella mia esperienza qui a Napoli, non hanno nessun tipo di insegna o di segnalazione al contrario di quanto avviene per i presidi ospedalieri. Quindi, oltre a risentire del danno che ha colpito tutto il territorio, in più scontano il fatto di non essere mai stati messi in condizione di operare in modo efficace, a cominciare dal numero per abitanti. Per rispondere allo scopo originario dei consultori ci sarebbero volute delle massicce campagne informative sulla loro presenza, cosa che non è mai avvenuta».

Complice il fatto che i consultori sono storicamente una istituzione fortemente politicizzata e, come spesso accade in questi casi, “scomoda”, per Buoniconti la situazione non presenta ad oggi margini di miglioramento: «Il sabotaggio dei consultori è cominciato dalla loro nascita. Quando io ho iniziato a lavorarci – racconta – nella seconda metà degli anni Ottanta e quindi dieci anni dopo la loro istituzione, sono sempre stati considerati presidi di serie B rispetto agli ambulatori. Una volta nei consultori c’era un’utenza fortemente politicizzata, cioè le stesse donne che ne avevano preteso, e ottenuto, l’istituzione. Ma una volta che quel fermento politico è andato scemando, quel tipo di utenza, per ragioni anche anagrafiche, ha smesso di frequentarli, senza che un altro tipo di utenza ne prendesse davvero il posto. Oggi quindi i consultori sono in numero esiguo, così come del resto gli ambulatori, e non vedo particolari spiragli positivi. Sono i territori, ripeto, ad essere lasciati andare, e il consultorio, politicamente scomodo, è a maggior ragione trascurato».

Come se non bastasse, a questo si aggiunge una grande mancanza di mezzi e di personale. «A volte – confessa Buoninconti – mi capita di essere da solo ad assistere i pazienti. Le ostetriche, ad esempio, nei consultori sono ormai  rarissime, eppure questa figura dovrebbe essere di norma la prima ad affiancare il ginecologo». Una situazione davvero difficile, a cui si aggiunge, conclude il dottore, «una certa malafede da parte di chi ci governa. Le faccio una esempio: se una donna chiede di abortire, nei termini previsti dalla legge, può farlo gratuitamente. Una donna che chiede la pillola contraccettiva deve pagarla di tasca propria. Ora, io non dico che sia necessaria una campagna pubblicitaria sull’utilizzo della pillola, ma sull’opportunità di poter venire in consultorio a parlare di contraccezione e sessualità consapevole, quello sì. Eccome».

Articoli correlati
Rivoluzione digitale in Sanità, la Campania ai blocchi di partenza nonostante le difficoltà
«La pandemia ha scaldato i motori dell’innovazione, ora sotto con la sfida del PNRR»
Prevenzione tumori, quando l’unione (tra Asl e farmacie) fa la forza
Il nuovo accordo siglato tra Asl Napoli 1 Centro e Federfarma Napoli per rendere l’offerta di screening oncologici più capillare ed efficiente
Psicologo di base, al via il progetto in Campania in attesa di una legge nazionale
Semaforo verde dalla Corte Costituzionale dopo il ricorso del Governo contro la legge regionale 2020. AUPI: «Una decisione che finalmente valorizza una visione olistica della salute. Ora piena sinergia tra le figure assistenziali del territorio»
Nasce l’Unione Italiana per la Salute: medici e pazienti insieme per tutelare la salute dei cittadini
Senior Italia FederAnziani, SIPES, SUMAI Assoprof e FIMMG insieme per predisporre un quadro culturale, un insieme di attività e un tessuto di relazioni entro cui possa trovare concreta attuazione il diritto alla tutela della salute
Salute, Paola Boldrini (Pd): «Bene Consulta, ora approvare Ddl su psicologo delle cure primarie»
«La Consulta ha dichiarato legittime le norme che prevedono la possibilità per i medici di medicina generale e per i pediatri di libera scelta di aderire ai modelli organizzativi multi-professionali nei quali sia presente, tra l’altro, anche la figura dello psicologo di cure primarie» spiega la senatrice Pd
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 24 giugno, sono 542.130.868 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.326.038 i decessi. Ad oggi, oltre 11,63 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&nb...
Covid-19, che fare se...?

Quali sono i sintomi della variante Omicron BA.5 e quanto durano?

La variante Omicron BA.5 tende a colpire le vie aeree superiori, causando sintomi lievi, come naso che cola e febbre. I primi dati indicano che i sintomi durano in media 4 giorni
Covid-19, che fare se...?

Il vaccino può causare il Long Covid?

Uno studio americano ha segnalato una serie di sintomi legati alla vaccinazione anti-Covid. Ma per gli esperti non si tratta di Long Covid, ma solo di normali effetti collaterali