Salute 11 maggio 2018

Aggressioni: non solo personale sanitario ma anche scolastico. Alleanza educativa genitori-insegnanti-medici

«Non sono tollerabili le aggressioni nei confronti degli educatori, che rivestono un ruolo strategico per il futuro della nazione, e nemmeno contro gli operatori sanitari, che lavorano per la salute di tutti i cittadini» così Antonello Giannelli, Presidente dell’Associazione Nazionale Presidi (ANP)

Immagine articolo

24 aggressioni ai danni degli insegnanti solo in questi primi mesi del 2018: numeri allarmanti per un fenomeno probabilmente dalle dimensioni ancora più imponenti, visto che non si può avere contezza di quante violenze siano rimaste nell’ombra, senza essere denunciate. Abbandonati da tempo i comportamenti improntati al rispetto, i genitori oggi contestano apertamente le scelte didattiche, i compiti e i giudizi del corpo insegnante. I gruppi WhatsApp di classe, da luogo di confronto costruttivo e sostegno reciproco, si sono trasformati ormai in veri e propri catalizzatori d’odio contro gli educatori.

LEGGI ANCHE: SANITARI AGGREDITI, ALL’OMCEO ROMA ANCHE L’ASSESSORE D’AMATO: «SUL CASO VEDREMO IL PREFETTO»

Dopo il grande successo dell’iniziativa #Sconnessiday, lanciata per istituire la prima Giornata Mondiale della S-connessione e combattere la dipendenza internet e smartphone, il Gruppo Consulcesi, network da oltre 20 anni in prima linea nella formazione dei medici italiani, impegnato anche nel contrasto al fenomeno delle aggressioni ai camici bianchi, torna in campo contro l’uso distorto, e talvolta patologico, delle nuove tecnologie. Lo fa con l’Associazione Nazionale Presidi (ANP), attraverso la campagna social #EducareInsieme.

«Uno strumento come WhatsApp – sottolinea Antonello Giannelli, Presidente dell’Associazione Nazionale Presidi (ANP) – nato per favorire la comunicazione, paradossalmente può creare un cortocircuito comunicativo: i gruppi dei genitori spesso sono ansiogeni ed esasperano la relazionalità. Tutto ciò, in un contesto dove è venuto meno il principio di autorità, perché non si rispettano più le persone che sono investite di una carica. Non sono tollerabili le aggressioni nei confronti degli educatori, che rivestono un ruolo strategico per il futuro della nazione, e nemmeno contro gli operatori sanitari, che lavorano per la salute di tutti i cittadini».

LEGGI ANCHE: AGGRESSIONI AI MEDICI, FILIPPO ANELLI (FNOMCEO): «AUMENTIAMO LE PENE AI VIOLENTI. MA C’È PROBLEMA CULTURALE E DI SISTEMA»

«I genitori che aggrediscono, anche solo virtualmente, gli insegnanti su WhatsApp – spiega Massimo Tortorella, Presidente del Gruppo Consulcesi – pensano di difendere i propri figli, e invece legittimano comportamenti antisociali e il disprezzo del senso civico. Quando la famiglia diventa branco, infatti, viene meno quel riconoscimento e rispetto dei ruoli e delle istituzioni che sono alla base del concetto di educazione. È fondamentale, quindi, che i medici, in particolar modo i pediatri, acquisiscano le basi per potersi approcciare in maniera adeguata all’adolescente e alla sua famiglia nell’ambito di situazioni socio-culturali difficili».

In particolare, il pediatra è una figura strategica per il recupero dell’alleanza educativa tra genitori ed insegnanti: da questo assunto, nasce il corso FAD (Formazione a Distanza) “Famiglia o branco? Il ruolo dell’educazione” del provider ECM 2506 Sanità in-Formazione, in collaborazione con Consulcesi Club. Responsabile scientifico del corso, online gratuitamente sul sito www.corsi-ecm-fad.it, è il dottor Giuseppe Mele, Presidente SIMPe (Società Italiana Medici Pediatri).

LE 5 REGOLE AI GENITORI PER UN DIALOGO COSTRUTTIVO CON GLI INSEGNANTI

  1. NON AGIRE D’IMPULSO. Se tuo figlio ti riferisce di un problema a scuola (un brutto voto, un rimprovero, una nota sul registro…) innanzitutto prenditi il tempo necessario per raccogliere tutte le informazioni sull’accaduto prima di esprimere un giudizio. Se hai dubbi, fissa un colloquio con l’insegnante coinvolto per fare chiarezza.
  2. NON ESSERE PREVENUTO. “Non capiscono mio figlio”, “Pretendono troppo da lui”, “Lo hanno preso di mira”. Sono le classiche scuse per non affrontare concretamente le difficoltà che ogni alunno può incontrare nel suo percorso scolastico, e sono solo di ostacolo per un dialogo costruttivo volto a risolverle.
  3. EVITA LO SCONTRO. Nel dialogo con l’insegnante, evita pregiudizi e atteggiamenti accusatori. I problemi a scuola si risolvono attraverso la comunicazione e l’alleanza con l’insegnante, mai attraverso scontri sterili.
  4. CAPISCI QUANDO NON È IL CASO DI MINIMIZZARE. Talvolta, invece, possono giungere segnalazioni da parte degli insegnanti su eccessiva irrequietezza, mancanza di attenzione e comportamenti aggressivi che non devono essere sottovalutati dal genitore. Al contrario, devono essere osservati con attenzione – anche attraverso l’ausilio di medici e psicologi se necessario – per capirne l’origine ed evitare che sfocino in atteggiamenti antisociali o violenti.
  5. SILENZIA IL GRUPPO WHATSAPP! I gruppi WhatsApp di classe, se usati con saggezza, sono uno strumento utile (ad esempio per recuperare i compiti assegnati quando i figli sono assenti), ma spesso si trasformano in una sequenza senza fine di sfoghi, lamentele e ansie. Ogni tanto, quindi, meglio silenziare il gruppo, ponendo un argine all’”ansia da notifica”: piuttosto, per mantenere buoni rapporti con gli altri genitori, prendetevi un bel caffè insieme. Rigorosamente, senza smartphone sul tavolo.

 

Articoli correlati
Numero chiuso e imbuto formativo, sempre più difficile diventare medico. In 10 anni 10mila medici via dall’Italia
Mestiere “a rischio estinzione” per il network legale Consulcesi. Il Presidente Massimo Tortorella: «Ancora troppa incertezza sul destino degli studenti. Ci saranno più posti a disposizione? Si passerà a un sistema alla francese? Servono risposte certe subito». Atenei in crisi: dal 2008 a oggi i docenti sono scesi da 63.228 a 53.801
Aggressioni, a Gallarate paziente si suicida e parenti danno in escandescenza. Infermiera presa a pugni
L'episodio avvenuto all’ospedale Sant’Antonio Abate di Gallarate, in provincia di Varese. Il giovane era seguito dal Servizio per le Tossicodipendenze (SerT)
Sicurezza delle cure, la FNOMCeO lancia gli Sportelli del cittadino dove confrontarsi con medici e avvocati
Nell’ambito dell’incontro con il Consiglio nazionale forense, concordato anche un tavolo di confronto sulla ‘pubblicità etica’ in sanità
MMG in estinzione, Tortorella (Consulcesi): «Crisi di vocazione causata da disparità di trattamento inaccettabili»
Sulle pagine di Starbene il presidente della principale realtà di tutela del settore medico commenta il preoccupante avvenire della Medicina Generale italiana: «Entro 10 anni il 70% di loro andrà in pensione. Senza ricambio generazionale il numero totale rischia di assottigliarsi troppo»
Medici sotto attacco, 35mila nuove cause all’anno. FNOMCeO e Regioni chiedono legge per regolamentare spot contro Ssn
Libero pubblica i numeri drammatici dell’ «attacco conclamato alla categoria» e promuove la petizione lanciata da Consulcesi per istituire il Tribunale della Salute. Tra i sottoscrittori anche il Senatore Sileri (pres. 12° commissione): «Tornare a un rapporto sano tra i cittadini e la sanità, il clima di sfiducia non fa bene a nessuno»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Formazione

Formazione ECM, tutte le novità 2019: dall’aggiornamento all’estero alla certificazione

Un dovere sentito sempre più come opportunità professionale. Ecco, in una rapida carrellata, i principali cambiamenti che hanno investito negli ultimi anni il sistema dell’Educazione Continua in M...
Politica

Deroga iscrizione Ordini, Beux (TSRM e PSTRP): «Condividiamo obiettivi ma così si rischia sanatoria. In decreti attuativi si ponga rimedio o faremo da soli»

Il provvedimento inserito in legge di Bilancio prevede che chi ha lavorato 36 mesi negli ultimi 10 anni possa continuare ad esercitare anche senza i titoli per iscriversi al maxi Ordine delle professi...
Lavoro

Taglio pensioni e quota 100, che succede ai medici iscritti all’Enpam? Parla il vicepresidente Malagnino

Ad agosto le prime uscite dei dipendenti pubblici con 62 anni di età e 38 di contributi. Secondo i sindacati, saranno circa mille i medici che ogni anno approfitteranno della riforma pensionistica, c...