Salute 25 Maggio 2018

Censis e AIOP, l’85% degli italiani vuole scegliere liberamente il medico e l’ospedale tra pubblico e privato

La ricerca “Il valore sociale dell’ospedalità privata nella sanità pluralista”, presentata in occasione dell’Assemblea Generale di Aiop (Associazione Italiana Ospedalità Privata) evidenzia come anche la politica dica sì alla sanità mista: il 63% dei consiglieri regionali riconosce il ruolo positivo delle strutture private accreditate

Immagine articolo

In occasione dell’Assemblea Nazionale dell’Associazione Italiana Ospedalità Privata (AIOP), è stata presentata una ricerca del Censis su “Il valore sociale dell’ospedalità privata nella sanità pluralista”. Ecco cosa ne è emerso.

PUBBLICO O PRIVATO, GLI ITALIANI VOGLIONO SCEGLIERE L’OSPEDALE DI FIDUCIA
L’85% degli italiani giudica importante poter scegliere nel Servizio sanitario il professionista e la struttura di cui si fidano, senza distinguere tra pubblico o privato. Solo per il 15% non è importante. Per il 50% dei cittadini è molto importante perché la scelta di una persona o servizio di cui ci si fida facilita le cure. Per il 35% è importante perché la libertà di scelta è un valore in sé anche in sanità. Tra i contrari, il 9% vuole solo strutture pubbliche nel Servizio sanitario e appena il 6% pensa che gli  ospedali pubblici siano sempre e comunque migliori. La libertà di scelta nel Servizio sanitario tra strutture pubbliche e strutture private accreditate è un valore condiviso trasversalmente nel territorio: dall’85% dei residenti al Nord-Ovest, l’87% al Nord-Est, l’82% al Centro e l’87% al Sud. È un riconoscimento sociale pieno e altamente condiviso del valore della libera scelta, che rende il pluralismo in sanità molto di più che un semplice meccanismo di organizzazione dell’offerta.

LEGGI ANCHE: AIOP GIOVANI, FINISCE IL MANDATO DEL PRESIDENTE MIRAGLIA: «ORGOGLIOSO DI AVER AVVICINATO TANTI RAGAZZI ALL’ASSOCIAZIONE»

TROPPI TAGLI AGLI OSPEDALI HANNO FATTO MALE AGLI ITALIANI
Gli ospedali italiani sono stati tagliati drasticamente. Tra il 2008 e il 2016 il tasso di ospedalizzazione è crollato da 192,8 a 140,9 per 1.000 abitanti, i ricoveri sono diminuiti del 25,6%, e tra il 2011 e il 2015 le giornate di degenza si sono ridotte del 10%. Esito della normativa che ha imposto 2,7 posti letto ospedalieri per 1.000 abitanti, quando la media dei Paesi europei è di 4 posti letto per 1.000 abitanti. L’ospedale è stato l’epicentro di tagli lineari in nome di una sanità di territorio che non è mai decollata. Così oggi esiste un gap tra fabbisogni ospedalieri e offerta di posti letto. Intanto l’ospedalità privata ha comunque saputo fare di più con meno, perché assorbe il 13,6% della spesa pubblica ospedaliera, erogando il 28,3% delle prestazioni in termini di giornate di degenza.

ANCHE LA POLITICA DICE SI ALLA SANITÀ’ MISTA PUBBLICO-PRIVATO, MA LE DIFFERENZE TERRITORIALI RESTANO AMPIE
Solo il 3% dei consiglieri regionali italiani interpellati dal Censis vorrebbe mettere al bando per legge la sanità privata accreditata nel Servizio sanitario nazionale. La maggioranza (il 63%) è invece molto favorevole al ruolo del privato accreditato, mentre il restante 34% vorrebbe dirottare le risorse preferibilmente verso le sole strutture pubbliche. Complessivamente, è positivo il giudizio sulla devolution sanitaria: il 62% dei consiglieri regionali è convinto che  sia stata vantaggiosa. Al Nord il giudizio positivo sale all’80% dei consiglieri regionali, mentre al Centro (il 47% dà un giudizio positivo, il 53% negativo) e al Sud (il 28% positivo, il 72% negativo) prevale lo scetticismo. Per il 32% dei consiglieri regionali la devolution ha creato una sanità più vicina ai bisogni dei cittadini, per il 30% ha il merito di aver fatto emergere le diverse performance regionali. Per contenere o ridurre le differenze tra le Regioni, il 56% dei consiglieri regionali vorrebbe premiare quelle che funzionano meglio e penalizzare le altre, il 44% invece vorrebbe un fondo di perequazione a beneficio delle Regioni in difficoltà. I consiglieri regionali del Nord (68%) e del Centro (60%) propendono maggiormente per un sistema di premi e penalità, invece quelli del Sud (76%) vedono meglio un fondo di perequazione a favore delle Regioni in difficoltà. Anche la politica ha ormai chiaro che la promessa fatta dalla riforma sanitaria di garantire le cure ospedaliere a tutti gli italiani è stata mantenuta anche grazie ai posti letto e alle prestazioni messe in campo dalle strutture private accreditate. In questo consiste il valore sociale della ospedalità privata, per i cittadini e per il Servizio sanitario nazionale. Una sanità veramente pluralista è in grado di interpretare bisogni e aspettative di cittadini sempre più informati, consapevoli, evoluti, attenti alla qualità delle prestazioni, alla ricerca di cure personalizzate e che vogliono esercitare la libertà di scelta, rivolgendosi alle strutture e ai medici di cui si fidano e che erogano prestazioni di qualità più elevata.

Articoli correlati
Gestione rischio sanitario, Sham partner di Uni Torino per insegnare la sicurezza delle cure
Per la prima volta, la gestione del rischio sanitario diventa materia di insegnamento magistrale all’Università di Torino grazie alla partnership con Sham, società del gruppo europeo Relyens, da oltre 90 anni specializzata nella gestione della RC Sanitaria e nel risk management. Partiranno infatti il 19 febbraio le lezioni di “Governance e gestione del rischio clinico […]
Coronavirus, impennata di casi. E l’OMS scrive il piano d’azione su ricerca e risorse per affrontare l’epidemia
Il direttore generale dell'OMS Ghebreyesus: «L'epidemia è un test di solidarietà politica, finanziaria e scientifica. Dobbiamo lavorare insieme per sconfiggere un nemico comune che non rispetta i confini nazionali»
Tumori cerebrali pediatrici, dimostrata l’efficacia di un farmaco che agisce come «una batteria al contrario»
La ricerca condotta da ricercatori dell’Università Sapienza, dell’Istituto Pasteur Italia e dell’IIT è stata pubblicata su Cell Reports. La fenformina “carica” le cellule tumorali per spegnerle, ma si ipotizza l’esistenza di cibi e integratori che siano in grado di raggiungere gli stessi risultati
Giornata donne nella scienza, Fp Cgil: «Servono riconoscimenti professionali e di carriera»
«Permangono discriminazioni, da rinnovo contratto medici prime risposte»
Giornata Internazionale Epilessia, colpite 50 milioni di persone nel mondo e 500mila in Italia
Il punto della Società Italiana di Neurologia. «I progressi scientifici recenti – ha dichiarato il Prof. Giancarlo Di Gennaro - hanno fatto registrare numerose scoperte nel campo della genetica e delle scienze di base, con significativi passi avanti nella comprensione dei meccanismi molecolari che generano le crisi epilettiche»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

Riscatto agevolato della laurea, l’esperto: «Ecco cosa cambia dopo circolare INPS»

Anche chi ha studiato prima del 1996 può richiederlo. Tomi (F.F.S. S.r.l. e collaboratore di Consulcesi & Partners): «Possibile riscattare fino a 5 anni di studi universitari versando la somma di 5....
Salute

Coronavirus e Sars, la storia che si ripete. Ecco cosa è successo nel 2003

Anche la Sindrome Acuta Respiratoria Grave si diffuse dalla Cina al resto del mondo con le stesse modalità. La patologia causò 800 morti
Lavoro

Spese sanitarie in contanti e sgravi fiscali, cosa cambia per i professionisti della sanità

I pareri del fiscalista esperto in materia sanitaria Francesco Paolo Cirillo e del Tesoriere Sumai Napoli Luigi Sodano