Politica 24 maggio 2018

AIOP Giovani, finisce il mandato del Presidente Miraglia: «Orgoglioso di aver avvicinato tanti ragazzi all’Associazione»

Le cariche dell’Associazione Italiana Ospedalità Privata si rinnovano e il Presidente uscente ricorda la sua esperienza: «Spero di lasciare una AIOP Giovani più forte e più sicura di se stessa». In occasione dell’Assemblea Nazionale, presentato il Report “Le sfide di oggi per la sanità del domani”

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“Servizio sanitario nazionale: destinazione futuro”. È il titolo del terzo Report di AIOP Giovani (Associazione Italiana Ospedalità Privata), che è stato presentato al Cavalieri Hotel di Roma durante l’Assemblea Nazionale di AIOP, occasione in cui vengono rinnovate anche le cariche dell’associazione giovanile. Termina quindi la sua esperienza alla guida di AIOP Giovani Lorenzo Miraglia, che parla, ai nostri microfoni, di passato, presente e futuro.

Inizia infatti con un bilancio del suo mandato, «tre anni bellissimi che, con rammarico, finiscono». Anni «densi di attività e progetti con cui, insieme alla mia squadra, siamo riusciti ad avvicinare più giovani all’Associazione. La partecipazione di ragazzi alle consulte è infatti aumentata almeno del 40%, anche grazie alle consulte itineranti, “AIOP on the road”, che ci hanno permesso di far conoscere a tanti giovani le best practice che abbiamo all’interno del nostro Servizio Sanitario Nazionale e di AIOP». Occasioni in cui molti ragazzi si sono resi conto di quanto quella italiana sia «una delle sanità più forti al mondo, che insegna agli altri Paesi e guarda al futuro del pianeta». E molti di questi ragazzi, racconta Miraglia, sono rimasti «stupiti e colpiti nel capire l’importanza della sanità italiana».

«La prima cosa che mi ero ripromesso di fare – ricorda – era ignorare le critiche degli italiani sul SSN. Mi infastidisce molto vedere noi italiani parlar male del nostro servizio sanitario quanto in realtà è invidiato in tutto il mondo. Si pensa, ad esempio – continua Miraglia – che la sanità in Italia costi troppo o che ci siano troppi sprechi. In realtà la sanità italiana è forse la meno pagata al mondo». Una tesi, questa, emersa nel Report di AIOP Giovani dello scorso anno, dedicato al sistema di finanziamento e di contenimento della spesa. Ma il progetto è in realtà iniziato tre anni fa, con il primo libro in cui venivano confrontati sette servizi sanitari nazionali, sempre con un focus sul futuro.

LEGGI ANCHE: AIOP VERSO IL CONGRESSO, FARONI (LAZIO): «SANITÀ PRIVATA DIALOGHI CON TUTTE LE FORZE POLITICHE» 

Un’ottica internazionale, quindi, che permette a Lorenzo Miraglia e ad AIOP Giovani di cogliere la ragione ultima di alcune delle principali sfide della sanità: «È un problema mondiale – sottolinea – perché è cambiato l’uomo. È cambiata l’evoluzione dell’uomo, delle patologie, la cronicità. Prestazioni e diagnostica migliorano, portando un costo a livello economico ma un beneficio a livello sociale. Gli Stati non riescono più, quindi, a sganciarsi dal dare-avere che ci deve essere nella sanità, perché chiaramente non si può vedere e controllare il beneficio che si ha invece nel PIL mondiale».

«Il Report di quest’anno – continua – è forse il più interessante dei tre, perché mettiamo a bagaglio tutti questi studi e, partendo dalle best practice dei Paesi analizzati, valutiamo ciò che, anche a livello epidemiologico, può essere applicato al nostro SSN. Proponiamo quindi una serie di tesi, che non partono soltanto da un sistema ospedalo-centrico piuttosto che territoriale, ma si basano sui sistemi di finanziamento e di decontribuzione, che possano rendere i fondi appetibili a tutti i cittadini».

LEGGI IL COMUNICATO STAMPA SULLA RICERCA

Si chiude, quindi, «il lungo viaggio» di Lorenzo Miraglia, che spera di lasciare al suo successore, «che sarà sicuramente degno di mandare avanti questo lavoro e questo progetto», una AIOP Giovani «più forte e più sicura di se stessa, sicuramente con una maggiore visibilità. Qualche mese fa abbiamo incontrato le associazioni delle sanità private europee che invidiano noi di AIOP Giovani, perché nessuna di loro è riuscita a creare un’associazione di giovani così forte e, anzi, qualcuna non è riuscita nemmeno a crearla. Tutto questo ovviamente ci dà lustro e ci porterà a lavorare ancora di più e con più grinta, perché la sanità – conclude – ne ha davvero bisogno».

 

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