Politica 15 Ottobre 2018

Carenza medici, l’assessore Arru (Sardegna): «Con quota cento rischio boom di pensionamenti. Aumentare borse di studio per MMG»

Il titolare della Sanità sarda difende la riforma della rete ospedaliera regionale: «Problema non è la carenza di servizi, ma un eccesso di servizi mal distribuiti che molto spesso non raggiungono i volumi indicati e suggeriti dal Piano nazionale esiti». Poi rilancia la medicina multiprofessionale per affrontare cronicità

Immagine articolo

Invecchiamento della popolazione, aumento delle malattie croniche e delle polipatologie. È una delle sfide della sanità italiana e una delle priorità dell’Assessore alla Sanità della Regione Sardegna Luigi Benedetto Arru, alle prese in questi mesi con un piano di riordino della rete ospedaliera sarda fortemente contestato dalle opposizioni ma che lui difende con passione. «O noi affrontiamo i problemi anticipandoli o altrimenti il sistema sanitario italiano si troverà in grosse difficoltà», afferma Arru a Sanità Informazione a margine del 75esimo Congresso Fimmg a Chia. L’assessore poi mette in guardia sul tema della carenza di medici, una problematica che per ora non tocca la sanità isolana (la Sardegna è la regione italiana con il più alto numero di medici per 10mila abitanti), ma che rischia di esplodere con la prossima riforma delle pensioni: «Dobbiamo monitorare perché se sono veri gli allarmi sul cambiamento della formula di pensionamento rischieremmo di trovarci una crisi per il numero di soggetti che andrebbero via con la quota cento».

Assessore, anche quest’anno il Congresso FIMMG si è svolto in Sardegna, che impressione ha avuto?

«Una sensazione di vitalità estremamente positiva. Lo stimolo è l’effetto trainante del segretario Scotti per cercare di risolvere uno dei problemi che si sta trascinando da anni: il ruolo fondamentale della medicina generale in un contesto che vede il rapido invecchiamento della popolazione e una policronicità delle patologie. O noi, come è stato detto molto chiaramente da terze parti come la CGIA di Mestre o dall’Inps, affrontiamo i problemi anticipandoli o altrimenti il sistema sanitario italiano si troverà in grosse difficoltà. Ho trovato un sistema molto disponibile a ragionare, speriamo che si arrivi rapidamente a un contratto nazionale. Noi come regioni siamo pronti a modificare l’accordo integrativo regionale con nuove risorse per cercare di arrivare a forme di medicina in gruppo, multiprofessionale perché questo tipo di squadre sono necessarie per affrontare questo cambiamento importante dell’età media della popolazione e delle polipatologie».

LEGGI ANCHE: PENSIONAMENTI E POCHE ASSUNZIONI, I NUMERI DELLA CARENZA DEI MEDICI DI FAMIGLIA REGIONE PER REGIONE

Un tema che riguarda anche i medici di medicina generale è quello della carenza di camici bianchi. Nella vostra regione si sente questo problema?

«La Regione sarda ha una particolarità: ha un numero di medici, secondo il dato del ministero, più alto delle regioni italiane per diecimila abitanti. Li abbiamo mal distribuiti, c’è anche in Sardegna il fenomeno della curva demografica per cui c’è un’età media avanzata, stiamo cercando di ragionare e di mettere risorse aggiuntive per avere più medici di medicina generale, più medici dell’emergenza urgenza. È fondamentale. Penso che una delle azioni che dovrebbe fare più rapidamente possibile il governo è trovare una corrispondenza superiore tra numero di laureati e numero di posti nelle scuole di specializzazione così come forse è da aumentare, è già stato fatto un passaggio importante anche grazie all’accordo con il collega Saitta in rappresentanza degli assessorati, il numero di borse disponibili per il corso di formazione in medicina generale. Ma sicuramente dobbiamo monitorare perché se sono veri gli allarmi sul cambiamento della formula di pensionamento rischieremmo di trovarci una crisi per il numero di soggetti che andrebbero via con la quota cento».

Lei sta portando avanti un piano di riordino della rete ospedaliera che ha suscitato diverse reazioni e anche delle osservazioni del ministero. Sono rientrate queste osservazioni?

«Le osservazioni del Ministero sono paradossalmente per un eccesso di assistenza, per un eccesso di frammentarietà. Il vero problema in Sardegna non è la carenza di servizi, ma un eccesso di servizi mal distribuiti che molto spesso non raggiungono i volumi indicati e suggeriti dal Piano nazionale esiti. Quindi la percezione dei cittadini è quella di avere un sistema di questo tipo qui. Noi cerchiamo di informarli che non è un corretto modo di fare sanità e di offrire salute ai cittadini. È difficile ma stiamo cercando di farlo capire».

Articoli correlati
Le Università, gli IRCCS, gli II.ZZ.SS., gli Ordini, i Collegi nonché le rispettive federazioni nazionali, le Associazioni professionali a quale Ente accreditante devono sottoporre la richiesta di accreditamento?
Le Università, gli IRCCS, gli II.ZZ.SS., gli Ordini, i Collegi nonché le rispettive federazioni nazionali, le Associazioni professionali a quale Ente accreditante devono sottoporre la richiesta di accreditamento? Le Università, gli IRCCS, gli II.ZZ.SS., gli Ordini, i Collegi nonché le rispettive federazioni nazionali, le Associazioni professionali devono sottoporre la richiesta di accreditamento alla CNFC fatta […]
«Superare la frammentazione verticale tra Medicina del territorio e specialistica: una proposta»
di Zairo Ferrante (Medico Radiologo Arcispedale Sant'Anna Ferrara), Elisa Mandolesi (Medico di Medicina Generale ASL Ferrara), Martino Ardigó (Universidade federale de Mato Grosso do Sul), Agostino Panajia (Campagna “2018 PHC Now or Never” e MMG ASL Ferrara)
di Zairo Ferrante, Elisa Mandolesi, Martino Ardigó, Agostino Panajia
Telemedicina, Alovisio (Università Torino): «Ecco i consigli per una cultura digitale in sanità»
«L’Italia è piena di buone pratiche che nessuno mette a sistema», spiega il fellow del centro Nexa dell'Università di Torino: «Serve cultura digitale»
di Tommaso Caldarelli
Pazienti non Covid, Magi (Sumai): «Rafforzare la specialistica sul territorio e curarli anche negli alberghi»
«Gli specialisti ambulatoriali lavorano nelle aziende sanitarie pubbliche per 20 ore settimanali. Chiediamo di raggiungere le 38 ore previste dal vigente Accordo collettivo nazionale che prevede anche le visite a domicilio, soprattutto per i pazienti fragili»
Come deve essere effettuata dal Provider la verifica dell’apprendimento?
La verifica dell’apprendimento può essere effettuata con diversi strumenti: quesiti a scelta multipla o a risposta aperta, esame orale, esame pratico, produzione di un documento, realizzazione di un progetto, ecc. Se vengono usati i quesiti, devono essere standardizzati in almeno 3 quesiti per ogni credito ECM erogato e nel caso si predispongono quesiti a scelta […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 28 ottobre, sono 43.979.777 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 1.167.124 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 28 ottobre: Ad oggi in I...
Salute

Covid-19, chi sono e cosa devono fare i contatti stretti di un positivo? Il vademecum del Ministero della Salute

In quali casi si può parlare di "contatto stretto"? Il Ministero della Salute spiega tutte le possibili situazioni in cui ci si può trovare
Salute

Covid-19, il virologo Palù: «Vi spiego perché non sempre gli asintomatici sono da considerare malati»

Il virologo veneto, già Presidente della Società Europea di Virologia, spiega dove si può intervenire per contenere i contagi: «Stop alla movida, contingentare gli ingressi nei supermercati e ridu...