Salute 17 Ottobre 2019

Influenza, Burioni: «Troppo pochi i medici vaccinati. Ministero e farmaceutiche si impegnino a promuovere vaccinazioni»

Il noto virologo contesta l’omeopatia: «Non ha alcuna efficacia e i preparati omeopatici non contengono nulla. Insensato che università propongano corsi su materie che non hanno nulla di scientifico»

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Questa volta è polemico con i medici e le istituzioni, Roberto Burioni. Con l’avvicinarsi della stagione dell’influenza, il professore di Virologia dell’università San Raffaele di Milano si scaglia contro i camici bianchi che non si vaccinano: «Sono troppo pochi i medici che si vaccinano per l’influenza. Dovremmo partire da loro, che altrimenti danno un cattivo esempio e rappresentano un pericolo per i loro pazienti. E poi dobbiamo convincere le persone dell’importanza delle vaccinazioni. Nel nostro Paese, le coperture contro l’influenza sono vergognosamente basse».

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Pone quindi l’accento sulla «necessità di una campagna intensa per la vaccinazione antinfluenzale che, al momento, non vedo», continua Burioni. E allora si rivolge alle istituzioni: «Il ministero della Salute, ma anche le case farmaceutiche che da queste vaccinazioni traggono un giusto profitto economico, potrebbero impegnarsi maggiormente per promuoverle e per far sì che più persone si vaccinino migliorando la salute di tutti. Perché, anche in questo caso, chi è vaccinato trasmette meno la malattia».

Oltre ai vaccini, da qualche mese le sferzanti critiche del Professore sono indirizzate anche all’omeopatia, tema che dà il titolo al suo ultimo libro “Omeopatia. Bugie leggende e verità”: «L’omeopatia – spiega ai nostri microfoni – è una teoria che non ha alcuna plausibilità scientifica. La chimica ci dice che i preparati omeopatici non contengono nulla e quindi, com’è naturale ricavare da queste due considerazioni, l’omeopatia non ha alcuna efficacia».

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«Studi molto rigorosi – prosegue Burioni – dimostrano che non è utile per curare o per far regredire le malattie. E questi sono dati oggettivi, non sono opinioni. Se la scienza dice che 2 più 2 fa 4, non ci si può mettere d’accordo e dire che fa 3,8».

«E allora mi chiedo – conclude – qual è il senso che le università che propongono corsi sull’omeopatia danno al metodo scientifico. Come si fa da un lato ad insegnare la scienza e dall’altro tentare di trasmettere concetti che non hanno nulla di scientifico?».

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