Salute 21 Dicembre 2020 09:44

Andrea e Michele di Radio Deejay mettono all’asta una video chiamata per Telefono Amico

Per il Natale 2020 +71% di richieste di aiuto. Dalla vigilia a Santo Stefano volontari attivi 24 ore su 24 grazie ad un’asta solidale con artisti, cantanti e scrittori

di Federica Bosco

Gli italiani si sentono più soli. È questo uno degli effetti collaterali della pandemia da Covid che alla vigilia del Natale fa registrare un +71% di richieste di aiuto rivolte a Telefono Amico Italia, organizzazione di volontariato che da oltre 50 anni si prende cura delle persone con l’ascolto. Nei giorni 24, 25, 26 dicembre sarà attivo 24 ore su 24 per rispondere a chi si sente solo grazie alla generosità di tanti cantanti, artisti e scrittori che hanno aderito alla speciale asta su Charity Stars. Alla chiamata hanno risposto anche Andrea Marchesi e Michele Mainardi, meglio noti come Andrea e Michele, voci celebri di Radio Deejay.

In che modo avete aderito all’asta benefica?

«Su Charity Stars abbiamo messo all’asta una nostra video chiamata, perciò confidiamo nella generosità delle persone che ci seguono, nonostante siamo consapevoli che sarà un Natale complicato. Anche da un punto di vista economico questo è un anno difficile, perciò quello che chiediamo è un aiuto per alzare questo valore. Ad oggi siamo a 150 euro, confidiamo di fare di più. La video chiamata permetterà di passare del tempo virtuale con qualcuno, fare gli auguri, raccontarci le esperienze reciproche. Abbiamo scelto la video chiamata perché Telefono Amico utilizza la voce sia per ascoltare che per confortare persone che hanno bisogno, e quindi anche noi abbiamo pensato di utilizzare questo strumento per riscaldare un po’ il cuore di qualcuno».

Come è stato il vostro anno segnato dalla pandemia? Cosa avete notato attraverso la radio, i vostri ascoltatori cosa vi chiedevano?

«Uno dei nostri claim è “Radio Deejay c’è” e c’è sempre stata, vorrei aggiungere, e da parte dei nostri ascoltatori questo è stato molto apprezzato. Non solo, la nostra squadra è percepita come una grande famiglia o come un gruppo di amici, e quindi gli ascoltatori che stanno vivendo una situazione emotivamente complessa, fatta di tante sfumature diverse tra solitudine, entusiasmo estivo e poi ancora lockdown, ritrovano nella radio un punto fermo di riferimento a cui aggrapparsi quando ci sono diverse situazioni da affrontare. La radio amica serve come il telefono amico. È una voce che fa riflettere, sorridere o ridere e comunque non fa sentire soli. E questo credo sia la cosa più importante in questo momento».

Cosa vorreste dire agli operatori sanitari che ci leggono?

«Michele ed io siamo abbastanza esperti in quel senso, perché vista la nostra collocazione oraria – dalle 6 della mattina – abbiamo tra i nostri ascoltatori tanti operatori sanitari che iniziano il turno alle sette, sono svegli, sono in macchina e si stanno spostando per andare al lavoro, quindi fanno parte della famiglia di “Deejay 6 tu” e ci sentiamo di dire loro grazie, ma in modo non retorico. Non li definiamo eroi perché sappiamo che a loro non piace essere definiti così, sono dei professionisti che si sono trovati ad affrontare una mole di lavoro straordinaria, i nostri amici medici hanno parlato di tsunami, perché non se l’aspettavano. In questa situazione di emergenza eccezionale, è emersa tutta la loro professionalità, ma non solo; è qualcosa di più che va a sfociare in qualità umane straordinarie. Ricordo il volto di quella infermiera di Cremona, nostra concittadina, che è diventato il simbolo del lavoro fatto dagli operatori di settore. Ecco, quel volto ci dice quanto hanno sofferto, lottato e sprigionato una capacità di non arrendersi mai che oggi li contraddistingue. Questo sarà un Natale particolare che di sicuro non ci dimenticheremo. I nostri migliori auguri vanno a medici, infermieri e a tutti gli operatori sanitari per il lavoro che quotidianamente svolgono in corsia, sul territorio e nelle terapie intensive. Un augurio anche a voi tutti di Sanità Informazione per le notizie che ci portate quotidianamente. Infine, l’augurio per tutti è di ricaricare le batterie e stare con le persone a cui volete bene».

 

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