Salute 15 Luglio 2019

Alzheimer, sbarca negli Stati Uniti il primo kit per la diagnosi precoce

Ogni anno 9,9 milioni di nuovi casi della malattia. Nel mese dedicato dall’Organizzazione mondiale della sanità all’auto-cura, via al programma che permette di diagnosticare la presenza di fattori di rischio della malattia tra cui il Rame Libero

di Federica Bosco

Il rapporto mondiale Alzheimer 2019 stima ogni anno 9,9 milioni di nuovi casi di demenza, pari ad uno ogni 3,2 secondi. Solo negli Stati Uniti, l’Alzheimer colpisce oltre 5,8 milioni di persone di età superiore a 65 anni ed e la sesta cause di morte. Si stima che nel 2025 arriveranno a 14 milioni.  Se nel 2019 la malattia di Alzheimer e le altre forme di demenza costeranno al sistema sanitario nazionale americano circa 290 miliardi di dollari, nel 2050 arriveranno a costare oltre mille miliardi di dollari.

In Italia, secondo la Federazione Alzheimer nel 2018 il numero dei malati è stato di 1.241.000: di questi il 73,9% è donna e quasi la metà (49,1%) ha tra i 75 e gli 84 anni. Il 46,4 vive in casa con il coniuge, il 28,7% con altri caregiver, mentre solo il 12,1% alloggia in residenze assistenziali.  Non essendoci una cura efficace per fermare o invertire la progressione della malattia, è evidente che il ruolo della prevenzione è fondamentale. Anche in considerazione del fatto che, con il rapido e progressivo aumento della popolazione anziana in tutto il mondo, il declino cognitivo legato all’età e la demenza stanno diventando sempre più frequenti e un onere sempre maggiore per i sistemi sanitari in tutto il mondo. A fronte di una progressiva carenza di operatori sanitari, che si stima potrebbe arrivare a circa 13 milioni nel mondo entro il 2035, l’Oms, lo scorso 24 giugno, ha inaugurato il mese dell’auto-cura, diramando le prime linee guida sugli interventi da fare per la salute.

A raccogliere per primi la sfida sono stati gli americani con un programma di prevenzione che parte dal web.  A fare da apripista Igea Pharma NV, healthtech company attiva nella prevenzione della malattia di Alzheimer e diabete di tipo 2 che lancia sul mercato americano Alz1, una piattaforma con un programma di prevenzione dell’Alzheimer basato sulla misurazione del rame libero, un fattore di rischio associato alla malattia. Un elevato livello di rame libero, infatti ne aumenta in modo significativo (fino a oltre tre volte) il rischio.

Il programma è una rivoluzionaria piattaforma che comprende un kit di misurazione oltre ad un integratore naturale per la riduzione ed il controllo dei livelli di Rame Libero.

Alz1 permette di raccogliere un campione di sangue ed inviarlo per le analisi ai laboratori certificati dell’azienda, presso una infrastruttura di ultima generazione, modello Hipaa, con una tecnologia all’avanguardia nel rispetto dei massimi standard di sicurezza e privacy. L’obiettivo è facilitare e promuovere l’accesso a programmi di prevenzione proattiva per una malattia ad oggi non curabile ed in forte crescita.

 «Il principio alla base di Igea Pharma è creare un modello di business ricorrente nel quale le attività di prevenzione dovranno essere ripetute su base annua – afferma Diego Mortillaro, Ceo di Igea Pharma – Oggi la maggior parte delle attività di prevenzione della salute sono condotte in modo occasionale e senza una strategia di medio e lungo termine. Noi, invece, proponiamo di reinventare la medicina preventiva nel settore delle malattie neurodegenerative e del Diabete di Tipo 2, facendo leva su innovazioni regolamentari e semplificazioni ottenute grazie a tecnologie digitali, per rendere la prevenzione più semplice, veloce ed efficace».

Oltre al Kit di misurazione del Rame Libero, Igea Pharma mette a disposizione un integratore (Alz1 Tab) basato su ingredienti naturali per la riduzione ed il controllo del livello di rame libero. Entrambi sono protetti oltre che da brevetti internazionali anche da un know-how unico frutto di oltre 20 anni di ricerca scientifica.

 

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