Salute 19 Luglio 2018

Alcol e fumo possono cambiare i colori del mondo. Il daltonismo spiegato dal Professor Troiano (SOI)

La visione alterata dei colori può essere causata da un difetto congenito, da malattie del nervo ottico o dal consumo eccessivo di alcolici e tabacco. Non c’è terapia ma oggi esistono degli occhiali per migliorare la visione dei colori. Ma non sono per tutti…

Immagine articolo

Forse non tutti sanno che vedere i colori alterati non dipende solo dalla genetica. Quello che generalmente, ed erroneamente, viene definito daltonismo, in realtà non comprende tutte le anomalie della visione cromatica. Alcune, in gergo “discromatopsie acquisite”, possono essere causate da malattie del nervo ottico o dall’eccessivo uso di alcol o di sigarette. Ed è proprio l’anomalia alcolica-tabagica la forma più classica. Bere e fumare smodatamente possono quindi, letteralmente, cambiare i colori del mondo che vediamo. In particolare, possono alterare la visione dell’asse blu-giallo.

«La visione dei colori – ci spiega Pasquale Troiano, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Oculistica dell’Ospedale Fatebenefratelli “Sacra Famiglia” di Erba (CO) e Presidente del Comitato Tecnico Scientifico SOI (Società Oftalmologica Italiana) – si basa sui tre colori fondamentali: il rosso, il verde e il blu, che si mescolano dando luogo alle infinite sfumature che vediamo. Questi tre colori si distribuiscono su due assi cromatici, l’asse rosso-verde e l’asse blu-giallo. Le alterazioni sull’asse blu-giallo sono causate da fattori esterni, mentre le alterazioni sull’asse rosso-verde sono causate da un difetto congenito e sono il vero e proprio daltonismo».

Il daltonismo è quindi una malattia genetica causata da un’anomalia del cromosoma X. Colpisce quindi molto più frequentemente i maschi, mentre le femmine possono trasmettere il carattere ma normalmente non hanno la manifestazione clinica. Le persone che vedono i colori in modo anomalo potrebbero rappresentare l’8-10% della popolazione. Una stima al ribasso perché non tutti ne sono consapevoli: «La diagnosi non è semplicissima – spiega Troiano – perché il test non viene eseguito nel corso di una visita oculistica classica. O si ha una visione alterata molto pesante di un colore, di cui il paziente si rende conto da solo, oppure, se riguarda delle sfumature evidenziabili solo ai test, sfugge integralmente».

LEGGI ANCHE: IL GLAUCOMA COLPISCE UN MILIONE DI ITALIANI, MA LA META’ NON LO SA. LE CONSEGUENZE FISICHE E PSICOLOGICHE 

Un giorno potremmo quindi scoprire di aver sempre visto alcuni colori in modo diverso rispetto agli altri, oppure non accorgercene mai. Perché l’oculista non propone il test a tutti i pazienti, allora, e non solo a chi sospetta di vedere i colori male? «Se il paziente non lamenta sintomi – risponde il Professore – vuol dire che l’alterazione è così sfumata che nemmeno se ne accorge. E comunque sul piano terapeutico non si può far nulla, visto che non c’è una terapia disponibile».

Non si può curare, quindi, ma oggi esistono degli occhiali che permettono di migliorare la visione cromatica di coloro che hanno un deficit profondo. «Si tratta di filtri – spiega Troiano – che permettono di enfatizzare il colore più difficoltoso, ma vengono utilizzati solo da chi ne ha veramente bisogno, ad esempio per motivi professionali. Pensi cosa può significare fare un disegno al computer con un programma che ha 300 righe di sfumature diverse e non distinguerle. In quel caso l’occhiale ha una sua utilità. Ma per il resto – conclude l’oculista -, finito il disegno o superato l’effetto sorpresa che si prova nello scoprire i veri colori del mondo, il paziente continuerà ad utilizzare i suoi occhi come ha sempre fatto».

LEGGI ANCHE: CATARATTA, NUOVE TECNOLOGIE RENDONO L’INTERVENTO PIÙ SICURO E CORREGGONO TUTTI I DIFETTI DELLA VISTA 

 

SEGUICI ANCHE SU FACEBOOK <— CLICCA QUI

 

Articoli correlati
Oftalmologia, arriva dalla Sicilia la terapia innovativa per l’edema maculare diabetico
La cura che migliora la qualità della vita e riduce i costi a carico del SSN, Chines (SIFI):  «Per i pazienti una sola infiltrazione intravitreale ogni tre anni e non più una ogni tre mesi»
di Isabella Faggiano
Sifi annuncia l’espansione sul mercato francese con l’acquisizione di Dacudoses e Novoptine
SIFI, la principale società farmaceutica oftalmica italiana, è lieta di annunciare l’acquisizione da Laboratoire Gifrer Barbezat di Dacudoses e Novoptine, marchi leader tra gli antisettici oftalmici in Francia, con un fatturato totale di circa 6 milioni di euro. Dacudoses è il marchio leader negli antisettici da prescrizione rimborsati in Francia, prescrivibile da oftalmologi e medici […]
Ambliopia, ne soffre un bambino su trenta. L’impegno dei Lions club con “Sight for kids”: screening e opuscoli per battere “l’occhio pigro”
Fotofobia e strofinamento degli occhi sintomi da non sottovalutare. L’oculista Amerio: «Non esistono segnali evidenti pertanto il rischio che questa condizione non venga riconosciuta per tempo e diventi irreversibile è molto alto». Al foglio informativo hanno lavorato anche gli artisti Luca Blengino e Toni Cittadini
di Federica Bosco
La Società Oftalmologica Italiana compie 150 anni. Piovella (Presidente SOI): «Garantire a tutti le migliori terapie»
«Il nostro obiettivo è dare le cure migliori a tutti, noi non vogliamo fare scelte o discriminazioni. Per me una persona ha lo stesso valore di un'altra, indipendentemente dall’età o dalla professione che svolge». Queste le parole del Presidente della SOI a Sanità Informazione
Oculisti, concluso il congresso Goal. Il segretario Mazzacane: «Un successo, ora ci aspetta l’Europa»
Oltre 400 oculisti si sono dati appuntamento a Roma per discutere di novità terapeutiche, responsabilità professionale e diagnosi delle più comuni patologie oculari
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Salute

Il medico di famiglia che paga di tasca propria lo psicologo per i suoi pazienti: la storia di Antonio Antonaci

A Galatina i “precursori” del decreto Calabria. La psicologa: «La compresenza di queste due figure professionali all’interno dello studio di medicina generale limita l’assunzione di farmaci e...
di Isabella Faggiano
Lavoro

Riposo dopo la reperibilità, Spedicato (Fems): «In altri Paesi europei sempre garantito recupero di 24-48 ore»

La delegata della Federazione europea dei medici salariati illustra il funzionamento dell’istituto della reperibilità nel resto d’Europa: in Slovenia c’è una soglia limite oltre la quale diven...
di Giovanni Cedrone e Giulia Cavalcanti
Lavoro

Pronta reperibilità, ecco perché il nuovo contratto dei medici potrebbe violare la direttiva europea sulle 11 ore di riposo

L’ipotesi di CCNL dei medici, all’articolo 27, sembra derogare dalla direttiva Ue 88 del 2003 che sancisce le 11 ore di riposo consecutive. Sindacati sul piede di guerra. I casi di Francia, Spagna...
di Cesare Buquicchio e Giovanni Cedrone