Salute 22 dicembre 2017

Aidos: «Disparità di genere, conseguenze gravi su tessuto sociale e su economia»

L’Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo lancia l’allarme: «Donne maltrattate e senza reddito condizionano la comunità socialmente, culturalmente ed economicamente»

«La disparità di genere non solo non garantisce un buon accesso alla cure ma si ripercuote negativamente su tutto il sistema economico prima nazionale e poi mondiale» lo spiega Serena Fiorletta, Responsabile della comunicazione di Aidos (Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo), Onlus che promuove e tutela i diritti di tutte le donne.

Intervenuta all’incontro  ‘Orizzonte e prospettive G7’, organizzato dal Gruppo Salute Globale di GCAP -Coalizione italiana contro la povertà insieme a Friends of Global Fund Europe, la portavoce della ONG ha evidenziato che «in questo senso è decisivo l’ultimo rapporto UNFPA (Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione) che ha presentato un resoconto sullo stato della popolazione del mondo nel 2017, sulle disuguaglianze, in particolare sulla condizione economica di donne e ragazze, sulla disparità di genere e l’accesso alla salute sessuale e riproduttiva. Dal rapporto risulta evidente che la disuguaglianza di genere attraversa trasversalmente il pianeta; in particolare il nesso importante è tra disuguaglianza economica, quindi difficoltà di accesso ad istruzione, reddito e lavoro, e difficoltà di accesso alla salute, in particolare alla salute sessuale riproduttiva».

«Quello che il rapporto sottolinea e che rimarca Aidos da moltissimi anni – prosegue – è la correlazione tra vari campi: laddove vengono negati i diritti sul lavoro, automaticamente viene negato anche l’accesso all’istruzione e alla salute. Indubbiamente c’è anche un gravissimo problema di violenza. La violenza maschile contro le donne è purtroppo diffusissima ed ha differenti declinazioni culturali, per esempio la violenza economica non permette alle donne di godere di un reddito e questo si ripercuote anche sui figli. In varie occasioni inoltre si discute della figura femminile solo nel ruolo di madre o di moglie, quando è invece fondamentale soffermarsi sull’intero ciclo di vita e quindi sulla sua salute a 360 gradi».

«Una donna deve poter decidere quando e se volere dei figli, si tratta di un diritto che va rispettato e tutelato» spiega Grazia Panunzi, Presidente di Aidos, che lavora nel mondo della cooperazione da oltre vent’anni. «La libertà di scegliere è anche avere una capacità negoziale in termini di reddito, quindi un salario è un elemento importante per la vita di qualsiasi donna come l’educazione e l’istruzione, altro settore su cui la nostra associazione lavora moltissimo».

«Il nostro obiettivo – conclude la Presidente – è portare delle buone pratiche all’attenzione dei governi che possano intervenire politicamente nei propri Paesi e garantire la cooperazione internazionale».

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