Professioni Sanitarie 14 Maggio 2020

Podologi, Ponti (Aip): «Geloni “sorvegliati speciali”. Possibile correlazione con il Covid-19»

Il presidente dell’Associazione italiana podologi: «In prima linea per il riconoscimento della nostra professione nel SSN. L’assenza di podologi negli ospedali è un grave danno per i pazienti, costretti a pagare le cure di tasca propria»

di Isabella Faggiano

Monitorare la comparsa di macchie simili a geloni, soprattutto tra bambini e adolescenti, per scovare una possibile correlazione con il Covid-19: è stato questo uno dei principali impegni dei quasi 2mila podologi italiani durante il lockdown ed anche ora, nella fase 2 della pandemia. «Siamo stati invitati ad una sorveglianza speciale – dice Valerio Ponti, presidente dell’Associazione italiana podologi -, poiché alcuni studi nazionali ed internazionali avrebbero collegato la comparsa di queste lesioni cutanee al Covid-19. Macchie rosacee o violacee, anche di pochi millimetri, che evolvendosi possono diventare quasi nere. Compaiono alle estremità degli arti, più frequentemente sulle dita dei piedi. Ma, per ora, il possibile collegamento tra queste manifestazioni cutanee e il Covid-19 non è stato accertato scientificamente, poiché i pazienti osservati sono ancora troppo pochi e non tutti sono stati sottoposti al tampone per confermare la positività al virus».

I podologi italiani hanno fornito il loro supporto soprattutto attraverso la teleassistenza: «In particolare – spiega Ponti -, quando contattati da un paziente preoccupato per la comparsa di geloni, lo abbiamo invitato ad inviare video e foto periodicamente, per poi valutare l’evoluzione delle macchie e, eventualmente, indirizzarlo verso i percorsi previsti per i casi sospetti di Covid-19».

LEGGI ANCHE: I SEGNI SULLA PELLE DEL COVID-19. IL DERMATOLOGO: «TRA I SINTOMI ANCHE MANIFESTAZIONI CUTANEE, DALLE VESCICOLE AI GELONI»

La stessa assistenza a distanza è stata utilizzata anche per tenere sotto controllo tutti gli altri pazienti già in corso di trattamento, «nella maggior parte dei casi – sottolinea il podologo – in regime completamente gratuito. I pazienti con piede diabetico, reumatico, o con infezione in corso, considerati ad  altissimo rischio, invece, hanno ricevuto assistenza presso gli studi dei podologi, ovviamente con tutte le precauzioni del caso. Sebbene la chiusura dei nostri ambulatori non sia stata mai prevista, per senso civico e per tutelare la salute del cittadino – aggiunge il presidente Aip – ci siamo riservati i controlli vis à vis solo in caso di urgenze».

Presto gli studi professionali riapriranno a pieno regime. Ma, intanto, i podologi già lavorano alla realizzazione di numerosi progetti, alcuni di immediata realizzazione, altri più a lungo termine. «Purtroppo, a causa della pandemia, abbiamo dovuto annullare il nostro consueto Congresso nazionale, giunto alla 34esima edizione. Per questo, ora – spiega Ponti – stiamo dirottando l’aggiornamento professionale verso corsi di formazione a distanza. Inoltre, come associazione siamo in prima linea affinché la nostra professione sia presto riconosciuta all’interno del Sistema Sanitario Nazionale. La nostra categoria opera quasi totalmente in regime libero-professionale e l’assenza di podologi all’interno degli ospedali  è un grave danno per il cittadino, a cui non viene offerta alcuna prevenzione per le patologie podaliche. In questo modo – spiega il presidente Aip – rischiamo di avere pazienti di serie A, che possono permettersi una cura podologica privata, ed altri di serie B, che non hanno le risorse economiche per provvedere autonomamente ai trattamenti di cui hanno bisogno, con il rischio di vedere aggravata la propria condizione di salute. Un problema enorme soprattutto per quei soggetti che soffrono di piede diabetico e reumatico, patologie che l’Oms – conclude – ha definito “pandemie del futuro”».

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SANITÀ INFORMAZIONE PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO

Articoli correlati
Covid e gravidanza, studio ISS: su 875 donne con virus nessuna morte, il 2% in terapia intensiva
Una rete ISS monitora le donne positive in gravidanza: alla luce dei dati, la trasmissione del virus da madre a neonato sembra possibile ma molto rara e non influenzata dalla modalità del parto, dall’allattamento o dal rooming-in
Covid-19, Gimbe: «Frena contagio, restrizioni funzionano. Ma il colore delle regioni sbiadisce troppo in fretta»
Il monitoraggio settimanale di Gimbe conferma timidi segnali di rallentamento dell’epidemia, ma i numeri sono ancora molto elevati: oltre 165 mila nuovi casi e 5.055 decessi. Quasi 780 mila attualmente positivi, con soglie di saturazione di ospedali superate in 15 regioni e le terapie intensive in 16
Dal 21 dicembre al 6 gennaio vietati spostamenti tra Regioni: il Dl sul Natale “prudente”
Feste di Natale all'insegna di pochi intimi. Vietati i viaggi verso le seconde case. 25, 26 dicembre e 1 gennaio si potranno trascorrere solo nel proprio Comune. Permesso tornare presso la propria residenza
Covid-19, con ruxolitinib e cortisone possibile riduzione della mortalità del 70%
D’Alessio (Policlinico San Marco di Zingonia): «Dopo aver sperimentato diversi farmaci, questo, somministrato precocemente, ha dato risultati interessanti in attesa del vaccino»
di Federica Bosco
Il Covid-19 acuisce ansia e stress. Con “niente paura” arriva un aiuto in piu’!
www.nientepaura.info, un sito dedicato a chi soffre di disturbi d’ansia, stress e insonnia. Consigli degli esperti per gestire questi eventi e ritrovare il benessere psicologico
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 3 dicembre, sono 64.527.868 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 1.493.348 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 3 dicembre: ...
Voci della Sanità

Manovra 2021, prevista indennità per gli infermieri. Beux (FNO TSRM e PSTRP): «Offesa alle altre professioni sanitarie, si premi il merito»

L’articolo 66 della bozza della Legge di Bilancio prevede una indennità di “specificità infermieristica” in vigore a partire dal primo gennaio 2021. Ma il Presidente del maxi Ordine delle prof...
Salute

Covid-19, Stefano Vella: «Dall’HIV abbiamo imparato che i virus vanno affamati»

Intervista a Stefano Vella dell'Università Cattolica di Roma: «Pandemia dichiarata colpevolmente in ritardo, ci siamo fidati della SARS. Testare tutti è impossibile, dobbiamo raggiungere una copert...
di Tommaso Caldarelli