Professioni Sanitarie 9 Gennaio 2020 13:25

#UnGiornoCon | l’audioprotesista: il rapporto con il paziente inizia con l’applicazione del presidio

Qual è la giornata tipo di un audioprotesista? Lo abbiamo chiesto al dottor Emanuele Lucci, audioprotesista da più di trent’anni e direttore delle Attività Didattiche Professionalizzanti “Tecniche audioprotesiche” all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

di Giovanni Cedrone e Viviana Franzellitti

L’Audioprotesista è un professionista sanitario che lavora per correggere e riabilitare i deficit della funzione uditiva. È la figura che si occupa di scegliere, fornire e soprattutto adattare al paziente il corretto apparecchio acustico. «La giornata tipo di un audioprotesista si svolge ricevendo i pazienti e ascoltando le loro esigenze e problematiche – spiega a Sanità Informazione il dottor Emanuele Lucci, indiscusso veterano del mestiere da più di trent’anni. «Non dobbiamo dimenticare, infatti, un aspetto fondamentale: le tecniche audioprotesiche sono tecniche assistenziali e, a differenza di ciò che si possa pensare, il vero rapporto con l’utente inizia, e non termina, con l’applicazione del presidio».

Una volta accertato un calo dell’udito da parte dello specialista, l’audioprotesista prende il carico il paziente a 360°: «Il nostro compito è ascoltarlo, per capire qual è la percezione acustica che ha nella vita di tutti i giorni – precisa il dottor Lucci – e dare tutte le indicazioni e istruzioni per la pulizia e manutenzione periodica dell’apparecchio». Un ruolo fondamentale, va da sé, per la riuscita e il buon esito della protesizzazione.

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Nel tempo gli apparecchi acustici sono migliorati notevolmente, ma è sempre l’audioprotesista che, attraverso specifici esami in grado di fornire un quadro audiologico preciso, deve scegliere la giusta soluzione protesica e programmare l’apparecchio nel modo giusto.

È per questo che «una grossa parte del lavoro dell’audioprotesista è dedicata all’aggiornamento – conclude il dottor Lucci -. Quasi tutte le settimane abbiamo formazione su nuovi prodotti, software e strategie di protesizzazione. I presidi che applichiamo oggi sono ad alto contenuto tecnologico e hanno bisogno di una formazione continua che, tra l’altro, è richiesta dalla legge».

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