Politica 3 Giugno 2020

Sorveglianza epidemiologica, piano pandemico, ruolo del CTS: le tre interrogazioni di Silli (Cambiamo) al Governo

Il deputato Giorgio Silli porta in Parlamento le analisi del gruppo di lavoro del professor Pierfrancesco Belli (Incer Institute), anticipate da Sanità Informazione: in particolare chiede all’esecutivo perché non sia stato attuato il Piano pandemico (fermo al 2010). Poi chiede di rendere pubblici i verbali del CTS

Tre interrogazioni parlamentari per far luce su quanto accaduto, ad ogni livello, in questi tre mesi di emergenza Covid19 e che ripercorrono il lavoro del professor Pierfrancesco Belli, presidente della Commissione rischi ed etica sanitaria di Incer Institute e della Commissione rischi sanitari e disabilità di Cisa – Centro inter-accademico per le scienze attuariali e la gestione, e del dottor Riccardo Panerai.

Temi in larga parte anticipati da Sanità Informazione negli articoli “Avvisi ignorati, zero scorte di dpi, scarsa sorveglianza epidemiologica: il flop del Piano pandemico fermo a dieci anni fa” e “Dal CNESPS al CIRI, così il taglio di alcuni enti ha indebolito la sorveglianza epidemiologica e la lotta al Covid-19” che riguardano l’inadeguatezza del Piano pandemico attualmente in vigore, fermo al 2010, e la sua mancata applicazione dopo la proclamazione dell’emergenza, oltre alle falle nel sistema di sorveglianza epidemiologica, depotenziato da anni di spending review.

A presentarle è stato il deputato Giorgio Silli di “Cambiamo”, movimento politico fondato dal governatore della Liguria Giovanni Toti.

Tutte le interrogazioni sono rivolte alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministro della Salute e sono ‘a risposta scritta’, non saranno cioè discusse in Aula.

Ruolo del CTS e Piano pandemico. Nella prima ci si interroga sulla scelta dei membri Comitato Tecnico Scientifico e sulla mancata applicazione del Piano pandemico. Si chiede infatti «quali siano stati i reali parametri scientifici per la scelta dei componenti dei vari Comitati tecnico scientifici che in questi mesi di emergenza hanno indirizzato la politica governativa» e c’è la richiesta di «rendere pubblici i verbali delle riunioni degli esperti» proprio per fugare ogni dubbio sulle scelte prese dall’esecutivo. In un altro passaggio dell’interrogazione si fa riferimento alla «stretta parentela con i virus SARS-CoV del n-CoV2 poi denominato SaRs-CoV-2». Un legame che avrebbe imposto l’adozione del Piano pandemico elaborato anni fa per fronteggiare la Sars: «Non è chiaro – si legge – perché non si sia intervenuti sulla base delle procedure esistenti quali, ad esempio, il piano di prevenzione e risposta a pandemia, 2005-2010, redatto dal CCM – Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie considerando che dal 24 gennaio risulta ufficialmente la prova della trasmissione uomo-uomo e si fa riferimento alle precedenti outbreaks di Sars e Mers per la trasmissione».

LEGGI LE INTERROGAZIONI AL GOVERNO DI SILLI

Covid Hospital e sorveglianza epidemiologica. Nella seconda interrogazione, sempre a firma Silli, si fa riferimento alle falle nel sistema di sorveglianza epidemiologica delle malattie infettive. Secondo Silli il virus si è abbattuto come uno tsunami «anche per colpevoli omissioni interne ed internazionali e ha trovato terreno fertile in una politica inappropriata, nella sua miopia, inadeguatezza, mancanza di rapidità; nella inefficacia della prevenzione, nelle pieghe di interessi economici diffusi, nella inesistente capacità di visione strategica».

«Nonostante i tagli pesanti – si legge – il Sistema sanitario disponeva e dispone di norme di riferimento e di strutture specifiche, articolate, finalizzate alla sorveglianza, prevenzione e risposta alla diffusione di malattie infettive».

Alla luce di ciò Silli vuole sapere «perché non si è disposta subito la sollecita riconversione dei piccoli ospedali dismessi, in aree per le terapie intensive invece di procedere con nuove strutture mobili, inutili su un piano di programmazione ordinaria di posti letto, considerando anche l’aumento delle criticità legato all’invecchiamento della popolazione». Contesta il mancato accoglimento (in data 22 febbraio) dell’indicazione su «l’urgente necessità di allestire degli ospedali esclusivamente riservati a ricoverati per COVID-19, così da evitare promiscuità con altri pazienti e quindi diffusione del virus nelle strutture ospedaliere». Inoltre «non è stato richiesto dall’inizio, viste le caratteristiche della infezione riportate nelle prime notizie circa una possibile origine da laboratorio BLS4, l’intervento ed il coordinamento con gli specialisti medici delle Forze armate, anche in base a quanto previsto ex legge n. 138 del 2004 e successive modificazioni».

Zona rossa ad Alzano e precedenti casi di polmonite. Nella terza interrogazione il deputato di Cambiamo si chiede perché, «nonostante le comunicazioni dall’OMS e/o da altri enti e/o da autorità cinesi direttamente, su specifiche dei primi casi di infezione e sui primi studi in merito» e del fatto che si era a conoscenza dei numerosi casi «anomali» di polmonite riconosciuti nel mondo anche nei mesi precedenti allo scoppio dell’epidemia di Sars-Cov-2 (Settembre 2019 – polmonite alto mantovano; Ottobre 2019 – polmonite Stati Uniti; Ottobre 2019 – polmonite nella bergamasca; Novembre 2019 – polmonite Mongolia), non si sia a conoscenza «di provvedimenti presi in merito all’attivazione del sistema di sorveglianza». Infine il riferimento alla zona rossa di Nembro e Alzano, mai istituita, e su cui sta indagando la Procura di Bergamo: «Non è chiaro sulla base di quali documenti/studi/ricerche il Governo ha deciso di operare in tal senso. il Governo avrebbe dovuto fornire immediatamente al Parlamento: a) la nota riservata dell’Istituto superiore di sanità che evidenziava, appunto, dal 2 marzo, «l’incidenza di contagi da Covid-19 nei comuni bergamaschi di Alzano Lombardo e Nembro, e anche in quello bresciano di Orzinuovi, raccomandandone l’isolamento immediato e la chiusura, con la creazione di una zona rossa come quella di Codogno».

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SANITÀ INFORMAZIONE PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO

Articoli correlati
Nuovo report cabina di regia: «Ancora un aumento dei casi. Mantenere misure di precauzione ed evitare assembramenti»
«Il grande impegno di tutta la popolazione nella fase di riapertura ed il mantenimento di misure rigorose permette oggi di avere un impatto più contenuto sulla salute della popolazione e sul sistema sanitario rispetto ad altri paesi europei»
Covid, Gimbe: «+10 mila casi in una settimana. In cima Lazio e Campania, aumentano i ricoveri»
Il presidente della fondazione Gimbe Nino Cartabellotta invita a concentrarsi su testing & tracing, numeri in costante aumento da un mese
Covid, Consulcesi & Partners: «Boom di denunce contro i medici, via a task force per difesa categoria»
Secondo il procuratore aggiunto di Roma, sono cresciute le denunce di pazienti e familiari su presunta responsabilità medica per aver contratto il Covid-19. Da Consulcesi & Partners un aiuto per tutelare le ragioni degli operatori sanitari
Trattativa pensioni, Cignarelli (Codirp): «Utilizzare risorse del Recovery Fund per prepensionare lavoratori a rischio Covid»
Ai nostri microfoni, la Segretaria generale della Confederazione Dirigenti della Repubblica spiega cosa non sta andando ai tavoli di trattativa con il Ministero del Lavoro e quali sono le soluzioni per riformare il sistema (e prevedere maggiore flessibilità in uscita)
Intelligenza artificiale e medicina: «In Italia ancora troppo poche le competenze nel pubblico»
La rivista Nature fa il punto sulle procedure di clinical trial assistite da algoritmi. Caruso (AISDET): «Vedo rischi nell’uso dei fondi Recovery Plan»
di Tommaso Caldarelli
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 25 settembre, sono 32.234.685 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 983.042 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 25 settembre: Ad oggi in...
Salute

Covid, Cavanna: «Casi severi in aumento, riabilitare l’idrossiclorochina. Pazienti vaccinati sembrano avere prognosi migliore»

L’oncologo famoso in tutto il mondo per le sue cure anti Covid a domicilio spiega: «Estate tranquilla ma ora qualcosa è cambiato». Presto sarà pubblicato uno studio sulla sua metodologia di cura...
Formazione

Test di Medicina 2020, ecco come è andata: la cronaca dalle università di Roma, Firenze, Milano, Napoli e Bari

Oltre 66 mila candidati per 13.072 posti disponibili. Tra speranze, sogni, proteste e irregolarità, anche quest’anno il Test di medicina ha fatto parlare di sé. Pubblicate le risposte corrette al ...