Politica 5 Luglio 2018 11:35

Sanità, l’ex Ministro De Lorenzo: «Regionalismo ha creato diseguaglianze. Occorre intervenire con poteri sostitutivi»

L’ex titolare del dicastero di Lungotevere Ripa, oggi Presidente della FAVO, chiede a Giulia Grillo interventi sulle reti oncologiche: «Bisogna attivarle in tutte le Regioni per garantire a tutti cure adeguate»

Sanità, l’ex Ministro De Lorenzo: «Regionalismo ha creato diseguaglianze. Occorre intervenire con poteri sostitutivi»

«Al nuovo Ministro della Salute chiederei di creare reti oncologiche in tutte le Regioni perché solo così si può garantire al malato il diritto ad essere curato nel modo migliore». Francesco De Lorenzo, ex Ministro della Sanità dal 1989 al 1993, è oggi un esperto di cure oncologiche essendo da anni Presidente della FAVO, Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia, una rete di organizzazioni che aiutano i malati di cancro. Lo incontriamo al Congresso dell’Anaao-Assomed dove ha partecipato al dibattito con altri ex Ministri della Sanità, da Rosy Bindi a Mariapia Garavaglia, da Beatrice Lorenzin a Renato Balduzzi. Al nuovo Ministro Grillo consiglia di potenziare le reti oncologiche e di intervenire sul problema delle diseguaglianze in sanità tra le Regioni. «Se non si agisce – spiega De Lorenzo a Sanità Informazione – rispetto a una regionalizzazione così spinta come in Italia c’è il rischio che il cittadino che vive in una Regione abbia un trattamento totalmente diverso da quello che vive in un’altra Regione e allora non viviamo più in un Paese unico. Altro che universalismo. Corriamo il rischio di andare ad una forma di disparità e diseguaglianza che penalizza sempre di più i malati».

Si è insediato da poco il nuovo Ministro della Salute. Lei da ex titolare della Salute che consigli darebbe al nuovo Ministro?

«Io posso dare consigli che si basano su conoscenze dirette per quanto riguarda l’oncologia. Ritengo che un aspetto importante che il Ministro dovrebbe prendere in considerazione è quello di battersi affinché in tutte le Regioni si attuino le reti oncologiche regionali perché solo attraverso la presa in carico complessiva del malato di cancro si può garantire anche attraverso l’accompagnamento del malato nelle varie fasi quelli che sono i migliori trattamenti possibili e anche tener conto che attraverso le reti si garantisce al malato il diritto ad avere i farmaci nel posto giusto, nel momento giusto così come attraverso le reti oncologiche si garantisce al malato di poter accedere a quelle strutture di chirurgia oncologica che hanno un maggior numero di casi trattati e quindi che hanno risultati migliori. Bisogna chiudere una serie di ospedali, soprattutto in quelle parti che riguardano patologie neoplastiche complesse come il pancreas, il fegato: abbiamo il 20% delle strutture in tutta Italia che operano meno di cinque casi per anno. Evidentemente in questi ospedali i malati vanno ma il risultato è di gran lunga inferiore a quello che potrebbero avere altrove. Quindi per i malati di cancro questo è un aspetto di fondamentale importanza: io spero che il Ministro guardi con particolare attenzione alla diffusione del bell’esempio che c’è in Piemonte e anche in Toscana e Emilia Romagna nelle altre Regioni del sud».

LEGGI ANCHE: RICERCA ONCOLOGICA, FEDERICA MAZZUCA VINCE IL PREMIO ROMA: «CI VUOLE TANTA ENERGIA, DETERMINAZIONE ED ENTUSIASMO»

La diseguaglianza nella sanità tra diverse Regioni e tra nord e sud del Paese è ormai un dato di fatto. Lei che ne pensa?

«Io credo il Titolo V abbia veramente creato 20 diversi sistemi sanitari regionali. Facevo l’esempio dell’AIFA, una agenzia nazionale. Ha per legge anche la rappresentanza delle Regioni, sono ben 5 gli assessori regionali all’interno dell’AIFA. Non è sopportabile che a fronte delle decisioni che l’AIFA assume per il rimborso dei farmaci poi ci siano le Regioni che valutino ancora una seconda volta se quel farmaco debba o meno andare nel prontuario regionale. Questo comporta ritardi che sono in contrasto con il diritto ad avere un trattamento terapeutico immediato. In Calabria, dove le commissioni per la revisione del prontuario si riuniscono una o due volte all’anno, i malati aspettano un anno per avere dei nuovi farmaci. Tutto questo è un aspetto che va sanato. Se l’Agenzia nazionale approva dei farmaci, questi vanno approvati immediatamente e somministrati ai malati ovunque essi risiedano: non è possibile che ci sia la fortuna di vivere in una Regione dove si è più o meglio curati rispetto ad altri che vivono in altre Regioni. Il diritto ad una uguale assistenza è un fatto fondamentale, per questo bisogna intervenire con i poteri sostitutivi. Io non sono contro le Regioni, ma se c’è una Regione nella quale i LEA non vengono applicati correttamente e non c’è l’assistenza domiciliare o le cure palliative, beh lì perché devono soffrire famiglie e malati? Deve intervenire lo Stato per dire: i soldi ce l’hai, devi fare necessariamente questo tipo di trattamento. Se non si fa questo rispetto a una regionalizzazione così spinta come in Italia (solo la Spagna è come l’Italia in tutta Europa) c’è il rischio che il cittadino che vive in una Regione abbia un trattamento totalmente diverso e allora così non viviamo più in un Paese unico. Altro che universalismo. Corriamo il rischio di andare ad una forma di disparità e diseguaglianze che penalizzano sempre di più i malati».

LEGGI ANCHE: IMMUNOTERAPIA ONCOLOGICA, GARASSINO (ISTITUTO TUMORI MILANO): «SFATIAMO IL MITO: IN ITALIA LA RICERCA È AD ALTISSIMI LIVELLI»

 

SEGUICI ANCHE SU FACEBOOK <— CLICCA QUI

 

Articoli correlati
La vita oltre il cancro: le piccole pazienti guardano al futuro e sognano la maternità
All’ambulatorio di Oncofertilità del Gemelli di Roma il primo prelievo di tessuto ovarico per la crioconservazione su paziente minorenne, Nanni (chirurgo pediatrico): «La chemioterapia può compromettere la fertilità, così è stata offerta alla bambina ed alla sua famiglia la possibilità di accedere a questo programma di crioconservazione»
Oncologia, Cavanna (Cipomo): «Limitare gli spostamenti dei malati, siano i medici a farlo»
Per il presidente del Collegio Italiano Primari Oncologi Ospedalieri Luigi Cavanna la sfida del futuro è quella di una oncologia del territorio efficace. «Ora è essenziale che i malati di Covid vengano curati a casa il più possibile e che si trovino dei percorsi riparati per i malati oncologici perché possano fare i loro esami» spiega Cavanna
di Francesco Torre
Tumore al seno e oncologia territoriale: le dieci priorità delle associazioni dei pazienti alle istituzioni
Il documento riunisce per la prima volta le proposte di A.N.D.O.S. onlus, Europa Donna Italia, F.A.V.O. Donna Incontra Donna onlus e Salute Donna onlus, per una presa in carico territoriale più vicina alle pazienti e alle loro famiglie
«Coinvolgeteci nei processi decisionali sui farmaci come fa EMA». La richiesta di 43 associazioni dei pazienti ad AIFA
Per Annamaria Mancuso, Coordinatrice del Gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”, «occorre trasparenza, vogliamo capire come vengono assunte alcune decisioni che incidono sulle nostre vite». L’EMA ha istituzionalizzato il coinvolgimento già dal 2005
di Francesco Torre
Tumori, presto nuovo reparto di radioterapia all’Asl Roma 4
Fra 2-3 anni verrà aperto nell'Asl Roma 4 un nuovo servizio di radioterapia per i pazienti oncologici
di Redazione
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 12 agosto, sono 588.479.576 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.430.693 i decessi. Ad oggi, oltre 12 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&...
Salute

Troppi malori improvvisi tra i giovani, uno studio rivela la causa

Alessandro Capucci, professore ordinario di malattie dell’apparato cardiovascolare, spiega come un eccesso di catecolamine circolanti possa determinare un danno cardiaco a volte fatale
Covid-19, che fare se...?

Per quanto tempo si rimane contagiosi?

È la domanda da un milione di dollari, la cui risposta può determinare le scelte sulla futura gestione della pandemia. Tuttavia, non c'è una riposta univoca...