Politica 30 maggio 2018

Sanità, i consigli dell’ex Ministro Garavaglia: «Mettersi sempre nei panni del paziente. Servono scelte drastiche per tutelare Ssn»

L’ex titolare del dicastero di Lungotevere Ripa sottolinea l’importanza di puntare su innovazione e tagli agli sprechi. Poi aggiunge: «Fondamentali i presidi sul territorio»

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Nonostante tutte le difficoltà riscontrate in queste ultime settimane, prima o poi ci sarà un nuovo governo. Un esecutivo che vedrà dunque un nuovo Ministro della Salute insediarsi nel dicastero di Lungotevere Ripa dopo i cinque anni di Beatrice Lorenzin.  Al nuovo titolare arrivano i consigli di chi conosce molto bene l’ambiente, Mariapia Garavaglia, già Ministro della Sanità del Governo Ciampi dall’aprile 1993 al maggio 1994, e prima ancora Sottosegretario, sempre alla sanità, per i governi De Mita e Andreotti. Lei dice di «fare il tifo per il Ministro», chiunque esso sia, e poi spiega quali sono le sfide per il futuro. «La priorità è la tutela vera del Sistema Sanitario Nazionale anche con scelte drastiche – afferma a Sanità Informazione Garavaglia -. Occorre evitare assolutamente gli sprechi per far si che quei fondi vadano immediatamente nella gestione della informatizzazione, della miglior equanimità fra nord e sud».

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Garavaglia, lei è stata Sottosegretario e Ministro della Sanità. Al prossimo Ministro cosa consiglia?

«È sempre difficile dare consigli perché ciascuno porta con sé esperienza, carattere e caratteristiche diverse. Però il Ministro della Salute è una persona che si deve ricordare che deve mettersi dalla parte del cittadino, dalla parte del paziente, deve cercare di capire qual è il bisogno, perché ci sono bisogni inespressi, tremendi. Dovrebbe chiedersi ogni volta: ‘Se io fossi al posto di quella persona, al posto di quei genitori, al posto anche di quel medico, al posto di chi dirige quella struttura’. Mettersi ‘al posto di’, di modo che si reagisce con velocità. Non è giustificabile perdere tempo quando si è Ministro della Sanità. Si prendono delle decisioni e si agisce. Ci sono degli organismi tecnici da consultare, l’Istituto Superiore di Sanità, il Consiglio Superiore di Sanità, ma una volta consultati si decide, quindi io al Ministro oso offrire questo suggerimento e glielo suggerisco con passione e con partecipazione perché faccio il tifo per il Ministro della Salute: faccia più in fretta possibile ogni volta che deve decidere perché mettersi nei panni dei nostri concittadini ci aiuta a lavorare meglio».

C’è una priorità che per il prossimo Ministro non sarà più rinviabile?

«Si, la tutela vera del Sistema Sanitario Nazionale anche con scelte drastiche. Occorre evitare assolutamente gli sprechi per far sì che quei fondi vadano immediatamente nella gestione della informatizzazione, della miglior equanimità fra nord e sud. Quindi c’è un sud da prendere in carico e c’è anche da portare a casa ulteriori finanziamenti. Quindi non solo evitare gli sprechi e quindi reinvestire ma anche chiedere ancora finanziamenti perché il nostro sistema merita una innovazione tecnologica e anche strutturale radicale. Ci sono ospedali vecchissimi che devono essere chiusi e basta e ci sono ospedali nuovi che vanno costruiti con una nuovissima concezione dell’ospedale. L’ospedale sarà il luogo della ricerca e della risposta acuta con tutte le tecnologie possibili. Tutti i soldi risparmiati per gli ospedali che non si devono più fare devono andare sulla medicina del territorio. Il cittadino più sta a casa a lungo o nelle strutture territoriali, meglio sta e meglio sta il Paese intero».

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