Politica 18 Maggio 2020

Fase 2, Zampa (sottosegretario Salute): «Serve risposta immediata della medicina del territorio. Test sierologici servono a poco»

Il Sottosegretario conferma gli incentivi per gli operatori sanitari: «La cifra stanziata dal Governo per gli operatori sanitari sarà integrata dalle Regioni». Sull’attività del Governo: «Abbiamo fatto tutto il possibile. Forse dovevamo guidare di più le Regioni su campagne di tamponi mirate»

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Dopo due mesi e mezzo di lockdown causa Covid-19 l’Italia prova la ripartenza. Un momento delicato che, se affrontato con leggerezza, potrebbe presto trasformarsi in un boomerang. Per questo gli occhi di Governo e Comitato Tecnico scientifico sono concentrati sui 21 parametri da attenzionare e che, se cresceranno, potrebbero portare a disporre nuove chiusure locali.

«È l’insieme di più di un criterio che fa scattare l’allarme rosso – spiega il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa a Sanità Informazione -. È chiaro che se l’indice di riproduzione del virus si alza in un certo territorio e tu non hai le strutture ospedaliere e, ad esempio, non sei in grado di fare tracciamenti e recuperare i contatti dei contagiati, scatta un alert molto importante».

Sarà dunque R0 il dato più attenzionato. Ma sarà decisiva anche la risposta sanitaria che una regione sarà capace di mettere in campo. «Bisogna essere in grado di contenere il contagio, di rintracciare i contatti di un contagiato e le strutture ospedaliere devono essere capaci di dare una risposta significativa – spiega il sottosegretario alla Salute -. Ma anche il territorio dovrà dare risposte perché abbiamo visto che la presa in carico immediata del territorio è stata la risposta più efficiente. All’inizio si è partiti molto con l’ospedale, chi non ha fatto così se l’è cavata molto meglio. Anche il caso tedesco lo dimostra. Però dove il territorio ha funzionato bene le cose sono andate meglio».

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«Il Governo ha fatto tutto quello che poteva – spiega Zampa – anche se aver fatto il massimo non significa aver fatto tutto bene. Tutto quello che abbiamo capito che si poteva e si doveva fare lo abbiamo fatto. Questo non significa che quel tutto fosse giusto. Penso ad esempio alle campagne mirate di tamponi. È vero che spetta alle Regioni ma forse dovevamo guidarle di più su questa cosa. Anche sui test sierologici ci sono state delle situazioni sbagliate, troppi protagonismi. Il sierologico serve a poco: serve solo a sapere che non abbiamo avuto il Covid-19. Sappiamo bene che l’80% degli italiani non l’ha avuto. Una volta che il campione te lo fa l’Istat, che cosa aggiunge il sierologico? Se dal sierologico scopriamo che una persona è positiva deve fare il tampone ma per il tampone servono 10-15 giorni di attesa. Quindi non serve a niente».

Zampa conferma infine che nel Dl Rilancio ci sarà il bonus per medici, infermieri e operatori sanitari che sono stati in prima linea in questa emergenza. La cifra è quella annunciata dal Ministro della Salute Speranza, 190 milioni di euro di incentivi in totale: «Sull’indennità c’è stato un grande equivoco – spiega Zampa -. Confermiamo che l’indennità ci sarà e sarà rivolta a tutti gli operatori sanitari. Poi ci sarà una integrazione da parte delle Regioni». La prime indiscrezioni sul Decreto parlavano di mille euro una tantum, ma per sapere l’esatta entità bisognerà aspettare la versione finale del Decreto attesa nelle prossime ore.

 

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