Politica 27 Gennaio 2020

Digitalizzazione e piano del rischio, la sanità lombarda supera l’esame Corte dei Conti. Cajazzo: «Efficienza sì, ma finalizzata alla sicurezza»

L’appello del direttore generale del Welfare di Regione Lombardia al Governo: «Fateci gestire la sanità secondo una logica di adeguatezza di risposte al bisogno»

di Federica Bosco

La strada per la piena efficienza della Regione passa attraverso la digitalizzazione. La sanità Lombarda supera l’esame della Corte dei Conti, nonostante qualche difficoltà nel rispettare i tempi di approvazione del bilancio. Il plauso arriva dalla sezione controllo della Corte dei Conti della Lombardia e dal consigliere Marcello Degni, durante il convegno che ha analizzato proprio la situazione della sanità lombarda a quasi tre anni di distanza dall’entrata in vigore della Legge Gelli Bianco. Degni ha rilanciato sulla necessità di avere una digitalizzazione per avere una contabilità che risponda pienamente alla normativa vigente.

LEGGI ANCHE: LEGGE GELLI: A CHE PUNTO SIAMO? SICILIANO (TRIBUNALE MILANO): «MEDICI DA TUTELARE»

«Da un punto di vista finanziario sicuramente la sanità lombarda ha delle buone performance – ha ammesso Degni – c’è un forte processo di digitalizzazione all’interno del sistema sanitario lombardo che stiamo seguendo e che in alcune aziende è andato più avanti di altri. Quindi è necessario stimolare e fare in modo che le buone pratiche si estendano in tutto il sistema. La digitalizzazione è un fatto fondamentale, ad esempio,  nei quattro istituti di ricerca della Lombardia perché solo attraverso un sistema molto sofisticato si riesce a separare la ricerca dall’assistenza sanitaria ed avere una contabilità che risponda pienamente alla normativa vigente. In generale, la digitalizzazione è molto importante per il fascicolo sanitario, per controllare esattamente e per fare un’analisi raffinata dei costi standard, mentre per le funzioni complesse è necessario un livello molto alto di digitalizzazione».

«Ricordo che Regione Lombardia è una regione virtuosa, in equilibrio di bilancio per la sanità ormai da 15 anni – ha sottolineato Luigi Cajazzo, direttore generale assessorato Welfare – ad esempio, non può assumere personale medico e sanitario perché c’è un tetto di spesa ed è limitata negli investimenti tecnologici perché, anche qui, ci sono tetti di spesa. Quello che chiediamo noi fortemente è che all’interno di una cornice di assoluto equilibrio economico finanziario la regione possa gestire la sanità, non secondo una logica di silos, ma secondo una logica di adeguatezza di risposte al bisogno. Credo che sia una questione di buon senso  che ci viene riconosciuta su tutti i tavoli e speriamo davvero che il dibattito politico si evolva in senso positivo».

«Efficienza sì, ma finalizzata alla sicurezza» ha rimarcato il direttore Cajazzo, nel suo intervento alla Corte dei Conti durante il medesimo convegno. «La sicurezza delle cure è centrale nel dibattito politico – ha spiegato – e nell’affrontare le questioni tecniche che sempre più riguardano il mondo della sanità. Anche recenti scelte fatte da Regione, come la chiusura di alcuni punti nascite o di qualche terapia intensiva neonatale, sono state dettate non solo dalla volontà di uniformarci a criteri nazionali, ma soprattutto all’esigenza che avvertiamo in modo assoluto di garantire la sicurezza dei nostri pazienti».

«Nel 2020 la Regione Lombardia svilupperà ancor di più il modello di sicurezza delle cure – ha aggiunto Cajazzo – sia attraverso la partecipazione all’Osservatorio nazionale, sia attraverso i piani di rischio che annualmente vengono redatti e consolidati nelle nostre strutture. Attentamente sono monitorate dal centro di gestione del rischio che si è insediato nella direzione generale Welfare proprio in attuazione della legge Gelli» ha concluso.

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