Politica 24 Febbraio 2021 14:54

Covid-19, Speranza: «Situazione epidemiologica in peggioramento, non saranno allentate misure. Attivate 25 zone rosse»

Il Ministro della Salute Roberto Speranza illustra al Senato la situazione sul fronte dell’emergenza Covid: quadro in peggioramento anche per colpa delle varianti. «In cinque regioni le terapie intensive sono occupate oltre il 30% e l’Rt nazionale sarà presto superiore a 1». Sul Cts: «Positiva l’idea di un portavoce unico»

Covid-19, Speranza: «Situazione epidemiologica in peggioramento, non saranno allentate misure. Attivate 25 zone rosse»

«Non ci sono le condizioni epidemiologiche per allentare le misure restrittive». Il Ministro della Salute Roberto Speranza ribadisce nel suo intervento al Senato quello che la cabina di regia e il Comitato tecnico scientifico vanno ribadendo da settimane: il trend dei contagi è in rialzo e in questo momento sarebbe un errore abbassare la guardia.

Parole abbastanza attese che però in qualche modo sono una doccia fredda per chi auspicava qualche riapertura come il leader della Lega Matteo Salvini e il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.

Speranza apre a una mini ristrutturazione del Comitato tecnico scientifico: «Tutto quello che può essere fatto per rendere più agile e tempestivo il Comitato tecnico-scientifico è sicuramente utile al nostro lavoro. Anche l’idea di una comunicazione più univoca e l’ipotesi di un portavoce è una proposta che può essere considerata positivamente».

Quadro epidemiologico in peggioramento

Speranza, alla luce dei dati preoccupanti che stanno arrivando negli ultimi giorni, non intende abbandonare la linea del rigore. «È vero – sottolinea il ministro – che il tasso di incidenza in Italia è migliore rispetto a quelli di altri paesi europei ma i dati epidemiologici vanno letti nella progressione. La cabina di regia ha confermato che ci sono segnali di tendenza verso un incremento dell’evoluzione epidemiologica. L’incidenza nazionale è passata da 133,13 a 135,46 casi per centomila abitanti. L’incidenza settimanale è lontana dal livello che consentirebbe l’identificazione e il tracciamento dei contatti», ha ricordato il Ministro che prima ha voluto anche fare un raffronto con le misure adottate dagli altri paesi occidentali: Francia, Spagna, Germania e Regno Unito hanno adottato misure restrittive stringenti e «persino la Svezia si è dotata di legge nazionale che conferisce al governo il potere di decidere un lockdown generale».

Per il resto Speranza fa parlare i numeri: in Europa si registra un contagiato ogni 10 abitanti e un deceduto ogni 530 abitanti. Nel mondo 112milioni di casi confermati e 2 milioni e mezzo di persone hanno perso la vita. Negli USA il virus ha provocato più morti della prima e della Seconda guerra mondiale e della guerra del Vietnam.

Il problema delle varianti

La realtà con cui dobbiamo fare i conti oggi si è quella delle “varianti”, un fenomeno molto preoccupante che potrebbe portare a un rapido balzo dei contagi e delle vittime.

«In cinque regioni le terapie intensive sono occupate oltre il 30%. A livello nazionale la media è al 24%. Si consolida un aumento complessivo del numero di persone ricoverate. Dieci regioni hanno un Rt maggiore di uno e l’Rt nazionale si avvia a superare la soglia di uno», chiarisce Speranza.

«La variante inglese è presente in modo diffuso sul territorio nazionale – spiega il ministro della Salute -. L’ultimo dato parla del 17,8% dei casi. Questa variante sarà prevalente nel nostro paese come lo sta diventando negli altri paesi europei ma per fortuna non compromette l’efficacia dei vaccini. La variante sudafricana e quella brasiliana potrebbero ridurre, seppur parzialmente, l’efficacia vaccinale. A seguito della comparsa delle varianti sono state implementate diverse zone rosse e arancione rafforzato. Cinque regioni hanno chiesto la necessità di 25 zone rosse. Tali misure restrittive sono indispensabili, comportano sacrifici ma non vi è altra strada».

Il prossimo Dpcm, che sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile, non potrà dunque che contenere misure rigorose ma Speranza ha sottolineato che c’è l’impegno del governo «per congrui ristori per quelle attività imprenditoriali che stanno soffrendo. Deve valere sia per le ordinanze nazionali, che d’ora in avanti andranno in vigore il lunedì, che per quelle regionali. La vittoria sanitaria è la prima mattonella per far ripartire l’Italia».

Piano vaccinale

Infine, il titolare della Salute ha dedicato un passaggio del suo intervento al piano vaccinale che, a causa del taglio delle forniture da parte di Astrazeneca, rischia di subire un’ulteriore battuta di arresto.

«Le regioni stanno rafforzando la loro capacità organizzativa. Si sono aggiunti ai vaccinatori anche i MMG del nostro paese. Voglio ringraziarli. La loro adesione è importante: sono oltre 40mila professionisti. Assicureranno alla campagna di vaccinazione nuova linfa. Abbiamo dunque una squadra di vaccinatori articolata e molto forte. Sappiamo che è decisiva la consegna puntuale delle dosi che abbiamo per tempo opzionato, cioè il 13,46% di vaccini spettante al nostro paese per ogni accordo sottoscritto».

Speranza ha poi specificato che «non regge l’idea di una proprietà esclusiva dei brevetti: «Il vaccino deve essere effettivamente un bene comune, un diritto di tutti e non un privilegio di pochi. La scelta che il governo intende promuovere è continuare a investire per sviluppare il sistema italiano della farmaceutica, un settore strategico nel quale l’Italia ha già investito nella produzione degli anticorpi monoclonali e nel vaccino Reithera».

I prossimi passaggi saranno il completamento della prima fase della campagna vaccinale: RSA, personale sanitario e cittadini over 80. E poi il via alla seconda fase con le categorie fragili affette da una o più patologie, il personale scolastico e quello dei servizi pubblici essenziali a cui sarà somministrato il vaccino Astrazeneca.

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