Politica 13 Febbraio 2020

Coronavirus, Speranza ai ministri della Salute UE: «Insieme possiamo farcela, ma servono prudenza e coraggio»

«Il 20% dei pazienti può avere bisogno di terapia intensiva e assistenza respiratoria. Sono numeri che possono mettere in difficoltà anche i servizi sanitari europei. E se il virus arriva in Africa, le conseguenze potrebbero essere molto gravi»

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«Insieme sono convinto che possiamo e dobbiamo farcela, ma in questo momento serve tanta prudenza, attenzione e molto coraggio». Questo il messaggio lanciato dal ministro Roberto Speranza al Consiglio dei ministri della Salute dell’Unione europea, riunitosi questa mattina a Bruxelles su proposta di Speranza stesso.

«Abbiamo a che fare con un problema serio che non possiamo in alcun modo sottovalutare – ha detto -. L’Europa può e deve dare una risposta forte e coordinata per evitare la diffusione del virus nelle nostre comunità. Nella provincia di Hubei e in particolare nella città di Wuhan la gestione sanitaria del virus è molto complicata, una volta che la sua diffusione arriva a numeri significativi. In base ai nostri studi, quasi il 20% dei pazienti può avere bisogno di terapia intensiva e assistenza respiratoria. Sono numeri che possono mettere in difficoltà anche servizi sanitari nazionali importanti e solidi come quelli che ci sono nell’Unione europea. Per questo dobbiamo oggi lavorare insieme per prevenire la diffusione con tempestività e coraggio, con politiche di prevenzione».

LEGGI ANCHE: CORONAVIRUS, IMPENNATA DI CASI. E L’OMS SCRIVE IL PIANO D’AZIONE SU RICERCA E RISORSE PER AFFRONTARE L’EPIDEMIA

«Noi in Italia – ha spiegato il ministro Speranza – abbiamo assunto misure rigorose seguendo il principio di massima cautela e massima precauzione. Abbiamo sospeso tutti i voli diretti da e per la Cina e abbiamo controlli serrati in tutti i porti e gli aeroporti del nostro Paese. È evidente che la partita fondamentale per fermare questo virus si gioca in Cina, ma noi dobbiamo fare tutto quello che è possibile per rallentare e fermare la diffusione globale».

«Inoltre sento una doppia responsabilità, non solo per l’Italia e per l’Europa, ma anche per il continente africano, a noi molto vicino geograficamente. I servizi sanitari africani sono molto più fragili degli europei e una potenziale diffusione del virus in quel pezzo di mondo potrebbe avere effetti molto gravi. L’Europa – ha concluso Speranza – deve dare una risposta forte e unitaria nel pieno sostegno del governo cinese di cui apprezziamo il lavoro straordinario condotto in questi giorni e con cui dobbiamo avere la più stretta collaborazione. Dobbiamo mettere insieme i migliori scienziati e rafforzare le nostre politiche di prevenzione».

LA COMMISSARIA UE ALLA SALUTE KYRIAKIDES: «SALVAGUARDARE LIBERTÀ DI CIRCOLAZIONE»

«I virus non conoscono confini, ma la libertà di circolazione nell’Ue deve essere salvaguardatA – ha detto la commissaria UE alla Salute Stella Kyriakides -. L’approccio dell’Unione europea per la rilevazione di eventuali casi sospetti di Covid-19 nei punti d’ingresso dei singoli Paesi deve essere coordinato, proporzionato, basato sulla scienza e in linea con le raccomandazioni internazionali dell’Organizzazione mondiale della sanità. Le misure da attuare sono di competenza degli Stati e a loro spettano queste decisioni, ma la strategia europea deve essere coordinata, e la condivisione delle informazioni è vitale: nessuno Stato dell’UE può farcela da solo. Siamo più forti se agiamo insieme e se la situazione peggiora avremo bisogno di maggiore solidarietà e cooperazione».

GENTILONI: «CORONAVIRUS PRIMO RISCHIO PER PROSPETTIVE ECONOMIA UE»

«L’epidemia provocata dal nuovo Coronavirus rappresenta oggi il primo rischio per le prospettive dell’economia Ue» ha detto Paolo Gentiloni, commissario europeo all’Economia. «L’impatto della malattia sulla salute pubblica, sulle vite umane e sull’attività economica – ha proseguito – resta incerto, e dipenderà molto dalla durata dell’epidemia e dalle misure di contenimento dispiegate e adottate dalla Cina. Ma la nostra assunzione tecnica è che il virus impatterà sul Pil della Cina principalmente nel primo trimestre del 2020, con effetti di contagio globali relativamente contenuti. Questa è un’assunzione, non una previsione, che è ovviamente soggetta a rischi al ribasso, se l’epidemia dovesse durare di più, o peggiorare ulteriormente».


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