Politica 12 novembre 2018

Contratto medici, mercoledì l’assemblea pubblica. Filippi (Cgil): «Con 100 milioni in più si salva SSN. Così può solo galleggiare»

Il segretario nazionale di Fp Cgil Medici risponde alle dichiarazioni della presidente della Commissione Affari Sociali Lorefice: «Ddl Concretezza aumenta fondo accessorio per medici stabilizzati, non c’entra con il nostro contratto»

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Mercoledì 14 novembre medici e dirigenti sanitari incontrano esponenti della politica nazionale e regionale, e lo fanno in un’assemblea pubblica a Roma. Poco prima dell’apertura delle porte del Cinema Nuovo Olimpia che ospiterà il dibattito, inoltre, è previsto l’incontro tra una delegazione dell’intersindacale e la Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati. «Sarà l’occasione – commenta a Sanità Informazione Andrea Filippi, segretario nazionale di Fp Cgil Medici – per discutere le nostre proposte, anche se difficilmente sarà un incontro produttivo».

I temi al centro dell’assemblea pubblica sono riassunti nel manifesto preparato per l’occasione dai sindacati: lo smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale, il peggioramento delle condizioni di lavoro di medici e dirigenti sanitari, l’assenza da 10 anni del contratto, la mancanza delle assunzioni, la perdita di valore economico e professionale del lavoro, l’incertezza del futuro dei giovani lasciati fuori dalla formazione post laurea. Tra gli invitati del mondo delle istituzioni, i ministri della Salute e della Pubblica Amministrazione, i sottosegretari alla Salute e all’Economia, il coordinatore delle Regioni e il presidente del Comitato di settore, i presidenti delle Commissioni sanità di Camera e Senato, i parlamentari medici, veterinari e dirigenti sanitari e i responsabili sanità dei partiti. Conferme dei partecipanti ancora non si hanno.

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Due i punti sui quali si è particolarmente soffermato Andrea Filippi nel presentare la giornata di mercoledì e nel commentare le ultime novità intervenute a livello normativo: lo sblocco del fondo accessorio previsto dal Ddl “Concretezza” e l’aumento del finanziamento per le borse di specializzazione contenuto nella manovra.

«La deroga alla Legge Madia prevista nel Ddl “Concretezza” – commenta Filippi, rispondendo alle dichiarazioni rilasciate ai nostri microfoni dalla presidente della Commissione Affari Sociali della Camera Marialucia Lorefice – consente di sbloccare quella parte del fondo accessorio per i dirigenti precari che vengono stabilizzati, aumentando le loro quote di competenza. È un’operazione sana ma non sufficiente. E non c’entra nulla col contratto. Noi invece chiediamo di recuperare la Retribuzione Individuale di Anzianità, la voce preminente che costituisce i fondi della dirigenza medica e sanitaria e che risulta ancora bloccata».

L’aumento dei contratti di specializzazione di 800 unità, poi, è «un’operazione sibillina», a detta di Filippi: «Sono stati previsti 22 milioni di euro, che aumenteranno fino al 2023. Ma le borse in più ogni anno saranno sempre e solo 800: i finanziamenti serviranno per portarle a regime per i prossimi 5 anni. Ma le Regioni da tempo chiedono 3mila borse in più. Quest’aumento non è un buon segnale, perché parliamo di un finanziamento di 20 milioni quando, con 120 milioni, coprivano il vero fabbisogno di 3mila borse. Un Governo che fa una finanziaria da 20 miliardi ma che non trova 100 milioni per salvare il SSN vuole continuare a far galleggiare il SSN».

«È meno del minimo necessario – conclude Filippi -. E questo sarebbe il segnale di rinnovamento di un Governo che intende fare la rivoluzione? Non mi sembra niente di diverso rispetto a quello che ha fatto il Governo Renzi. Anzi, forse è anche peggio. Almeno Renzi ha stabilizzato tutti i precari».

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