Politica 21 Febbraio 2019

Con autonomia differenziata 21 Sistemi sanitari diversi? Razza (Assessore Salute Sicilia): «Nessun rischio con coordinamento Regioni»

L’assessore alla Salute della Regione governata da Nello Musumeci spiega ai nostri microfoni cosa si aspetta dal Governo dopo il tavolo di trattativa avviato con le Regioni del Nord. «Sud venga messo in condizione di crescere»

«Non siamo contrari all’autonomia differenziata ma anche noi vogliamo sederci al tavolo di trattativa con lo Stato. Il Mezzogiorno fa fatica a tenere il passo e se il Pil italiano cresce meno degli altri è proprio a causa di questo ritardo». Così Ruggero Razza, Assessore alla Salute della Regione Sicilia, ai nostri microfoni spiega il suo punto di vista su uno dei temi più discussi, a livello politico, di questi giorni.

LEGGI ANCHE: AUTONOMIA DIFFERENZIATA, NODO SANITA’. MICHELE EMILIANO (PUGLIA): «BLOCCARE PROCESSO SEPARATISTA E AUMENTARE POTERI DI TUTTE LE REGIONI»

La richiesta di Emilia Romagna, Lombardia e Veneto – seguiti da diverse altre regioni del Nord – è quella di una maggiore autonomia su diverse materie molto importanti per i cittadini. Tra questi ambiti c’è, ovviamente, anche la Sanità. E a chi paventa il pericolo della creazione di 21 servizi sanitari completamente differenti l’uno dall’altro, Razza risponde: «Con coordinamento adeguato non correremo questo rischio».

Assessore, il tema di questi giorni è l’autonomia differenziata che stanno chiedendo le regioni del Nord. Come valuta questa opportunità?

«Come ha già avuto modo di dire il Presidente Musumeci, come Regione non siamo contrari per principio all’autonomia differenziata, che altro non è che l’attuazione degli articoli 116 e 117 della Costituzione. Vogliamo però che al tavolo in cui siedono lo Stato e le Regioni del Nord possa accompagnarsi un dialogo analogo con quelle del Sud. Nel caso di una Regione a statuto speciale come la Sicilia ci aspettiamo inoltre l’integrale attuazione del nostro statuto e quelle regole minime di perequazione tra Nord e Sud del Paese che devono servire a far recuperare quel ritardo, a volte di diversi decenni, alla parte che ha più difficoltà a crescere, ovvero il Mezzogiorno. Se noi lamentiamo oggi una crescita del Pil più bassa rispetto agli altri Paesi europei, questo si verifica perché esiste una parte di Paese, per l’appunto il Mezzogiorno, che non riesce a crescere adeguatamente».

La critica che si pone spesso a questa riforma, per quanto riguarda l’ambito sanitario, è che si possano creare 21 sistemi sanitari completamente diversi. Non vede questo pericolo?

«Se ci sarà, come sono certo, un coordinamento adeguato tra tutte le Regioni e un valore assolutamente pregnante del principio costituzionale del diritto alla salute, credo di no. Il problema può essere diverso e ben più grave dal punto di vista organizzativo ed è legato ai tempi di attuazione: se Regioni che oggi sono nelle condizioni di avere un avanzo di amministrazione, e quindi un attivo importante legato anche al sistema della mobilità, potranno assumere più velocemente delle Regioni del Sud allora sì, in quel caso, potrà verificarsi un problema molto grave. È nella responsabilità del governo nazionale impedire che questo si verifichi».

Articoli correlati
Assunzioni SSN, l’annuncio del Ministro Grillo: «Trovato accordo, tetto di spesa per il personale sarà superato»
Dal 2019 la spesa per il personale non potrà superare il valore del 2018 maggiorato del 5%. Ora la norma, che varrà in tutta Italia, è all’esame delle Regioni
Regionalismo differenziato, incontro FNOMCeO – Regioni. Filippo Anelli: «Garantire le stesse chance di cura a tutti i cittadini»
Il presidente della Federazione degli Ordini dei Medici: «Istituito un gruppo di lavoro per studiare le diseguaglianze regionali. Dai risultati elaboreremo proposte concrete da sottoporre ai vari Governatori»
di Isabella Faggiano
Leucemia mieloide e mieloma multiplo, il sì di AIFA a Molmed per la sperimentazione clinica del CAR-T CD44v6
MolMed, azienda biotecnologica focalizzata su ricerca, sviluppo, produzione e validazione clinica di terapie geniche e cellulari per la cura del cancro e malattie rare, comunica di aver ottenuto da AIFA l’autorizzazione ad avviare in Italia la sperimentazione clinica con il proprio CAR-T CD44v6 per il trattamento di pazienti con leucemia mieloide acuta e mieloma multiplo. […]
Patto salute, Fugatti (Trentino): «Rimodulare rete punti nascita alla luce del calo demografico e intervenire su carenza medici specialisti»
«I cittadini trentini chiedono maggiori servizi e nuovi investimenti: se non interveniamo, anche a causa della denatalità, rischiamo lo spopolamento della montagna». E sulla carenza degli specialisti: «Il Governo deve adoperarsi o mancheranno, soprattutto, pediatri, medici di base, guardie mediche e anestetisti» così il Presidente della Provincia autonoma di Trento
di Viviana Franzellitti e Giovanni Cedrone
Migranti e salute: prevenzione, cura e false notizie. L’evento all’Ordine dei Medici di Palermo
Secondo i dati del Forum Sociale delle Migrazioni 2018, svoltosi in Mexico, una persona su sette sul pianeta è migrante, avendo sperimentato una qualche forma di mobilità umana. Nel passato le migrazioni erano favorite, in Italia dal sud verso le industrie del Nord, e similmente in altre parti del mondo che soffrono denatalità e scarsa […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

Riscatto agevolato della laurea, ecco perché ai medici conviene. Cavallero (Cosmed): «È l’unico modo per programmare un’uscita dal lavoro prima dei 70 anni»

La norma voluta dal governo permetterà a chi ha iniziato a lavorare dal 1996 di poter guadagnare anni di contribuzione pagando 5240 euro per ogni anno di studio. «Dobbiamo capire perché universitar...
Lavoro

Allarme pensioni, Palermo (Anaao): «Si rischia il caos. Speriamo che aderisca a Quota 100 solo il 25%»

In base alle stime del sindacato, per il combinato disposto di Quota 100 e gobba pensionistica, in tre anni lasceranno il SSN 24mila medici, che si aggiungono all’attuale deficit di 10mila camici bi...
Lavoro

Rinnovo contratto sanità privata, Aiop: «Siano coinvolte Regioni». Cgil: «Chi fa profitti non può chiedere che a pagare siano altri»

Dopo 18 mesi di trattativa, i sindacati confederati hanno interrotto il dialogo perché le controparti, Aiop e Aris, non sono disposte a farsi carico della parte economica del rinnovo del contratto di...
di Giulia Cavalcanti e Giovanni Cedrone