Politica 16 novembre 2018

Cannabis terapeutica, la proposta della Sirca: «Aumentare la produzione italiana». E il M5S accoglie l’appello

Il Presidente della Società Italiana Ricerca Cannabis Paolo Poli sottolinea: «Produciamo troppo poco rispetto al fabbisogno». Gruppo Cinque Stelle: «Garantire continuità terapeutica, l’accesso alle cure a base di cannabis sia garantito equamente su tutto il territorio nazionale»

Aumentare la produzione della cannabis italiana per garantire la continuità terapeutica dei pazienti che la usano per curarsi. La proposta l’ha lanciata la Sirca – Società Italiana Ricerca Cannabis in un convegno al Senato che ha visto la partecipazione di numerosi esponenti del Movimento Cinque Stelle.

«L’obiettivo per il 2019 è quello di aumentare la produzione di cannabis terapeutica fino a 150 kg. Per riuscirci abbiamo adibito altre aree alla produzione e alla coltivazione», ha affermato il Colonnello Flavio Paoli, vicedirettore dello Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, il luogo da cui la cannabis terapeutica ‘made in Italy’ comincia il suo viaggio verso i pazienti.

Nello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze hanno messo a punto un sistema unico di coltivazione idroponica e indoor che ha portato allo sviluppo di un vero e proprio farmaco a base di infiorescenze di cannabis registrato all’Aifa.

Il Presidente della Sirca Paolo Poli ha parlato della necessità di stimolare l’opinione pubblica perché «nonostante in Italia ci sia un’ottima situazione sul fronte della ricerca sulla cannabis terapeutica, nettamente migliore rispetto a Francia e Inghilterra, e nonostante la nostra produzione allo Stabilimento Chimico Farmaceutico di Firenze sia di ottima qualità, produciamo troppo poco rispetto al fabbisogno. Parliamo di circa 150 kg su una necessità di circa 700 kg, per cui siamo costretti a importare da Olanda e Canada. Se riuscissimo ad aumentare la produzione potremmo addirittura esportarla e guadagnarci: i nostri pazienti avrebbero cannabis terapeutica praticamente gratis».

Un tema, quello della cannabis terapeutica, su cui c’è attenzione anche da parte del ministro della Salute Giulia Grillo che nei mesi scorsi aveva garantito «ogni sforzo affinché in tutte le farmacie torni disponibile la cannabis ad uso medico».

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Il gruppo parlamentare del Movimento Cinque Stelle ha accolto con convinzione l’appello di Poli ad aumentare la produzione. Per il senatore M5S Matteo Mantero è «un farmaco necessario per tantissimi pazienti ma è fondamentale garantire una continuità terapeutica, nel tempo ma anche nella qualità del farmaco. Una continuità che oggi fatichiamo a garantire anche perché i dati sui consumi arrivano in maniera disomogenea da Regione a Regione. Le stime del fabbisogno sono in crescita perché aumentano i medici prescrittori e le patologie su cui si utilizza con ottimi risultati, il fabbisogno potrebbe crescere fino a 2000 kg di infiorescenze. La produzione italiana ha una qualità altissima e dobbiamo puntare a raggiungere questo obiettivo».

La senatrice Doriana Sarli ha posto l’accento sulle difficoltà ad accedere al farmaco: «Per esempio, il farmaco è a carico del SSN solo per poche applicazioni terapeutiche. Per questo è necessario un cambio di rotta e lavorare affinché l’accesso alle cure a base di cannabis sia garantita equamente su tutto il territorio nazionale».

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La deputata Leda Volpi, medico sanremese, ha sottolineato che «la cannabis presenta delle potenzialità terapeutiche molto interessanti: contiene centinaia di molecole, molte delle quali ancora non si conoscono completamente. Per questo è importante promuovere la ricerca in questo campo. Serve standardizzare l’estrazione, la concentrazione e le proporzioni migliori possibili nelle varie indicazioni terapeutiche e allo stesso modo capire i sintomi e le patologie che possono veramente trarne beneficio. Come legislatori ci occuperemo anche della prescrivibilità e delle problematiche legate alla patente di guida».

«Una cosa ben diversa dalla liberalizzazione per scopo ludico», ha sottolineato il senatore Giovanni Endrizzi: «Serve una trasformazione culturale. Oggi nessuno si sogna di mettere in discussione l’uso della morfina in campo medico eppure l’eroina è ovviamente illegale. Ecco, partiamo dal presupposto che c’è un’enorme differenza tra droga e farmaco e che a noi serve il farmaco che si caratterizza per come prescritto, somministrato e prodotto. Molti pazienti aspettano soluzioni che da altri farmaci non può arrivare e l’art.32 della Costituzione riconosce a queste persone un diritto e alla Repubblica un compito».

Alla conferenza erano presenti anche i deputati Gilda Sportiello e Nicola Provenza, entrambi esponenti della Commissione Affari Sociali di Montecitorio.

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