OMCeO, Enti e Territori 17 aprile 2018

SIVeMP: pianificare turn over del personale veterinario

Il Sindacato Italiano Veterinari Medicina Pubblica (SIVeMP) lancia l’allarme sulla mancata pianificazione del turn over del personale veterinario dirigente. Secondo un’accurata indagine, il personale veterinario con più di 60 anni supera il 40% degli organici in servizio. I dati emersi concordano con quelli del conto annuale dello Stato e offrono una visione drammatica della situazione: il 40% […]

Il Sindacato Italiano Veterinari Medicina Pubblica (SIVeMP) lancia l’allarme sulla mancata pianificazione del turn over del personale veterinario dirigente. Secondo un’accurata indagine, il personale veterinario con più di 60 anni supera il 40% degli organici in servizio.

I dati emersi concordano con quelli del conto annuale dello Stato e offrono una visione drammatica della situazione: il 40% delle risorse dei servizi veterinari sono destinate a mancare in 5 anni. Questo significa che nel giro di pochissimo tempo, senza interventi tempestivi di reclutamento, le funzioni della sanità pubblica Veterinaria non saranno esigibili perché un vuoto di tali proporzioni rende oggettivamente impossibile esercitare con appropriatezza le molteplici incombenze definite dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA sanitari), dalla normativa comunitaria e dalle regole commerciali internazionali.

I Servizi Veterinari del Sistema Sanitario Nazionale hanno il compito di assicurare la salute e il benessere degli animali (allevati per la produzione alimentare, da compagnia e selvatici), il monitoraggio sanitario delle filiere dal campo alla tavola per garantire la sicurezza alimentare e certificare i prodotti che vengono offerti ai consumatori.

Se non verrà posto rimedio all’imminente emorragia di personale veterinario, problemi come il benessere nelle filiere zootecniche e nei macelli, la lotta alla antimicrobico resistenza, la lotta al randagismo, il controllo degli alimenti di origine animale, il monitoraggio dei rischi di impatto ambientale della zootecnia e dell’acquacoltura, non saranno adeguatamente gestiti e impediranno al “sistema paese” di offrire sufficienti garanzie ai cittadini italiani nonché ai partner commerciali comunitari ed internazionali.

Con la inadeguatezza dei servizi veterinari italiani si metterà a rischio sia il livello di garanzie sanitarie interne sia la proiezione sui mercati internazionali dei nostri prodotti della eccellente filiera agroalimentare che, senza adeguate credenziali sanitarie certificate da servizi veterinari dotati delle necessarie competenze, autorevoli ed altamente efficienti, non possono essere esportati.

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