Voci della Sanità 1 Dicembre 2020 15:16

Fials alle Regioni: «Piani operativi per recupero liste d’attesa dei pazienti non Covid»

Mentre al vertice Governo Regioni si discute di cenoni natalizi e impianti sciistici, il personale del Servizio Sanitario Nazionale richiama l’attenzione sul disastro dell’assistenza ai pazienti non Covid denunciando una voragine che non sarà riassorbita a meno che non si intervenga senza perdere altro tempo. «Chiediamo alle istituzioni l’immediato intervento di programmazione e riorganizzazione con piani operativi atti a recuperare le lunghe liste d’attesa dei pazienti non Covid: è a rischio il diritto alla salute sancito dalla Costituzione». Questo l’allarme lanciato da Giuseppe Carbone, segretario generale del sindacato Fials.

«Tutte le Regioni erano a conoscenza della previsione di una seconda ondata – attacca – e dovevano preparare piani operativi affinché i Servizi Sanitari Regionali non lasciassero indietro nessuno, come già accaduto nella prima fase pandemica. Hanno avuto mesi per definire un piano e garantire l’assistenza a pazienti Covid e non Covid, ma non l’hanno fatto e ora ci troviamo in un’impennata della curva del contagio mentre da più parti assistiamo a chiusure e depotenziamenti di reparti e servizi ordinari: un film già visto».

«Medici, infermieri e professioni sanitarie – prosegue – non potranno mai dimenticare l’impatto sulla salute dei cittadini con oltre il 40% dei ricoveri ospedalieri in meno rispetto al 2019 e la riduzione del 38% di prestazioni specialistiche ambulatoriali – prosegue il segretario generale Fials – per non parlare di oltre 1,5 milioni di screening oncologici in meno”. Tutto ciò avviene nonostante il ministro della Salute Speranza abbia stanziato circa 500 milioni di euro per il recupero delle prestazioni prenotate e poi rinviate, come prevede l’art. 29 del decreto (convertito in legge 126/2020) relativo alle disposizioni urgenti in materia di liste di attesa».

«La somma investita ha l’obiettivo – spiega Fials – di recuperare le prestazioni non erogate e abbattere le liste di attesa puntando su specifiche misure per il personale sanitario, medici, tutte le professioni sanitarie, oss ed altri dipendenti ricorrendo alle ‘prestazioni aggiuntive’ e/o all’assunzione di personale. Per accedere a tali risorse però le Regioni e le Province autonome dovevano presentare entro il 14 settembre 2020 a Ministero della salute e Mef un Piano Operativo Regionale con specifiche sui modelli organizzativi, i tempi di realizzazione e destinazione delle risorse».

«Ad oggi nessuna Regione ha fornito questi dati sul proprio sito istituzionale – spiega la Fials – né ha fornito informativa alcuna ai sindacati. Una situazione oltremodo incresciosa che pregiudica il lavoro dei professionisti sanitari e l’efficienza della sanità tutta”, sbotta Carbone, che contestualmente ha inviato una nota ai governatori chiedendone conto. “E’ fondamentale stanziare risorse in sanità non solo ora con la pandemia in atto – sottolinea – ma anche nei tempi previsti dalla norma affinché le Regioni investano tali risorse e ne informino i cittadini, gli operatori sanitari e i sindacati». «In caso contrario – conclude il segretario generale Fials – si vanifica lo sforzo sostenuto dal governo per tali stanziamenti e, cosa più importante, saranno i pazienti a pagare il prezzo più alto».

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Vaccino Covid-19, Chimici e Fisici a Speranza: «Ci inserisca tra le categorie prioritarie da vaccinare»
«Nessun professionista sanitario deve essere escluso dalla lista delle categorie prioritarie da vaccinare» sottolinea la Presidente della FNCF, Nausicaa Orlandi
In Gran Bretagna contagi fuori controllo, cambia il piano vaccinale
Un cardiologo italiano racconta: «Variante più contagiosa, ora si predilige vaccinare il maggior numero di persone con la prima dose, ritardando la seconda. Ci vorranno almeno due o tre mesi per vedere un vero effetto del vaccino»
di Federica Bosco
Incubo terza ondata, i numeri tornano a salire in tutto il mondo
Risalgono i contagi in tutto il mondo, gli esperti temono la terza ondata. Al primo posto gli Stati Uniti con 3 milioni di nuovi casi in 15 giorni, segue il Regno Unito vittima della variante inglese. Italia ottava con tasso di mortalità ancora alto. In Cina si torna a morire per Covid
L’OMS lancia un’indagine in 26 Paesi europei per valutare le conseguenze del Covid sulla psiche
De Girolamo (IRCCS Fatebenefratelli): «Questionario online per 10000 cittadini tra i 18 e i 70 anni per conoscere ripercussione che avrà il virus su sfera economica, percezione della malattia attraverso l’informazione e ruolo del vaccino»
di Federica Bosco
All’ospedale San Paolo di Milano supereroi per i piccoli pazienti
Il primario di Pediatria: «Necessario infondere ottimismo. Momenti come quello regalato dalla onlus Supereroi Acrobati sono fondamentali nel percorso di guarigione»
di Federica Bosco
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 15 gennaio, sono 93.129.104 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 1.994.440 i decessi. Ad oggi, oltre 35,57 milioni di persone sono state vaccinate nel mondo. Mappa elaborata dalla Johns H...
Assicurativo

Posso portare in deduzione la mia Rc professionale?

Tutti coloro che devono stipulare una polizza per la responsabilità civile in ambito professionale hanno la necessità di far pesare il meno possibile tale onere obbligatorio sul loro reddito da lavo...
Voci della Sanità

Covid-19, professori di Yale condividono terapia domiciliare “made in Italy”

«Il nostro Paese ancora oggi non dispone di un adeguato schema terapeutico condiviso con i medici che hanno curato a domicilio e in fase precoce la malattia» spiega l'avvocato Erich Grimaldi, Presid...