Voci della Sanità 15 Gennaio 2021 11:41

Rischio clinico, oltre 300mila download per il manuale promosso da Fondazione Italia in Salute

Pubblicato da Springer, fornisce le basi metodologiche della gestione del rischio. Il presidente Gelli: «Tema sempre più attuale»

Ha raggiunto i 300.000 download in appena due settimane il volume Textbook of Patient Safety and Clinical Risk Management, pubblicato da Springer con il supporto della Fondazione Italia In Salute.

«Il testo – spiega la Fondazione in una nota – fornisce le basi metodologiche della gestione del rischio, affronta per le specialità più importanti le principali cause di eventi avversi e propone le buone pratiche per la loro prevenzione e modelli organizzativi e innovazioni tecnologiche per controllare e contenere il rischio. Editor dell’opera Liam Donaldson, padre della Clinical Governance e riferimento internazionale del OMS sulla sicurezza delle cure, Susan Sheridan, leader storica dei movimenti per la sicurezza del paziente e due italiani, Walter Ricciardi, ordinario di Igiene presso il Policlinico Gemelli e Riccardo Tartaglia, professore straordinario di risk management presso l’Università G. Marconi Roma».

«Alcune questioni emergono in modo forte: l’applicazione delle buone pratiche per la sicurezza del paziente salva vite umane e migliora la qualità dell’assistenza; la cultura della sicurezza nell’ambiente assistenziale e dei fattori umani dovrebbe essere sviluppata sin dall’inizio degli studi medici e nei primi anni di pratica professionale; gli errori medici – prosegue – sono di diverso tipo in base alla competenza ed esperienza. In tutto questo i fattori umani assumono un’importanza decisiva nelle organizzazioni resilienti e la comprensione del controllo e del contenimento del rischio è fondamentale per tutte le specialità mediche e chirurgiche».

«Il tema della sicurezza, a tre anni dalla Legge Gelli e con una pandemia in corso, continua a essere una questione fondamentale per la sanità pubblica. Il supporto della Fondazione Italia in Salute – spiega il presidente della Fondazione Italia in Salute, Federico Gelli – ha consentito a questo testo di essere ‘open access’ in modo da renderlo disponibile al maggior numero di operatori sanitari. Il libro è dedicato a ricordare tutti quei pazienti e famiglie che hanno sofferto o sono morti a causa di danni evitabili nelle loro cure» conclude.

 

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