Voci della Sanità 6 Novembre 2019

Nursing Up: «Respingiamo le proposte di revisione del sistema di classificazione del personale del comparto»

«Gli infermieri Nursing Up si aspettavano un documento più pragmatico coerentemente con le proposte da noi formulate e consegnate all’Aran riguardo alle riforme che abbiamo richiesto, indipendentemente dalle risorse in ballo, che sono esigue ma che non possono costituire un reale impedimento. Ci sono indicazioni generali condivisibili o meno a seconda di come si intendono […]

«Gli infermieri Nursing Up si aspettavano un documento più pragmatico coerentemente con le proposte da noi formulate e consegnate all’Aran riguardo alle riforme che abbiamo richiesto, indipendentemente dalle risorse in ballo, che sono esigue ma che non possono costituire un reale impedimento. Ci sono indicazioni generali condivisibili o meno a seconda di come si intendono affrontare, ma non accogliamo la riduzione delle categorie perché non rispecchiano la giusta valorizzazione che le professioni sanitarie aspettano ormai da lungo tempo. Avevamo chiesto al Comitato di settore di andare verso una maggiore uniformità rispetto all’evoluzione giuridica, e in particolare per quanto attiene alla responsabilità professionale degli infermieri e delle altre professioni sanitarie. Ci saremmo aspettati di ricevere un documento dettagliato, concreto e articolato sul quale confrontarci, ergo sospendiamo il giudizio finchè non vedremo proposte più esaustive. Ribadiamo con forza l’esigenza di inserire una sorta di autorizzazione generale all’attività libero-professionale e ci meraviglia che non ci sia cenno alla stabilizzazione del personale, per noi passaggio fondamentale perchè non si può pensare di continuare a prevedere incarichi provvisori al personale sanitario». Così il presidente Nursing Up Antonio De Palma commenta le proposte odierne del Comitato di settore, durante la riunione della Commissione paritetica per la revisione del sistema di classificazione professionale, organismo previsto dall’art. 12 del Ccnl del Comparto Sanità 2016-2018.

Sono quattro «i principali ambiti di intervento da sviluppare – si legge nelle proposte – e diretti a raggiungere obiettivi di semplificazione dell’assetto regolativo e dei conseguenti adempimenti gestionali aziendali» che il Comitato di settore ha individuato e che ha sintetizzato in un documento distribuito questo pomeriggio presso l’Aran ai rappresentanti delle parti negoziali che compongono la Commissione paritetica per la revisione del sistema di classificazione del personale del comparto sanità. «Essa – continua il documento – ha l’obiettivo di formulare una proposta organica alle parti firmatarie del Ccnl, diretta all’avvio del processo di innovazione del sistema di classificazione professionale» nel Servizio Sanitario Nazionale «individuando le soluzioni più idonee a garantire l’ottimale bilanciamento delle esigenze organizzative e funzionali delle Aziende ed Enti sanitari con quelle di bilanciamento e valorizzazione della professionalità dei dipendenti».

Ecco le quattro proposte del Comitato di settore alla Commissione paritetica elencate in una nota da Nursing Up:

  1. La semplificazione e la razionalizzazione dell’attuale sistema di inquadramento del personale nelle categorie giuridiche e nei livelli economici, con la riduzione da 4 a 3 delle categorie giuridiche di inquadramento in funzione del titolo di studio richiesto quale requisito generale di accesso, e da 6/7 a 4/5 delle fasce economiche; il valore delle fasce economiche andrebbe rivisto e razionalizzato.
  2. Lo sviluppo e il rafforzamento degli strumenti per sostenere lo sviluppo delle competenze professionali e per riconoscere su base selettiva il loro effettivo accrescimento, con particolare riferimento alla revisione dei percorsi selettivi di progressione economica all’interno della categoria, da orientare in misura prevalente sulla valutazione delle competenze professionali acquisite, e all’ulteriore sviluppo e valorizzazione del sistema degli incarichi di funzione, con l’obiettivo di incrementare la quota di risorse del fondo di competenza da destinare al loro finanziamento, prevedendo anche l’aumento del valore massimo degli incarichi (in analogia a quanto previsto nel Ccnl del comparto funzioni locali) e una semplificazione della disciplina contrattuale relativa alle procedure di conferimento e di conferma dell’incarico medesimo.
  3. La razionalizzazione della disciplina contrattuale relativa ai trattamenti accessori collegati allo svolgimento di attività disagiate, prevedendo la sostituzione delle vigenti indennità per particolari condizioni di lavoro con una indennità professionale (o di complessità organizzativa ed assistenziale) collegata alle caratteristiche organizzative e assistenziali della U.O. di assegnazione (valutando se utilizzare come criterio di applicazione anche la suddivisione per aree prestazionali). Resterebbero confermati i trattamenti accessori previsti per il lavoro straordinario, notturno e festivo, nonché le indennità previste da norme di legge.
  4. La individuazione dei nuovi profili professionali non sanitari, in coerenza con i fabbisogni professionali delle aziende sanitarie e degli altri enti del comparto sanità (es. collaboratore tecnico ambientale, autista soccorritore)”.

Il presidente De Palma è a suo tempo intervenuto per chiedere di «dividere l’area sanitaria in sezioni dedicate alle specifiche professionalità sulla base della loro appartenenza alle discipline ordinistiche e riformare l’impianto contrattuale delle professioni sanitarie che, in quanto omogenee per basi giuridiche, presentano oggi le caratteristiche per essere regolate attraverso archetipi contrattuali analoghi a quelli della dirigenza. Altrimenti – ha avvertito – rischiamo di non rispondere alle esigenze né dei lavoratori, né delle Aziende».

Articoli correlati
FNOMCeO: «Tra i medici si torna a morire per Covid». Due vittime in pochi giorni
Il presidente Anelli invita a usare l'esperienza come un insegnamento. I medici morti per Covid lavoravano a Napoli e Roma. Nursing Up protesta contro i nuovi contagi tra infermieri: 10 in 72 ore
«Stabilizzazione, aumenti salariali e riconoscimento della professione». Le richieste degli infermieri al Circo Massimo
«Siamo oltre duemila», comunica Nursing Up che ha convocato la piazza romana degli infermieri. Al centro della vertenza la richiesta di un comparto contrattuale autonomo. E il Ministero promette l'apertura dell'istruttoria
di Tommaso Caldarelli
Nursing Up, De Palma: «Troppi nuovi contagi tra gli infermieri, 20 in soli 15 giorni»
Il sindacato degli infermieri, nelle parole del presidente De Palma, parla di preoccupazione e consapevolezza: «Scioperiamo contro chi non ci tutela»
Infermieri, Nursing up proclama stato di agitazione. Manifestazione a Roma il 15 ottobre
De Palma: «Sarà lotta dura, se ci costringeranno arriveremo fino allo sciopero»
Covid-19, De Palma (Nursing Up): «Report Inail mette a nudo l’amara realtà. Noi infermieri come soldati allo sbaraglio»
«L’83 per cento dei casi denunciati di avvenuto contagio erano infermieri. Il 63 per cento delle vittime nel mondo sanitario erano infermieri. I dati non lasciano spazio a dubbi» così il presidente del Sindacato Infermieri Italiani
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 30 ottobre, sono 45.041.948 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 1.181.321 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 30 ottobre: Ad oggi in I...
Salute

Covid-19, chi sono e cosa devono fare i contatti stretti di un positivo? Il vademecum del Ministero della Salute

In quali casi si può parlare di "contatto stretto"? Il Ministero della Salute spiega tutte le possibili situazioni in cui ci si può trovare
Salute

Covid-19, il virologo Palù: «Vi spiego perché non sempre gli asintomatici sono da considerare malati»

Il virologo veneto, già Presidente della Società Europea di Virologia, spiega dove si può intervenire per contenere i contagi: «Stop alla movida, contingentare gli ingressi nei supermercati e ridu...