OMCeO, Enti e Territori 12 Febbraio 2019

Libera professione, Cimo: « Un affare per le aziende sanitarie. Medici estranei a liste d’attesa»

Una chiara e pubblica smentita delle demagogiche argomentazioni contro i medici e l’esercizio della libera professione. È quanto emerge, secondo il sindacato dei medici CIMO, dalla relazione al Parlamento sulla libera professione del Ministero della Salute, le cui rilevazioni sulle attività ospedaliere in libera professione evidenziano nonostante la diminuzione di queste ultime, il contestuale aumento […]

Una chiara e pubblica smentita delle demagogiche argomentazioni contro i medici e l’esercizio della libera professione. È quanto emerge, secondo il sindacato dei medici CIMO, dalla relazione al Parlamento sulla libera professione del Ministero della Salute, le cui rilevazioni sulle attività ospedaliere in libera professione evidenziano nonostante la diminuzione di queste ultime, il contestuale aumento dei guadagni delle aziende ospedaliere sulle stesse attività. Mentre le liste di attesa continuano ad essere lunghissime.

«Infatti dalla relazione inviata ieri al Parlamento si evince chiaramente che negli ultimi 5 anni il numero di medici che esercitano la libera professione si è ridotto del 12,8% – fa sapere Cimo – non solo a causa della diminuzione del personale di servizio. Il guadagno per il professionista nelle attività di libera professione sono diminuiti del 18,4% e che, al netto di tasse e balzelli alle strutture ospedaliere, un medico riceve il 30% di quanto paga il paziente; che nello stesso periodo sono aumentati del 35% i ricavi da libera professione a favore delle aziende sanitarie, maggiori ricavi che avrebbero dovuto essere destinati alla riduzione delle liste di attesa e di cui invece non si conosce la destinazione».

«Se a questo si aggiunge quanto anticipato sulle segnalazioni al numero verde del Ministero stesso sulle liste di attesa, che dimostrano fattivamente i gravi ritardi nelle prestazioni causati dall’organizzazione delle aziende sanitare, il combinato disposto dei dati evidenzia uno scenario ben diverso da quello prefigurato da chi vuole abolire del tutto l’istituto della libera professione per dare un ulteriore spinta alla sanità privata».

In particolare, per CIMO non è possibile non rilevare che ci troviamo di fronte a una incontrovertibile dicotomia tra riduzione del numero di medici e dei guadagni dei professionisti, da una parte, e incremento sempre costante degli incassi a favore delle aziende, dall’altra. Una combinazione perfetta per risultare un “affare” per queste ultime.

Il sindacato dei medici CIMO si chiede a questo punto: «Se tra il 2011 e il 2016 il saldo attivo per le le aziende sanitarie è stato di 1.297.649 euro, come è stato utilizzato? Per ridurre, come previsto, i tempi di attesa, per migliorare gli aspetti organizzativi e di accoglienza, per ammodernare le tecnologie dedicate esclusivamente alla libera professione? E dove sarebbero i risultati?».

«Sono questi gli aspetti che la relazione al Parlamento dovrebbe analizzare – afferma il Presidente Nazionale di CIMO, Guido Quici – perché si tratta di elementi che necessitano di assoluta trasparenza di fronte agli operatori sanitari e ai cittadini». «I dati – continua Quici – dimostrano che la libera professione ha una valenza decisamente marginale per molte regioni, eppure campagne strumentali e demagogiche continuano a far credere che le lunghe liste di attesa siano legate alle scelte dei medici e non alla sempre più esigua offerta sanitaria del SSN, privato di assunzioni e di mezzi». «Certo, è facile individuare una categoria professionale da attaccare e perseguire la strada della demagogia per evitare di dire ai cittadini che non si è più in grado o non si vuole più assicurare adeguati livelli di assistenza. Preparandosi magari a far pagare alla sanità pubblica il costo di futuri interventi a copertura dei conti pubblici, oggi dirottati su altre politiche sociali poco sostenibili ma più remunerative a livello elettorale».

Articoli correlati
Tumori del sangue, AIL festeggia 50 anni. Il presidente Amadori: «Grazie al professor Mandelli siamo punto di riferimento nel volontariato sociale»
L’associazione che segue le persone affette da leucemie, linfomi e mieloma dal 1949 traccia un bilancio del suo operato: «Prima la diagnosi di questo tipo di malattia era un dramma per il paziente e per la sua famiglia, ora le cose sono cambiate. Tra i nostri cavalli di battaglia lo sviluppo delle cure domiciliari»
Intramoenia, CIMO-FESMED: «Bene proposta sciopero per dimostrare assenza legame con liste d’attesa»
La federazione spiega: «I nodi non sono nella possibilità di esercitare visite fuori dai propri turni ospedalieri, che invece supportano il flusso della domanda di prestazioni che arrivano ai CUP, ma nella mancanza di medici sufficienti nei turni e di investimenti in tecnologie sanitarie efficienti»
Assunzioni SSN, l’annuncio del Ministro Grillo: «Trovato accordo, tetto di spesa per il personale sarà superato»
Dal 2019 la spesa per il personale non potrà superare il valore del 2018 maggiorato del 5%. Ora la norma, che varrà in tutta Italia, è all’esame delle Regioni
Regionalismo differenziato, incontro FNOMCeO – Regioni. Filippo Anelli: «Garantire le stesse chance di cura a tutti i cittadini»
Il presidente della Federazione degli Ordini dei Medici: «Istituito un gruppo di lavoro per studiare le diseguaglianze regionali. Dai risultati elaboreremo proposte concrete da sottoporre ai vari Governatori»
di Isabella Faggiano
Ex specializzandi, De Poli (Udc): «Dopo sentenza Corte d’Appello di Roma approvare subito ddl: medici vogliono giustizia»
Il tribunale ha riconosciuto a 490 camici bianchi altri 15 milioni di euro e ha riformato la posizione di altri 172 medici tutelati da Consulcesi che avevano perso in primo grado. Il senatore dell’Unione di Centro, primo firmatario di un disegno di legge per un accordo transattivo con il governo: «Circa 560 circa medici che hanno avuto ragione, ma ce ne sono altri 118mila che stanno aspettando»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

Riscatto agevolato della laurea, ecco perché ai medici conviene. Cavallero (Cosmed): «È l’unico modo per programmare un’uscita dal lavoro prima dei 70 anni»

La norma voluta dal governo permetterà a chi ha iniziato a lavorare dal 1996 di poter guadagnare anni di contribuzione pagando 5240 euro per ogni anno di studio. «Dobbiamo capire perché universitar...
Lavoro

Allarme pensioni, Palermo (Anaao): «Si rischia il caos. Speriamo che aderisca a Quota 100 solo il 25%»

In base alle stime del sindacato, per il combinato disposto di Quota 100 e gobba pensionistica, in tre anni lasceranno il SSN 24mila medici, che si aggiungono all’attuale deficit di 10mila camici bi...
Lavoro

Rinnovo contratto sanità privata, Aiop: «Siano coinvolte Regioni». Cgil: «Chi fa profitti non può chiedere che a pagare siano altri»

Dopo 18 mesi di trattativa, i sindacati confederati hanno interrotto il dialogo perché le controparti, Aiop e Aris, non sono disposte a farsi carico della parte economica del rinnovo del contratto di...
di Giulia Cavalcanti e Giovanni Cedrone